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Il doodle di Google che celebra l'impavida reporter Clare Hollingworth

Nel doodle si vede la nota giornalista con la sua inseparabile macchina da scrivere. Sempre pronta a raccontare i fatti in prima linea, annunciò al mondo l’inizio della Seconda guerra mondiale.

Il doodle di google ispirato a Clare Hollingworth

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Scrittrice e giornalista, ma soprattutto reporter di guerra: Clare Hollingworth ha raccontato i più grandi conflitti armati del XX secolo. Fu corrispondente dalla Turchia, dall’Egitto e dalla Grecia durante la seconda guerra mondiale e durante la sua carriera scrisse per Daily Telegraph, il The Guardian e l’Economist. Raccontò la Seconda guerra mondiale, ma anche la guerra in Vietnam e il conflitto israeliano-palestinese.

Oggi, avrebbe compiuto 106 anni: nata il 10 ottobre 1911, la Hollingworth è mancata l’anno scorso, all’età di 105 anni.

Chi era Clare Hollingworth

106 anni fa nasceva Clare Hollingworth, la reporter che anticipò al mondo l'invasione nazista della Polonia. Era il 29 agosto 1939 e il Telegraph titolava in prima pagina: "1.000 carri armati ammassati al confine con la Polonia. Dieci divisioni sono pronte per colpire”, tre giorni dopo i tedeschi invasero la Polonia. «Non ero coraggiosa – raccontò in seguito – Non ero ingenua. Ero consapevole dei pericoli, ma pensavo che fosse una cosa buona da fare, essere testimone in prima persona e vedere. Di solito mi fermavo e dormivo in macchina, mi bastava un biscotto e un po’ di vino, e poi si proseguiva. Erano quel genere di giorni in cui basta avere una macchina da scrivere e uno spazzolino da denti». https://m.facebook.com/tpi.workshop/ #tpi #thepostinternazionale #workshop #ClareHollingworth

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Il suo interesse per la guerra nacque da piccola, quando insieme al padre andava a visitare siti storici di battaglie inglesi. Crescendo, rifiutò il ruolo di casalinga per dedicarsi a una carriera politica prima e come giornalista poi. Alla fine degli anni Trenta, la Hollingworth si trovava in Polonia, a Varsavia, dove si stava occupando di missioni umanitarie: già in passato aveva aiutato molte persone a fuggire dalla Germania nazista, mentre in quel periodo distribuiva aiuti umanitari a chi fuggiva dall’area della Repubblica Ceca annessa alla Germania. In quel periodo varcò il confine tra Germania e Polonia e, tornando verso Varsavia, notò un accampamento di soldati: il vento scoperchiò una tenda e lei poté vedere diversi soldati nazisti, carri armati e armi. La giornalista capì subito di che cosa si trattava e così, il giorno dopo, il 29 agosto 1939, il giornale per cui lavorava, ossia il Daily Telegraph uscì titolando: 1.000 carri armati ammassati al confine con la Polonia. Dieci divisioni sono pronte per colpire. Dopo meno di una settimana come giornalista, la Hollingworth aveva fatto quello che venne definito lo “scoop del secolo”.

#clarehollingworth #smartgirl #pioneer #inspirationalwomen #Repost @pattyhuntington ・・・ vale british war correspondent #clarehollingworth, who has passed away at 105. what an innings: broke the news of hitler's invasion of poland on her third day on the job, reported from the middle east and vietnam, was the first and last reporter to interview the shah of iran. Time describes what happened: "Knowing that war may be imminent, and bolstered by the presence of a diplomatic flag, she borrowed her host's car, and 'motored off alone into Nazi Germany' to stock up on wine and aspirin. As she drove back along the border, a fabric partition separating the two countries flapped momentarily in the wind, exposing 'scores, if not hundreds of tanks' in the valley below. And there was her first big scoop: the outbreak of World War II." ... not bad for your third day at work Oh and incidentally helped thousands of Polish writers, Jews, journalists and teachers escape their nazi occupied country. .... not bad for an everyday hero.

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La sua carriera come reporter di guerra crebbe e la vide sul campo, a raccontare le missioni degli alleati, scegliendo di lanciarsi col paracadute per seguirli da vicino. Poi la guerra finì, ma la Hollingworth era sempre in prima linea, per raccontare battaglie, attentati e colpi di stato: nel 1963 era a Beirut quando sparì l’ex agente dei servizi segreti britannici Kim Philby, fatto che divenne poi uno degli scandali di spionaggio più rilevanti in Europa. Durante la guerra del Vietnam imparò il vietnamita per parlare con i locali, e fu fra le prime a convincersi della non vittoria americana.

Nonostante nel 1981 andò in pensione, nel 1990 si offrì di andare a raccontare la Guerra del golfo, ma fu uno dei pochi conflitti armati del secolo a cui non assistette e che non raccontò al mondo. Nello stesso anno, a 79 anni, pubblicò la sua autobiografia, in cui però i veri protagonisti erano i fatti a cui aveva assistito. Per conoscere di più sulla sua persona, bisogna cercarla nella biografia che di lei scrisse il nipote, o nei racconti di amici e colleghi: pare dormisse con le scarpe, per essere pronta a uscire con poco preavviso e che tenesse sempre pronto uno zaino con il passaporto, perché non si sa mai quando arrivano le notizie.

Oggi, il più famoso motore di ricerca rende omaggio a questa donna incredibile con uno dei suoi mitici doodle!

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