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La pastasciutta al cinema: amore al primo assaggio

Il 25 ottobre si festeggia il World Pasta Day, la Giornata mondiale della pasta. Una splendida occasione per conoscere i film che hanno immortalato questo prezioso alimento della dieta mediterranea.

Una immagine del film L'appartamento Jack Lemmon e gli spaghetti

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Il 25 ottobre è il World Pasta Day, la Giornata mondiale della pasta giunta alla sua 19esima edizione. 

L’alimento chiave della dieta mediterranea viene celebrato a San Paolo, in Brasile, con un evento che vede la partecipazione di oltre 250 personalità tra addetti ai lavori, istituzioni e giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo.

Il 25 ottobre si festeggia la Giornata mondiale della pasta
World Pasta Day 25 ottobre

La pasta, così, diventa non solo un vanto della cultura gastronomica ma un prodotto perfetto per sfamare i paesi più poveri in modo sostenibile grazie all’iniziativa globale The Power of Pasta che dona, alle associazioni di settore, un quantitativo di questo nutrimento pari a tre milioni di piatti.

La pastasciutta ispira anche le arti, a cominciare dalla moda: la nuova campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana la vede protagonista, sotto forma di orecchiette, tra vestiti, make up e glamour. 

Regina delle nostre tavole, è anche una silente e golosa interprete di molte opere cinematografiche: noi le facciamo onore con una carrellata di pellicole, in ordine sparso, in cui la pasta è una vera e propria star.

1 - Il sapore del successo

Il sapore del successo è un film del 2015 diretto da John Wells con Bradley Cooper e Sienna Miller, rispettivamente uno chef di talento dalla vita sregolata e una sous chef caparbia e competitiva.

I due attori alla prima del film del 2015 HD
Sienna Miller e Bradley Cooper cuochi innamorati

La passione per la cucina e quella nascente tra i due protagonisti si lega a una sequenza in cui la donna, intenta a preparare con perizia la pasta fresca fatta a mano, ascolta il sensuale cuoco parlare di cibo e di sesso, di orgasmi e sapori.

2 - Domenica d’agosto

Il regista Luciano Emmer nel 1950 dirige un film considerato precursore del Neorealismo rosa, un delicato racconto di vita quotidiana della Roma popolare e dei suoi abitanti, pronti a partire per una giornata a Ostia tra preoccupazioni economiche, amori e piccole bugie.

La sequenza della famiglia proletaria, intenta a mangiare gli spaghetti nel capanno in riva al mare, è una bella e nostalgica testimonianza dell’Italia ingenua e lavoratrice che non c’è più.

3 – C’eravamo tanto amati

Ettore Scola nel 1974 dirige Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli in un ritratto comico e amaro di tre amici ex partigiani che, negli anni, hanno perduto lo slancio intellettuale e vivono di rimpianti e cinico realismo.

L'immagine tratta dal film C'eravamo tanto amati scena della trattoria Quilty
C'eravamo tanto amati

La sequenza più toccante e nota è quella in cui i tre, dopo molto tempo, si ritrovano a tavola, nella trattoria chiamata “Dal re della mezza porzione” e, incrociando le forchette piene di maccheroni, come i tre moschettieri, fanno un bilancio impietoso delle loro esistenze dichiarando che la loro generazione ha fallito.

4 - Spaghetti House

Il regista Giulio Paradisi nel 1982 sceglie un fatto di cronaca per il suo film Spaghetti House, la storia di modesti ristoratori italiani, emigrati a Londra, che aspirano ad aprire un loro ristorante ma vengono sequestrati da un gruppo di africani.

Prima cercano di rapinarli senza successo e poi, accerchiati dalle forze dell’ordine, si fingono un’organizzazione terroristica e chiedono un aereo per liberare gli ostaggi.

La sequenza in cui il talentuoso Nino Manfredi cucina sul fornello gli spaghetti alla Puttanesca, descrivendo ai suoi colleghi non solo la ricetta ma quanta sensualità ci sia dentro un piatto ben cucinato, è una delicata metafora della pasta vista come possibilità di riscatto e il legame mai dimenticato con le proprie origini.

