Stai leggendo: Wonder Woman: le parole di star e personalità che hanno tratto ispirazione dall'eroina DC

Prossimo articolo: Wonder Woman è un girl power movie, ecco perché

Letto: {{progress}}

Wonder Woman: le parole di star e personalità che hanno tratto ispirazione dall'eroina DC

Wonder Woman - creata da una mente anticonformista e portata sul grande schermo da Patty Jenkins - è un'eroina per molti, da Michelle Obama a Jessica Chastain.

Gal Gadot nei panni di Wonder Woman nel film di Patty Jenkins

2 condivisioni 0 commenti

Wonder Woman è stato il fenomeno cinematografico dell’estate: il film con Gal Gadot e diretto da Patty Jenkins ha infatti incassato più di qualsiasi film diretto da una donna - per chi non l'ha ancora visto e per chi aspetta l'edizione HV, l'eroina sbarca in DVD, Blu-Ray, Blu-Ray 3D, 4K Ultra HD dal 12 ottobre per Warner - e si difende benissimo anche nel gruppo dei film sui supereroi (il boxoffice mondiale ha superato gli 820 milioni di dollari), ma la sua importanza va ben oltre questo mero dato materiale.
Wonder Woman è stata per ben 76 anni un fondamentale punto di riferimento culturale, e in tutto questo tempo la principessa delle Amazzoni dalle origini divine (o quantomeno mitologiche) si è evoluta tantissimo, come personaggio, come simbolo e soprattutto come icona: raccontare la sua storia significa anche ripercorrere la storia americana alla luce del movimento femminista, ed analizzare il modo in cui il potere delle donne si è andato configurando decennio per decennio.

Il cast di Wonder Womand a ThemysciraHDWarner Brothers

Wonder Woman: icona femminista, ma con grazia

Spiegava infatti nel 2014 Jill Lepore, professoressa di storia ad Harvard e autrice del libro The Secret History Of Wonder Woman (La storia segreta di Wonder Woman):

Wonder Woman non è come gli altri supereroi. La sua storia non è solo la storia dei fumetti, è quella della politica. Superman è debitore della fantascienza, Batman del genere poliziesco più crudo. Ma Wonder Woman deve la sua esistenza alla lotta per i diritti delle donne - una che Hollywood non si è mai scomodata a raccontare.

Ma ora è successo, ed il film campione d’incassi ha celebrato magistralmente quel delicato equilibrio tra eroismo ed umanità tipico del personaggio che già tanti anni prima l’attivista Gloria Steinem aveva elogiato, quando nel 1972 spiegava la scelta di far campeggiare proprio la figura dell’eroina sulla copertina del primo numero della rivista Ms Magazine:

Wonder Woman simboleggia molti dei valori della cultura delle donne che le femministe stanno cercando di introdurre nell’opinione sociale corrente: la forza e la capacità di far conto su se stesse; la sorellanza ed il supporto reciproco tra donne; l’amore per la pace ed una grande considerazione per la vita umana; il ridimensionamento dell’aggressività ‘mascolina’ e della convinzione che la violenza sia l’unica strada per risolvere conflitti.

Tutto questo è ciò per cui Wonder Woman è stata creata.

Wonder Woman è nata da un ménage à trois

Wonder Woman è nata dalla mente di un eminente psicologo, William Moulton Marston, già famoso per aver inventato la macchina della verità (ricordate? Diana usa il Lazo della Verità). Marston era un grande sostenitore dei diritti delle donne ed aveva uno stile di vita molto moderno: viveva infatti un idillico ménage à trois con la moglie Elizabeth - che era un avvocato ambizioso - e la loro amante Olive Byrne, sua ex alunna e figlia di una famosa suffragetta, Ethel Byrne.

La leggenda vuole che quando Marston si rese conto della necessità di creare un personaggio che preferisse l’amore e la pace alla violenza ed alla guerra, e sottopose l’idea alla moglie, questa gli abbia detto: “Ok, ma che sia una donna”. Così Marston si rivolse all’artista - anche lui femminista - H.G. Peters, ed insieme crearono la prima storia di Wonder Woman, che fu pubblicata a Dicembre del 1941. Ecco come ne parlò lui stesso due anni dopo:

Nemmeno le ragazze vogliono più essere ragazze, finché i nostri archetipi femminili continueranno a mancare di volontà, forza e potere. Non volendo essere ragazze, non vogliono essere tenere, arrendevoli, pacifiche come sono le migliori donne. Le grandi qualità femminili sono ormai disprezzate in quanto deboli. L’ovvio rimedio è creare un personaggio femminile con tutta la forza di Superman più tutto l’incanto di una donna buona e bellissima.

E ci riuscì: Diana Prince viveva grandiose avventure sia da sola che nella Justice League ispirando generazioni di lettori (tranne quando, per mancanza di tempo dei suoi creatori che non potevano seguire troppe pubblicazioni al contempo, è finita a fare la segretaria degli altri supereroi). Dopo la morte di Marston le cose cambiarono: negli anni Wonder Woman è stata privata dei suoi poteri, trasformata in una super-spia, addirittura ha rinunciato ai suoi poteri per sposare Steve Trevor finché poi di recente è stata trasformata in una sorta di macchina da guerra, lontanissima dagli ideali di chi l’ha creata.

