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Giovanni Allevi presenta Equilibrium: 'Nel silenzio la libertà della musica'

Il compositore, pianista e direttore d’orchestra Giovanni Allevi ci racconta il mondo musicale e personale del suo nuovo album Equilibrium, disponibile dal 20 ottobre. Ecco la nostra chiacchierata.

Giovanni Allevi: dal 20 ottobre è disponibile il suo album Equilibrium

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Ascoltare Giovanni Allevi mentre racconta il suo nuovo progetto, Equilibrium, incanta quasi quanto sentire la sua musica. Ha un modo di parlare pacato Giovanni, delicato, timido e fanciullesco, quasi a cercare di gravare il meno possibile su questo mondo che già ci investe di mille cose diverse.

E proprio da quella frenesia a lui così intrinsecamente estranea, il compositore e pianista è letteralmente scappato oltre un anno fa, allontanandosi anche dagli affetti per ritrovare il proprio di equilibrio. Sono nate lontano, molto lontano, le composizioni dell’album Equilibrium, movimenti di una storia contemporanea inserite in forme classiche.

Giovanni Allevi: cover album Equilibrium (2017)

Antico e moderno, rock e classica, isolamento e società. Perché in Allevi convivono due anime diverse – una scanzonata e dispettosa, l’altra compunta e accademica – costantemente coinvolte in un sottile gioco di armonie.

Quando la misura, però, ha perso pericolosamente il proprio punto di bilanciamento qualcosa si è spezzato. È successo quello che non ti aspetti: un artista che zoppica, inciampa, cade. Ma la debolezza che Giovanni Allevi testimonia ha in sé anche un enorme coraggio: quello della scelta di non aver paura, di non cedere. La forza della libertà.

Così, il legame con la società iper-accelerata di oggi l’ha spezzato lui stesso trasferendosi su un’isola in mezzo all’oceano per riannodare i fili della propria esistenza. Per tornare a rigovernare i due spiritelli che lo abitano.

Giovanni Allevi e orchestraHDRiccardo Spina

Equilibrium ha preso, dunque, forma su un fazzoletto di terra che per volontà di Allevi resta senza nome. Sperduto nell’Atlantico, immerso nel silenzio, e al buio (dopo un’operazione agli occhi), l’artista ha colloquiato con le sue anime e interrogato il mondo attorno.

Un solo brano, No Words, ha identità fattivamente italiana, per contenuto e ispirazione. Giovanni, infatti, lo ha scritto dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia trasferendo in struggenti immagini sonore il dolore di un intero popolo.

A dare corpo all’impianto musicale di Equilibrium sono stati, poi, l’Orchestra Sinfonica Italiana e il pianista americano Jeffrey Biegel. Abbiamo incontrato il compositore di origine ascolana e con lui abbiamo fatto una lunga chiacchierata, inframmezzata dall’ascolto di alcuni frammenti dell’album. Ecco che cosa è emerso.

L’incontro con Giovanni Allevi

Equilibrium è composto, idealmente ma anche fisicamente, di due parti. Un primo CD di dieci tracce con cinque brani eseguiti piano solo da Allevi e i restanti cinque con l’accompagnamento degli Archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. A questa sorta di lato A, sospeso tra intimismo e dialogo, si aggiunge un secondo disco con il Concerto per Pianoforte e Orchestra n °1 diretto da Allevi e con solista al pianoforte Jeffrey Biegel.

Giovanni Allevi per EquilibriumHD

Possiamo partire dal titolo per raccontare questo progetto, cosa ne dice?
La genesi è molto semplice. Due anni fa mi sono accorto di aver perso l’equilibrio per un episodio banale, ovvero l’impossibilità di allacciarmi una scarpa stando in equilibrio su un piede. Da quel momento ho realizzato di avevo perso l’equilibrio in molti aspetti della mia esistenza, dal ritmo sonno veglia all’alimentazione fino alla composizione musicale.

