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Monica Lewinsky e la lotta contro il cyberbullismo

Monica Lewinsky continua la sua lotta al cyberbullismo con un video breve ed efficace.

Monica Lewinsky sul red carpet dei Tony Awards 2015

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Tre anni fa Monica Lewinsky scrisse una lettera aperta su Vanity Fair riguardo la propria esperienza della “cultura dell’umiliazione”, ma la donna il cui nome rimane sempre legato al famoso scandalo Clinton di fine anni ‘90 continua a prestare la propria voce alla lotta contro il bullismo. Lo scorso 9 ottobre la Lewinsky ha pubblicato immagini di una pubblicità progresso incentrata sul tema, realizzata con l’agenzia BBDO New York e Dini von Mueffling Communications. 
Nel video si vedono attori che ripetono le parole di dichiarazioni vessatorie apparse online, sui social media, ma interpretate in situazioni di vita vera.

Volevo dimostrare in maniera creativa la differenza che c’è tra il nostro comportamento online in un modo che provochi una riflessione.

In un’intervista a People, la donna ha commentato ancora questa pubblicità:

Le persone che si nascondono dietro uno schermo scrivono cose che non direbbero mai in faccia al proprio interlocutore… e questo la dice lunga sull’disumanità delle loro azioni. È uno specchio severo e sconvolgente per la gente, il ripensare a come ci comportiamo in rete rispetto al modo in cui ci comporteremmo di persona.

Le scene ricreate nel video oscurano la faccia di tutti coloro che non sono attori, e l’attenzione rimane sulle persone che pronunciano le parole piene di odio: chi dichiara il proprio disgusto per i gay, una ragazzina che insulta una sua compagna di scuola, una donna che offende pesantemente un’altra sovrappeso seduta ad un bar, una passante che commenta “una terrorista” ad un altro ragazzo indicando una persona seduta su una panchina. Brevi sequenze di grande effetto.

Riguardo la scena di fat-shaming (la pratica di chi offende un’altra persona per essere sovrappeso) in particolare, la Lewinsky ha commentato:

È una delle scene che hanno più impatto su di me, mi ci riconosco molto. Capisco questo. So come ci si sente ad essere giudicati e messi alla berlina per l’aspetto del proprio corpo. Essere vittima di body-shaming. Ho discusso con la giovane attrice che compare in quella scena e con la madre. Entrambe ci siamo dispiaciute per le esperienze che abbiamo in cui siamo state bullizzate in vari modi per il nostro aspetto.

Ora la donna è impegnata in una campagna che porta avanti anche su Twitter, incoraggiando l’uso dell’hashtag #bestrong (sii forte) e relative emoji scaricabili da iTunes e Google Play (sviluppate da Snaps) per aiutare tutte le vittime di cyberbullismo a reagire già sulla tastiera.

Molte persone - soprattutto giovani - non sanno cosa dire quando vengono cyber-bullizzati. Le due immagini principali sulla tastiera, una di un cuore che abbraccia e l’altra di mani che si stringono, sono state disegnate tenendo in mente la compassione e la solidarietà, e sono state scelte da oltre cinquemila adolescenti in tutto il mondo.

È un piccolo strumento gratis pensato per diversi gruppi di sostegno ed organizzazioni che lottano contro questo grave problema sociale, che è capillarizzato in ogni parte del mondo, e lo sa bene Monica Lewinsky, che a vent’anni dal Sexgate continua a faticare ad emergere dall’ombra in cui la pessima reputazione guadagnata con Bill Clinton la relegò. Il video voluto da lei è un buon inizio per farci tutti un esame di coscienza.

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