5 - Lilli e il vagabondo

Il film d’animazione firmato Disney ha divertito e commosso intere generazioni di bambini e adulti con la storia romantica tra Lilli, Cocker americano di agiata famiglia e Biagio, un randagio senza pedigree e senza padrone.

La sequenza della cena a lume di candela nel ristorante italiano e il “bacio allo spaghetto" non ha eguali. 

La pasta come collante dell’amore.

6 - I soliti ignoti

Mario Monicelli nel 1958 dirige una delle commedie più significative del cinema italiano con un cast di magnifici attori – Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Totò – e racconta le disavventure di un gruppo di ladruncoli che, per sbarcare il lunario e cercare di riscattare una vita di insuccessi e fallimenti, escogita un piano per rapinare il Monte di Pietà.

Una immagine dal film I soliti ignoti commedia italiana di Mario Monicelli HDCristaldi Film
Il cast di I soliti ignoti

Le cose non andranno per il verso giusto e, nella sequenza più famosa del film, si ritrovano nell’appartamento sbagliato: amaramente concludono la loro ingloriosa impresa mangiando la pasta e ceci avanzata dalle proprietarie di casa, metafora della povertà e arte di arrangiarsi tutta italiana.

7 - Il Gattopardo

Nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1958) la descrizione del timballo di maccheroni che troneggia sulla tavola raffinata del principe di Salina e i suoi ospiti è da antologia:

L'oro brunito dell'involucro, la fragranza di zucchero e di cannella che ne emanava, non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroni corti, cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.

Il timballo di maccheroni protagonista della tavola de Il Gattopardo HD
Il Gattopardo

Luchino Visconti nel 1963 porta sul grande schermo la bellezza barocca di questa nobile famiglia siciliana in disfacimento e, sequenza dopo sequenza, ne ricostruisce l’autentico splendore storico ed emotivo, culminante nella sequenza della sontuosa cena, esempio della ricchezza dell’aristocrazia e della generosità gastronomica di una terra tenace a ogni cambiamento.

8 - Una vita difficile

Il regista Dino Risi, nel 1961, dirige un magistrale Alberto Sordi nel ruolo di Silvio Magnozzi, un partigiano amante della patria che, per tutta la vita, perderà occasioni di guadagno e prestigio per continuare a inseguire i suoi velleitari ideali comunisti, in contrasto con il nuovo benessere dato dal boom economico.

Una immagine del film Una vita difficile il referendum HD
Una vita difficile

La sequenza più significativa è quella in cui lui e la moglie (Lea Massari), seduti a tavola con una famiglia aristocratica, apprendono dalla radio la vittoria della Repubblica.

Si lanciano, felici, sui piatti di spaghetti, noncuranti degli altri commensali che abbandonano il pranzo, presi da un malore per la sconfitta della monarchia: uno splendido spaccato della nostra storia e la rappresentazione popolare del cibo italiano per eccellenza.

9 - Un americano a Roma

Il trionfatore annunciato è un bel piatto di spaghetti fumanti che Alberto Sordi, alias Nando Mericoni, addenta soddisfatto dopo aver ripudiato la sua ossessione esterofila per ogni vestito, cibo e linguaggio americano.

Il regista Steno nel 1954 esplora l’Italia del dopoguerra con questa commedia legata indissolubilmente alla performance del nostro Albertone nazionale, qui nelle vesti di un provinciale appassionato di cinema con il mito degli Stati Uniti.

Gli spaghetti, però, vincono contro gli hamburger a mani basse.

10 - Miseria e nobiltà 

Miseria e nobiltà non ha bisogno di presentazioni: Mario Mattioli nel 1954 porta sul grande schermo l’omonimo spettacolo teatrale di Eduardo Scarpetta, con uno stratosferico Totò nel ruolo dello squattrinato padre di famiglia Felice Sciosciammocca.