Ho capito che dovevo trovare l’isolamento totale. Per questo, sono andato su un’isola in mezzo all’Atlantico, dove non ci fosse nulla. Lì ho ripreso a fare corsa, a praticare i miei esercizi di equilibrio e a scrivere musica.

Che cosa le aveva fatto perdere il baricentro?
La colpa è della frenesia dell’esistenza contemporanea in cui siamo bombardati da messaggi esterni. Abbiamo tutti perso l’autenticità della natura e il silenzio. E questo mi aveva creato anche problemi fisici.

Il silenzio: che rapporto ha un musicista con questa dimensione?
La musica arriva continuamente, ma nella dimensione del silenzio ha avuto la possibilità di esprimersi con maggiore libertà. Per questo Equilibrium è un album che nasce in controtendenza con il mondo contemporaneo. Per esempio, la musica del concerto per pianoforte si esprime attraverso una forma molto dilatata che non siamo più abituati ad ascoltare perché oggi la musica cerca di dire tutto e subito per raggiungere il pubblico più vasto possibile.

La sua, invece, che musica è?
In questo caso, la musica si fa racconto di attese, esplosioni emotive e ricordo grazie alla forma classica. Ha un’architettura complessa che chiede all’ascoltatore un certo impegno. Dunque, è una follia di cui per il momento vado orgoglioso.

Torniamo su quell’isola: avrà avuto almeno il pianoforte con sé...
Ero senza pianoforte e con un cellulare di vecchia generazione, senza internet per intenderci. Ho composto senza lo strumento; in questo modo la mente è ancora più concentrata nella scrittura e il controllo di ogni dettaglio si fa più acuto. Il mio maestro diceva sempre che per scagliare un dardo devi costruire un arco perfetto nei dettagli.

Giovanni Allevi al pianoHDGettyImage

E qual è stata la difficoltà maggiore da affrontare?
La difficoltà maggiore è stata dimenticare completamente i progetti futuri. Sono tornato ad apprezzare i secondi che stavano passando senza proiettarmi in avanti. Mi sono dedicato tanto alla corsa, allo sport, alla lettura e sono anche tornato sugli studi di meccanica quantistica che è stato tema della mia laurea. Mi sono nutrito di follia artistica.

Questo album mette letteralmente in copertina due diversi aspetti di Giovanni: ce li presenta?
Sono due Giovanni molto simpatici, due anime con cui sorrido. Sulla copertina, a destra, c’è il direttore d’orchestra che mi punzecchia con la sua bacchetta e, a sinistra, trovi il black bloc che avrei sempre voluto essere ma che non sono riuscito a esprimere perché sono un secchione.

Se con la mia musica ho creato una spaccatura tra mondo accademico e mondo dei giovani, ecco, voglio sia chiaro che è una spaccatura da sempre dentro di me. È quello che si agita nel mio cuore. Da una parte sono legato alla tradizione classica di cui sono una manifestazione, ma il Giovanni rock è sempre presente e devo farci i conti. Sono due anime che non comunicano tra di loro ma tormentano me. Non ci sarà mai forse una pacifica soluzione e io mi trovo in mezzo tra i due litiganti.

In Equilibrium oltre a lei c’è un altro musicista a cui ha affidato le parti al pianoforte: Jeffrey Biegel. Come è nata la collaborazione?
Biegel ha una grande storia ed è molto influente nel panorama americano; gli voglio davvero bene. La dedizione che ha impegnato nella preparazione delle registrazioni mi ha riempito il cuore di gioia ed è stato un gesto d’amore nei miei confronti.

È un pianista di classica specialista negli studi trascendentali di Liszt, non ha limiti tecnici. Per questo ho scritto questo concerto senza preoccuparmi dei limiti di esecuzione. Quando abbiamo registrato, al buio per me, a Milano è stata raggiunta a momenti una dimensione che reputo sublime. Ho vissuto un’esperienza verace creativa viva.

