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Cronache di un gatto viaggiatore, recensione del romanzo di Hiro Arikawa

Prendete un gatto che ha la fortuna di conoscere un amorevole essere umano. Prendete una macchina argentata e lo scenario mozzafiato del Giappone: partireste insieme a loro per un viaggio?

Un uomo e un gatto a guardare il cielo

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Molte volte ci sentiamo dire sdolcinatamente che la vita è un viaggio e ciò che conta è con chi lo facciamo. In Le cronache di un gatto viaggiatore in realtà il viaggio c’è, ma scorre parallelo a due vite che sono la metà dello stesso cuore: soltanto sotto forma diversa.

Lui è Satoru, un ragazzo dalla forte empatia, e l’altro è Nana, un gatto randagio con la coda a forma di sette. La storia che racconta la scrittrice giapponese Hiro Arikawa, oltre a essere diventato un caso editoriale dapprima in madrepatria e poi in tutto il mondo, potremmo interpretarla come un treno con destinazione ignota.

Saliamo sul vagone senza sapere dove esattamente ci condurrà, ma è proprio quell’ignoto a rapprendere l’intera bellezza del romanzo.

Copertina blu di Cronache di un gatto viaggiatore con un uomo e un gatto
Cronache di un gatto viaggiatore di Hiro Arikawa

Con una scrittura docile e spigliata, l’autrice ha scelto un tema dozzinale per costruire un romanzo singolare. Non è certo una novità sentir parlare di storie con protagonisti gli animali, men che meno i gatti. Se vi nominassimo ad esempio A spasso con Bob, vi suonerebbe qualche campanella d’allarme?

Non è atipico imbattersi oggi giorno in un romanzo che parla di animali intesi come esseri pensanti esattamente come gli esseri umani e la Arikawa non si distanzia molto dal genere, poiché il suo testo per lo più sfrutta la voce narrante di Nana per raccontare di azioni, paesaggi e sentimenti. Ciò che caratterizza Cronache di un gatto viaggiatore è il modo in cui il pensiero dell’animale riflette, seppur cinicamente, ciò che pensa il lettore.

Satoru, il compagno di viaggio di Nana

Nana appare distaccato per gran parte del viaggio, ma la verità è che il suo animo felino lo porta a scegliere la diffidenza al posto del sentimentalismo, anche perché a bilanciare dall’altra parte c’è proprio Satoru, il compagno di viaggio del gatto. Avete capito bene: è Satoru ad essere il co-protagonista, perché in realtà il nostro eroe è un simpatico animale a quattro zampe che credeva di sapere tutto della vita finché non ha incontrato qualcuno che è riuscito a insegnargli tutto ciò per cui vale la pena lottare.

Tra i colori sgargianti dei fiori, la bellezza mozzafiato del monte Fuji e la prepotenza del mare, Satoru e Nana hanno condotto il lettore in un viaggio fisico quanto spirituale, affrontando con spensieratezza le bellezze della natura giapponese e raccontando con un tono nostalgico quegli avvenimenti del passato che irrimediabilmente hanno ancora acchito sul presente.

Satoru porta Nana nel suo mondo, fisico quanto concettuale. Non soltanto ha voluto mostrargli la bellezza sconfinata dell’arcobaleno, ma anche cosa significa avere un amico, una figura che combatte il tempo e resta indelebile nella tua vita perché è stato al tuo fianco nel momento in cui ne hai avuto più bisogno.

Il viaggio di Satoru è stato un tuffo nel passato, come Scrooge di Dickens al cospetto dei tre fantasmi, con la differenza che il giovanotto giapponese ha preferito soffermarsi su ciò che gli ha temprato le ossa. Un viaggio che gli ha dato modo di ripercorrere i momenti salienti della sua crescita e accettare il fatto che la vita è imprevedibile. 

Cronache di un gatto viaggiatore è un viaggio di redenzione per un ragazzo che ha sempre guardato alla vita con un sorriso ed è un viaggio rivelatore per un gatto che, nonostante si dica che abbia nove vite, rinuncerebbe a tutte pur di poterne vivere soltanto una con chi lo ha amato più di qualunque altra cosa al mondo.

Perché l’amore è anche questo: non è soltanto la fiaba con il “vissero felici e contenti” stampato alla fine, non è soltanto rincorrersi per poi lasciarsi, non è soltanto amarsi in silenzio e morire con la consapevolezza di non averlo mai detto a voce alta. L’amore talvolta è sapere di non aver bisogno di qualcuno al proprio fianco ma essere consapevoli che, se ci fosse, la vita sarebbe certamente migliore.

O, per dirlo a parole feline, l’amore è:

Un arcobaleno che descrive un doppio arco nel cielo.

La vita di Satoru è stato un viaggio, il cui valore è stato amplificato dalla presenza di un semplice gatto di strada che, con la sua coda a forma di sette, gli ha fatto riscoprire il significato impolverato della felicità.

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