Un’allegra commedia degli equivoci, piena di colpi di scena, che culmina nel pranzo a casa di un ricco marchese: Totò e i parenti si abbuffano smodatamente di spaghetti, in ricordo dell'atavica fame della tradizionale maschera del teatro, l'Arlecchino, perfettamente incarnata dalla perizia recitativa del principe della risata.

11 - Big Night

Stanley Tucci nel 1996 dirige e interpreta, insieme a Campbell Scott, una raffinata commedia sul cibo e le occasioni mancate: la cucina del ristorante newyorkese dei due fratelli italiani Primo e Secondo Pileggi è un inno alla tradizione e un amore sconfinato per il nostro paese.

La sequenza in cui i due fratelli cercano di “civilizzare” la clientela americana sull’uso del basilico e il tipo di pasta e riso da cucinare con religiosa osservanza è davvero spassosa ma quella più stupefacente ha, come protagonista, un timballo e la sua lunga, goduriosa e precisa preparazione.

Il cinema ci prende davvero per la gola!

12 - L’appartamento

Billy Wilder nel 1960 dirige un perfetto Jack Lemmon nei panni di un contabile che, per arrotondare le magre entrate, affitta ai suoi superiori il suo appartamento che diventa, così, un luogo per fugaci incontri extraconiugali mentre lui girovaga per la città.

La sequenza in cui l’attore cucina gli spaghetti e li scola utilizzando una racchetta da tennis, mentre decanta le virtù della pasta alla sua innamorata, Shirley MacLaine, è una delizia per gli occhi (meno per il palato).

13 - Wall Street

Oliver Stone nel 1987 firma la rappresentazione cinematografica per eccellenza degli anni ’80, con i suoi yuppies rapaci e spietati alla Gordon Gekko (Michael Douglas).

Il cibo, qui, a cominciare dalla tartare con uovo crudo e le bistecche sanguinolente extra large, trasuda testosterone e ambizione.

Douglas vince l'Oscar come miglior attore protagonista per Wall Street nel 1988 HD
Michael Douglas

Nella lunga sequenza dell'appartamento di Bud (Charlie Sheen), il giovane protetto di Gordon Gekko, la cucina è in primo piano: tra gli attrezzi costosi e super tecnologici s'intravede una luccicante macchina per la pasta, a motore, che produce lunghi fili di spaghetti accanto a quella che taglia i filetti per il sushi.

Una combinazione fantasiosa di cibo internazionale, identificato come l’apice del vero lusso e prodotto non per essere mangiato ma per essere guardato, esibito.

La pasta come status sociale.

14 - Sabato, domenica e lunedì

Ne film televisivo del 1990 diretto da Lina Wertmüller, tratto dall'omonima commedia di Eduardo De Filippo, gli ziti spezzati a mano, accompagnati dal ragù di Donna Rosa (Sofia Loren) sono gli indiscussi piaceri della tavola domenicale della famiglia Priore, che attende i suoi ospiti scandendo i riti antichi dell’arte culinaria.

Uno splendido ritratto della vocazione italiana ai piaceri della tavola e a tutta la sapienza e passione che si celano dietro a un piatto di pasta.

Se siete ancora affamati di novità – e di pasta – potete scegliere di aderire al Pastafarianesimo, religione parodistica che ha, tra i suoi principi, l’adorazione di un essere soprannaturale chiamato “prodigioso spaghetto volante” e quello di poter giurare il proprio credo con uno scolapasta in testa.

Il simbolo del mostro volante di spaghetti, divinità dei pastafariani
Logo Pastafarianesimo

La setta della pastasciutta non vi ha ancora convinto? Lasciatevi sedurre da una visita ai luoghi sacri della pasta: il 25 ottobre molti pastifici apriranno al pubblico come quello artigianale Rustichella d'Abruzzo e gli stabilimenti Barilla di Parma e di Foggia.

Una splendida occasione per conoscere il processo di produzione di questo alimento e la storia dei suoi numerosi e misteriosi formati.

E voi, di che pasta siete fatti?

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