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La battaglia dei sessi: la nascita dell’icona femminista Billie Jean King

È arrivato nelle sale italiane La battaglia dei sessi, film che racconta, tra pubblico e privato, la nascita del mito femminista e LGBTQ+ Billie Jean King. Ecco la nostra recensione.

Steve Carell ed Emma Stone

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Erano 30mila gli spettatori che il 20 settembre del 1973 si recarono allo Houston Astrodome, palazzetto dello sport della città texana in cui si è tenuto lo storico incontro di tennis che ha visto scontrarsi Billie Jean King contro Bobby Riggs. Evento sportivo mediatico, per l’epoca senza precedenti, che ha tenuto oltre 90 milioni di persone incollate al piccolo schermo.

Il match è passato alla storia in quanto ha visto la fervente femminista King vincere a mani basse sul suo sfidante, ed è proprio sulle vicende personali della King e sui motivi che l’hanno spinta - dopo un’iniziale rinuncia - ad affrontare questa “lotta di genere” con il “maiale maschilista” Riggs che è basata la nuova pellicola di Jonathan Dayton e Valerie Farisgià registi di Little Miss Sunshine.

La battaglia dei sessi, una scena dal filmHD20th century Fox

La battaglia dei sessi racconta tutte le tappe che hanno portato i due campioni di tennis a decidere di giocare l’una contro l’altro e, in particolare, si sofferma sull’ancora discusso pay gap nel mondo dello sport (e anche in tutti gli altri ambiti lavorativi), per poi lasciarsi andare nel racconto intimo e intimista delle vicende personali dei due campioni, interpretati da una irriconoscibile e bravissima Emma Stone e dal one-man-show Steve Carell.

Dentro e fuori dal campo da tennis

La battaglia dei sessi HD20th Century Fox

In un viaggio nel tempo, negli usi, nei costumi e nei tabù degli anni ’70, reso ancor più realistico dalla scelta registica di girare in 35 mm, La battaglia dei sessi è forte soprattutto nella parte in cui narra la “doppia” vita di Billy Jean e Bobby. 

La King, oltre a lottare contro uomini come Jack Kramer (Bill Pullman), co-fondatore dell'Association of Tennis Professionals convinto che le tenniste valessero meno dei colleghi maschi, in quel periodo era alle prese anche con la sua omosessualità, che fino ad allora aveva tenuto nascosta anche a se stessa.

Dall’altra parte, invece, Riggs tentava di rimanere sulla cresta dell’onda abbracciando tutti gli stereotipi propri del maschilismo con un fare decisamente satirico, mentre nell’intimità della sua famiglia affrontava una personale battaglia contro il demone del gioco d’azzardo.

La battaglia dei sessi: il luogo comune e la realtà

Pur essendo un film che si perde un po’ nel bisogno di dover far conciliare la storia pubblica e quella privata dei due protagonisti, La battaglia dei sessi riesce comunque a veicolare l’importante messaggio sulla parità di genere in una maniera intelligente.

Per tutto l’arco della narrazione è facile notare che i luoghi comuni sfruttati dagli uomini di potere per sottolineare la loro superiorità vengono messi in discussione, non solo dallo scontro giocato da Billie Jane e Bobby, quanto più dal comportamento dei personaggi maschili nei confronti delle donne.

I compagni di vita delle tenniste e lo stesso Riggs, infatti, vengono caratterizzati come portatori di un grande rispetto nei confronti delle loro mogli che vedono come persone alla loro pari e che incoraggiano in ogni lotta, sia sportiva che personale.

La vittoria di Billie Jean King sull’istrione Bobby Riggs, in questa cornice, non è altro quindi che la conferma di una realtà appurata e sostenuta per tutto l’arco del film, oltre che lo squisito omaggio a un’icona che da ormai oltre 40 anni lotta perché le donne e gli omosessuali non vengano ritenuti inferiori a nessuno, nello sport e nella società.

La battaglia dei sessi è nei cinema dal 19 ottobre.

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