La visione di Patty Jenkins

Ma dato che le istanze femministe che hanno generato il personaggio non si sono mai sopite, e diremmo che ora più che mai si sono fatte urgenti, Wonder Woman non è mai uscita di scena. Poiché c’è sempre stato bisogno di lei, la principessa guerriera è sopravvissuta adattandosi alle varie epoche, plasmata dall’evolversi del pensiero sociale.

Ecco spiegato il successo del film di Patty Jenkins, la regista che ha saputo far tesoro del pensiero di Marston, cercando non solo di incarnare nella protagonista la forma di femminismo più alta (quella che non disdegna gli uomini come diversi, bensì propugna l’egualitarismo), ma provando anche che è possibile appassionarsi ad un personaggio eroico, mosso da amore e puro altruismo, che si dà il caso sia una donna capace di lottare anche di portare un abito da sera in maniera invidiabile (ed infilandoci una spada!). Così infatti Jenkins ha spiegato il suo approccio a Vanity Fair:

Il fatto che ci sia una donna non lo rende un film ‘su una donna’. È un film sull’essere eroi, e la protagonista è una donna”

#WONDERWOMAN Ok ladies, now let's get in formation. @gal_gadot #PattyJenkins

A post shared by Jessica Chastain (@jessicachastain) on

Il successo del film: una fonte di ispirazione per tutti

Come dicevamo in apertura, il successo del film da un punto di vista economico è stato stratosferico: ma più che il numero delle persone che lo hanno visto, è interessante vedere la composizione del pubblico. Mai tante donne sono andate a vedere un film di supereroi, e questo è un dato importante. Tantissime persone hanno riempito i social con le proprie parole di ammirazione, e molte di loro hanno raccontato di aver versato lacrime durante una scena in particolare, quella in cui Wonder Woman si erge dalla trincea per addentrarsi nella “terra di nessuno” (no man’s land) che la separa dalla postazione nemica.

Ad esempio, Meredith Woerner ha scritto un pezzo per LA Times in cui spiega la sua reazione:

Vedere con i propri occhi una donna che domina la scena [di battaglia], e incanta la telecamera, così a lungo ha aperto una breccia in un genere piuttosto monotono. Non avevamo bisogno di un albero generato al computer o un salace procione per cambiare il mondo dei supereroi; avevamo bisogno di una donna.

Mentre una professoressa di comunicazione della University of Southern California, Stacy L. Smith, ha spiegato che quella scena ha la capacità di ispirare le ragazze a trovare la forza per raggiungere grandi obiettivi.

Ogni volta che vediamo donne forti sullo schermo, mettiamo alla prova le concezioni antiquate di leadership. Che siano donne a capo di imprese o, nel caso di Wonder Woman, guerriere che avanzano nella terra di nessuno e affrontano il fuoco nemico, le nostre nozioni di chi possa essere un leader e di quali caratteristiche debba avere vengono ampliate.

Ok people, I just left the theater and KNOW for CERTAIN that the GODS have seen fit to BLESS us with #WONDERWOMAN. W.O.W. It is a superhero movie like none I have ever seen. Epic. FUN. Engaging. Stylistically Captivating. Funny in an honest, not-trying-too-hard way. Witty. Smart. Perfect length. Fierce. Sensual. Just amazing. @Gal_Gadot will glue you to the screen and at the same time make you want to run to the nearest costume shop to get your W on and join the #GODESSNESS right away (W = #WomanWarriorOfTheWorld). Director #PattyJenkins IS NOT PLAYING AROUND, as she gives us some AMAZON REALNESS in an exquisitely directed story. Chris Pine is irresistable. The score is KILLER. And it is the type of film that I think you can enjoy over and over. This movie definitely goes down as a classic in its genre for me. @wonderwomanfilm #RunAndGoSeeIt #HadToGush #PromotionFromTheHeart.

A post shared by Lupita Nyong'o (@lupitanyongo) on

Questa analisi è avvalorata dal fatto che addirittura le imprenditrici e donne d’affari in tutto il mondo si sentono ispirate da Wonder Woman, e c’è anche un articolo che spiega quali siano le lezioni che le donne di potere possono trarre dal film. Un gruppo di scrittrici ha poi creato una campagna di raccolta fondi online per portare quante più bambine e ragazze al cinema a vedere il film.

Il fenomeno che adesso ha come portavoci Gal Gadot e Patty Jenkins non lascia indisturbato nemmeno il mondo del cinema: ci sono registe come Sam-Taylor Johnson che ora hanno un’eroina in più da ammirare, dopo Jane Campion e Kathryn Bigelow, e un mucchio di attrici (i post disseminati nell’articolo sono la prova) che non hanno esitato a dimostrare la loro ammirazione per il film, esortando chiunque ad andare a vederlo.

Ma non sono mancati anche gli uomini: dopotutto il film non è “da donne”, e attori come Josh Gad e Chris Hemsworth lo sanno bene.

#wonderwoman è tutto ciò che speravo e anche di più. L'epoca dei supereroi donne è finalmente arrivata e in quanto padre di due bambine non potrei essere più orgoglioso.

Credo che [Wonder Woman] spaccherebbe il c**o a Thor

Infine: sapevate che anche Michelle Obama è una fan di Diana Prince, tanto da usare francobolli con la sua immagine per la corrispondenza privata?

La statuetta di Wonder Woman allegata all'edizione HV

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.