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Mini casette per i senzatetto: in UK arrivano e costano 45 mila euro

In Inghilerra arrivano le prime "mini casette" per senzatetto che fanno parte di un progetto voluto dalla Fondazione Homeless. Un' iniziativa efficiente potrebbe essere tranquillamente esportata anche in Italia.

In Inghilterra sono state costruite e consegnate le prime mini casette di legno per i senzatetto

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In Inghilterra arrivano le “mini casette” per i senzatetto: piccole, ma con tutti i confort, per migliorare le condizioni di vita di chi è costretto a vivere per strada.

Il progetto, unico e primo al mondo, è stato accolto da tutti molto positivamente. L’efficiente iniziativa, voluta dalla Fondazione Homeless, potrebbe essere immediatamente esportata anche in Italia, dove i nostri terremotati aspettano da oltre un anno le loro.

Economiche e funzionali

La prima efficiente micro casettaHD

Le comode “mini casette” costano solo 45.000 euro e la suddivisione degli spazi interni ricorda le cabine di prima classe di uno yacht.

A Kieran Evan vengono consegnate le chiavi

Il primo a ottenere le chiavi è stato un ragazzo di 18 anni, Kieran Evans. Dopo aver vissuto un anno per strada ora potrà iniziare a ricostruire la sua vita, ripartendo da zero.

Come lui stesso ha sottolineato:

Sono estasiato e felice di avere finalmente un mio spazio. È come avere un appartamento di lusso compatto.

E ora sono già in cantiere altri modelli per dare vita ad una comunità sostenibile che aiuti le persone in difficoltà e permetta loro di reinserirsi all’interno della società.

Piccole ma efficienti

Interno super funzionale di una mini casetta

Gli inquilini dovranno assumersi la responsabilità di pagare l'affitto, le bollette e imparare a sopravvivere in modo indipendente. Le mini casette sono composte da: una camera da letto, una cucina completamente attrezzata, un bagno e la zona soggiorno. Abitazioni confortevoli, funzionali ed accoglienti che permetterebbero una vita dignitosa e libera dagli orrori della precarietà anche in Italia nei territori colpiti dai terremoti.

Un modello di eccellenza

Gli spazi suddivisi di una micro casettaHD

Dopo un anno dal terribile sisma che ha colpito il Centro Italia solo il 25% delle casette provvisorie richieste è stato consegnato. Ricevere una casa significa ritornare alla quasi normalità, restare vicino agli animali e presidiare le proprietà, evitando così la desertificazione.

In Italia ci sono troppi ritardi, troppa burocrazia. Le persone esasperate abbandonano le proprie terre dove sono nate per cercare di avere una sistemazione dignitosa che li ripari dal freddo e dal gelo dell’inverno. Lo Stato fatica a soddisfare l’obbligo civile e morale di velocizzare la consegna degli alloggi provvisori, prima della definitiva ricostruzione.

Il caso di nonna Peppina

Nonna Peppina costretta a lasciare la sua casetta

Ha indignato molti la storia di Giuseppina Fattori, 95 anni, che vive in un paesino in provincia di Macerata. L'anziana signora è stata costretta a lasciare la casetta di legno, che le figlie le avevano fatto costruire nel giardino della propria casa dopo che il terremoto l’aveva resa inagibile. Ritenuto l’edificio abusivo, nonna Peppina ha dovuto abbandonarlo e ora vive e dorme in un container di dieci metri quadrati con un bagno chimico all’esterno. Ma lei imperterrita resta e non vuole allontanarsi dai luoghi che ama.

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