Quando ho incontrato Giovanni Allevi – ha affermato Biegel – ho sentito subito la sua energia esplosiva, il suo intenso amore per la musica. Il suo carisma mi ha spinto a dare il meglio di me per rappresentare la sua musica al livello più alto che potessi

E come vi siete conosciuti?
Jeffrey è insegnante di pianoforte a New York e, per non so quale motivo, un suo studente ha lasciato sul leggio del suo piano lo spartito di una mia composizione. Lui si incuriosì e se ne innamorò subito suonandola. La sera stessa mi scrisse una e-mail lodandomi e dicendomi se mai avessi avuto intenzione di scrivere un brano per lui.

Quando ho capito la statura di chi mi stava scrivendo e il suo virtuosismo mi sono sbilanciato – ecco ancora una volta il non equilibrio – e gli ho promesso che avrei composto per lui un concerto per pianoforte e orchestra.

L’avventura musicale insieme è iniziata da lì. Una festa che si concluderà il 15 novembre sul palco di Milano con Jeffrey e l’Orchestra Sinfonica Italiana che, per la prima volta, ascolterò dal vivo seduto in prima fila. Sarò in platea per godermi tutto il concerto.

Il compositore Giovanni AlleviHDGettyImages

Di recente ha pubblicato il video di Flowers, una clip animata in cui i fiori hanno fattezze umane, tra cui Donald Trump e Kim Jong Un.
Ho una grande fortuna: sono circondato di persone giovani e di grande talento. Una di loro è Marco Pavone, che ha disegnato il video in 3D. Insieme abbiamo deciso di animare dei fiori per far loro assumere pregi e difetti dell’essere umano, come la volontà di potenza, il desiderio di sopraffazione e il rifiuto dell’altro.

Simpaticamente abbiamo dato una rappresentazione di Trump e Kim Jong Un: l’uno è urlante fiore giallo, l’altro un simpatico spara-semi che spaventa i fiorellini che stanno intorno. A un certo punto interviene una farfalla che lascia delle note sui fiori e questa scia ammansisce gli animi più esagitati che si a uno stupore incantato e si abbracciano.

Nessuna nota provocatoria, dunque?
Da parte nostra assolutamente no. Noi tutti siamo ospiti di questo mondo e non conosciamo nulla di noi stessi né di chi abbiamo davanti. Questo socratico stato di consapevolezza del non conoscere ci dovrebbe portare ad accettare l’altro e non ad averne paura. La musica può compiere questo piccolo miracolo. È questo il senso del vivo, che non vuole essere provocatorio.

Tra i brani, No Words è stato composto all’indomani del terremoto del 2016 in centro Italia.
Ho voluto mettere questo brano nell’album perché non si spenga mai l’attenzione nei confronti delle tante famiglie che ancora oggi vivono il dramma del terremoto. Il pianoforte fa solo da accompagnamento e simula l’onda sismica con la sua vibrazione, mentre agli archi è affidata una melodia: è il dolore che piano piano cresce.

Per chi ha vissuto il terremoto è straziante ascoltare questa musica perché quella vibrazione non si dimentica facilmente.

Comporre No Words è stato istintivo, come se il dolore e l’angoscia che stavo provando per la mia gente, fossero nascoste in fondo al cuore. Attraverso questi archi l’emotività ha espresso gradatamente il grido che il brano rappresenta. E nell’ultima nota c’è accordo maggiore che racconta una speranza verso il futuro: è il calore della solidarietà.

Oggi di quell’isola nell’oceano cosa le resta?
Rientrare nel reale mi fa vedere tutto esagerato. Mi portò la musica di Equilibrium prima di tutto; è nata laggiù e anche dopo un’operazione agli occhi in Giappone. Al silenzio quindi si è aggiunto il buio, dimensioni attraverso le quali la musica si è sviluppata liberamente. Ora il mio campo visivo è notevolmente ridotto e ho dovuto affidarmi ad alte facoltà, tra cui l’intuito. Tutto questo è qui con me e mi accompagna nl ritorno alla civiltà contemporanea. Non voglio dimenticare questo modo di vivere e non voglio lasciarmi trascinare dal flusso delle cose.

