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I papà gay sono inadeguati? Ditelo a questa coppia che ha accolto nove bimbi

"Alcuni di loro arrivano da noi con grandi problemi, non vogliono aprirsi; per cui quando la corazza si incrina e loro accettano il nostro amore, ci fa venire voglia di andare avanti".

Due uomini ed il loro figlio adottivo

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Jai e Ian Gilyard-Schnaitman si sono sposati nel 2015 e da quel momento hanno accolto in affidamento un totale di nove bambini. Lo scorso 5 settembre la coppia, che risiede nel Michigan, ha terminato la procedura di adozione del primo figlio, Phoenix, di sei anni.
Il 37enne Ian ha raccontato al sito NewNowNext che la trafila per l’adozione si è protratta per 15 mesi. Il marito Jai, 31 anni, lavora come coordinatore in un programma di recupero e affidamento di giovani con situazioni problematiche. La sua professione è stata un fattore determinante nella scelta della coppia di diventare foster parents (ovvero affidatari di bambini), spiega Ian.

Sapevamo di volere bambini. E dato che Jai lavora con giovani a rischio, sapevamo quanti fossero nel sistema di affidamento e avessero bisogno di aiuto. E quanti avessero bisogno di una vera famiglia.

Ian e Jai si sono conosciuti online nel 2007 e hanno iniziato a convivere pochi mesi dopo. Ian non aveva ancora fatto coming out, ed è stato aiutato dal compagno a fare il grande passo con la propria famiglia e la sua cerchia sociale. I due si sono sposati appena un mese dopo che il matrimonio gay era stato reso legale negli Stati Uniti, e dopo solo alcune settimane dalle nozze, hanno accolto il loro primo ragazzo in affidamento, un dodicenne che per tutta la vita era stato enormemente trascurato.

L’estate del nostro matrimonio guidavamo per quasi 100 km ogni settimana per andare ad incontrarlo e farci conoscere prima che potesse venire a casa con noi.

Purtroppo, nonostante gli sforzi della coppia, dopo alcuni mesi di convivenza il giovane è dovuto tornare alla casa famiglia per via di gravi problemi comportamentali, e questo ha spezzato il cuore dei due uomini.

Eravamo dispiaciuti, ed è un eufemismo. Il nostro primo ragazzo in affidamento aveva dovuto lasciare la nostra casa. Ci ha fatto davvero aprire gli occhi su questo mondo.

Alcune settimane dopo, però, Jai e Ian sono stati contattati riguardo due giovani fratelli in cerca di casa, e ci hanno riprovato. Uno dei due era Phoenix.

Sia Ian che Jai hanno grandi famiglie alle spalle, molti parenti vivono vicino e la loro comunità li sostiene parecchio: tutti questi fattori hanno influito molto nella scelta di diventare affidatari dei bambini.

I membri della comunità amano incontrare i nostri ragazzi e li accolgono a braccia aperte, facendoli sentire a loro agio in qualsiasi parte della nostra città. Ne siamo davvero grati. È un grande lavoro di squadra: inizia con noi, ma se non avessimo una famiglia a sostenerci, e gli amici, e la comunità, non potremmo fare ciò che facciamo.

È difficile quando un ragazzo continua per la sua strada, non solo per Jai e Ian, ma anche per tutta la rete di amici e parenti che li aiutano. Alla fine però è un percorso che vale la pena fare.

Sappiamo di avere così tanto amore da regalare a coloro che ne hanno bisogno, e vedere questi ragazzi che crescono nella nostra casa è incredibilmente gratificante. Alcuni di loro arrivano da noi con grandi problemi, e non vogliono aprirsi; per cui quando la corazza si incrina e loro accettano il nostro amore, ci fa venire voglia di andare avanti.

Da quando hanno iniziato, hanno preso in affidamento ragazzi di 16 anni fino a bambini piccolissimi. Nel periodo in cui la loro casa è stata più affollata ne avevano quattro: Phoenix, un dodicenne e un paio di fratelli di tre e cinque anni, che avevano bisogno di un posto dove rimanere per il fine settimana.

Non c'è dubbio che sia una sfida avere quattro ragazzi a casa tutti nello stesso momento. È difficile anche quando ce n'è solo uno! A volte mio marito ed io ci guardiamo e sorridiamo. È faticoso, ma molto gratificante. Sapere che potevamo dare a questi fratelli anche solo una casa sicura per il fine settimana, pur sapendo che sarebbe stato claustrofobico con quattro bambini nello stesso momento, ne valeva totalmente la pena.

Oltre a Phoenix, i due al momento hanno accolto un bambino di 18 mesi.

E nonostante cambiare i pannolini sia qualcosa di nuovo per loro, sono pronti a dare il benvenuto ad altri bimbi nelle loro vite: non escludono di adottarne anche altri tre o più.

Phoenix dice che vuole avere una sorella più grande e un fratello più piccolo, il che è perfetto perché anche a noi piacerebbe avere due bambini e una bambina. Però, nel mondo dell'affidamento, abbiamo appreso che non sai mai cosa succederà. L’unico piano che abbiamo è quello di andare avanti con i cuori e la mente aperti.

Ian e Jai, con la loro scelta di vita a servizio degli altri, dimostrano quotidianamente quanto l’amore possa fiorire anche nelle situazioni più difficili.

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