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Wonder Woman: eroina nella storia

Dalla nascita del personaggio di Wonder Woman a oggi - con il film di Patty Jenkins, disponibile in Home Video dal 12 ottobre - l’evoluzione di una supereroina sempre in simbiosi con il suo tempo.

Wonder Woman Gal Gadot

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Non poteva che essere dedicato a Wonder Woman il primo blockbuster della “golden age” dei cinecomic completamente incentrato su una supereroina, e il motivo è semplice: Diana Prince non è l’unica donna dei fumetti ma è sicuramente la più conosciuta e la più iconica. Un personaggio che, già dal nome di battaglia, simboleggia la straordinarietà dell’altra metà del cielo, un’eroina che non è nata come “versione” alternativa di una controparte maschile ma per celebrare l’idea che la forza è, davvero, un sostantivo femminile.

La prima versione di Wonder WomanHDDC

Una delle peculiarità di Wonder Woman è il fatto che, nel bene e nel male, sia stata (e sia ancora) specchio dell’evoluzione della figura della donna negli anni, del suo empowerment. Diana Prince è infatti nata dalla penna del teorico del femminismo William Moulton Marston nel 1942, anno in cui l’America era in guerra e le donne avevano preso nella società il posto degli uomini impiegati al fronte. 

Inoltre molte caratteristiche di Diana Prince sono state ispirate a Margaret Sanger, pioniera della contraccezione e dei diritti riproduttivi. Wonder Woman, quindi, nasce fin dall’inizio come il simbolo dell’emancipazione femminile che a tutt’oggi rappresenta.

Wonder Woman: la crisi degli anni ’50 e la rinascita

Un estratto di Sensation Comics #96HDDC

Dopo un esordio di enorme successo, la storia editoriale di Wonder Woman subisce un grosso scossone negli anni ’50 e non solo perché - dopo la Seconda Guerra Mondiale - le donne all’interno della società erano state obbligate a tornare al “loro posto” di madri e casalinghe, ma soprattutto in quanto il personaggio è stato tra le vittime della crisi editoriale di quel periodo e delle regole del Comics Code Authority (CCA).

Il CCA era un organo di autocensura istituito dalle stesse case editrici di fumetti in America in seguito alla pubblicazione del saggio dello psichiatra Fredric Wertham, Seduction of the Innocent, secondo cui i comic erano una forma inferiore di letteratura popolare, causa tra le più importanti della delinquenza giovanile.

Secondo il CCA, quindi, la testata Wonder Woman era passibile di censura in virtù dei succinti abiti della protagonista e delle scene al limite dell'omosessualità ambientate sull'isola di Themyscira, luogo nativo delle amazzoni. 

Il personaggio ha perciò subito dei grossi cambiamenti perdendo il suo spirito “girl-power” che poi ritrova a partire dal 1968 - non a caso anno simbolo della rivoluzione sessuale - grazie agli autori Mike Sekowsky, Dennis O'Neil e Dick Giordano che rivoluzionano completamente Diana Prince levandole ogni potere ma rendendola, se possibile, un’eroina ancora più “attiva” facendola combattere senza nessun aiuto ma solo grazie alle sue capacità fisiche coadiuvate unicamente da una grande conoscenza nelle arti marziali.

Wonder Woman sbarca in TV, gli anni ’70

L'attrice Lynda CarterHDABC

Alla fine degli anni ’60 sono cominciati i tentativi di rendere nota Diana Prince non sono ai fruitori dei fumetti ma anche agli spettatori, dopo il successo televisivo della serie TV Batman con Adam West.

I primi tentativi di tradurre le avventure di Wonder Woman in un prodotto televisivo non portarono a grandi risultati ma nel 1975 finalmente è sbarcato sul piccolo schermo lo show cult in cui l’eroina è stata interpretata dall’amata Lynda Carter.

Composta da tre stagioni, la serie TV dedicata a Diana Prince - andata in onda in America prima su ABC e poi su CBS - è divisa in due parti: la prima è ambientata negli anni '40 e racconta la storia originale dei fumetti della Golden Age, mentre la seconda, The New Adventures of Wonder Woman, ha declinato le avventure di Diana Prince nella contemporaneità e vede come co-protagonista Steve Trevor Jr.

Wonder Woman e The New Adventures of Wonder Woman, insieme a Charlie’s Angels, sono da annoverare tra le prime serie TV “ufficialmente” girl power. D’altronde siamo nel pieno degli anni ’70 e finalmente le donne hanno conquistato il diritto di svelare il loro lato “action”.

Gal Gadot, la Wonder Woman post-femminista

L'attrice Gal GadotHDWarner Bros.

Dopo essere stata presentata al pubblico in Batman v Superman (2016), in cui la Principessa delle Amazzoni si è immediatamente posta al centro della scena mostrando con sfacciataggine e sicurezza tanto la sua forza quanto la sua bellezza, la Wonder Woman di Gal Gadot è stata la protagonista assoluta del primo blockbuster comic diretto da una regista donna, Patty Jenkins, nonché del primo cinecomic del DCEU (DC Extended Universe) dedicato a un eroe femminile.

Wonder Woman è una pellicola che narra le origini del personaggio dei fumetti e al contempo un film di formazione in cui assistiamo parallelamente alla nascita di una guerriera e di una donna che si lancia e si lascia iniziare, tanto alla guerra quanto ai sentimenti, in maniera totalmente istintiva. 

Wonder Woman Blu-Ray edizione 4K

Anche in questa inedita versione di Wonder Woman, l’eroina rispecchia assolutamente ciò che le donne sono oggi: Diana Prince nel film a lei dedicato e nel precedente Batman v Superman non è un’icona femminista, bensì post-femminista.

Una donna consapevole della sua forza, consapevole di essere al pari dei suoi “colleghi” o degli altri uomini. Una donna che mostra la sua avvenenza senza paura di giudizi e senza vergogna, che manifesta la sua grandezza in maniera naturale, tanto da essere ammirata al pari di un superuomo anche dal pubblico maschile e da divenire, ancora una volta, simbolo per le donne di oggi e di domani.

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