Ma l’equilibrio l’ha poi ritrovato?
Credo che neanche su quell’isola sperduta io abbia trovato equilibrio, anzi il meglio di me l’ho sempre dato senza equilibrio. In fondo quello che voglio comunicare è uno stato dinamico molto complicato in cui siamo percorsi da forze contrastanti. È questo il mio concetto di musica.

Voglio farmi attraversare dalla vita e dalle sue difficoltà, dagli attacchi e dalle cose belle. Voglio vivere intensamente e non importa se questo mi porta a trascorrere notti insonni-

Equilibrium: tracklist e tour

Equilibrium viene pubblicato nelle versioni doppio CD, doppio vinile e in un’edizione Deluxe limitata e numerata acquistabile su Music First. Di seguito la tracklist:

CD 1
Piano & Chamber Orchestra

  1. Flowers
  2. No words
  3. Together
  4. Scent of you
  5. A life in a day

Pianoforte solo

  1. Born to fly
  2. Oxygen
  3. Cariño
  4. No more tears

PIANIST & CONDUCTOR: GIOVANNI ALLEVI / ORCHESTRA SINFONICA ITALIANA

CD 2 - Concerto per pianoforte e orchestra n. 1

  1. Mosso
  2. Adagio
  3. Allegro

JEFFREY BIEGEL, Pianista solista / ORCHESTRA SINFONICA ITALIANA / CONDUCTED BY GIOVANNI ALLEVI

Giovanni Allevi: Equilibrium formato VINILEHD

Il progetto, presentato in anteprima mondiale il 26 agosto, arriva anche in Italia con una prima data evento al Teatro dal Verme di Milano il 15 novembre con l’Orchestra Sinfonica Italiana e Jeffrey Biegel al pianoforte diretti dal Maestro Jeffrey Reed per il Concerto per Pianoforte e Orchestra n.1. Nella seconda parte sarà, invece, lo stesso Giovanni Allevi a salire sul palco per eseguire le altre composizioni di Equilibrium.

Dopo l’anteprima meneghina seguirà l’Equilibrium Tour in cui Giovanni Allevi sarà sul palco con il pianoforte accompagnato da tredici Archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Ecco il calendario 2017-2018 (prevendite aperte su TicketOne):

Red Carpet Venezia: Giovanni AlleviHDGettyImages
  • 26 dicembre 2017 – Roma, Parco della Musica
  • 3 gennaio 2018 – Pescara, Teatro Massimo
  • 4 gennaio 2018 – Bologna, Teatro Duse
  • 5 gennaio 2018 – Pavia, Teatro Fraschini
  • 6 gennaio 2018 – Torino, Teatro Colosseo
  • 1 marzo 2018 – Bergamo, Teatro Creberg
  • 3 marzo 2018 – Assisi, Teatro Lyric
  • 11 marzo 2018 – Genova, Politeama Genovese
  • 12 marzo 2018 – Bari, Teatro Petruzzelli
  • 15 marzo 2018 – Venezia, Teatro Goldoni
  • 17 marzo 2018 – Varese, Teatro Openjobmetis
  • 25 marzo 2018 – Firenze, Teatro Verdi
  • 27 marzo 2018 – Trieste, Teatro Rossetti
  • 7 aprile 2018 – Senigallia, Teatro La Fenice
  • 9 aprile 2018 – Milano, Teatro Nazionale
  • 13 aprile 2018 – Novara, Teatro Coccia
  • 16 aprile 2018 – Ivrea, Auditorium Officina H
  • 17 aprile 2018 – Borgosesia, Teatro Comunale
  • 18 aprile 2018 – Biella, Teatro Odeon
  • 23 aprile 2018 – Napoli, Teatro Diana.

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