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Sofi Tukker: da Drinkee a Best Friend, intervista al duo amato da Apple

Di quando la musica è un piano B: arrivano da New York i nuovi protagonisti della scena EDM internazionale. Scelti da Apple come colonna sonora del nuovo spot, i Sofi Tukker ci hanno raccontato il loro percorso.

Il duo newyorkese Sofi Tukker

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Mai piano B fu più sorprendente. Suona così la storia dei Sofi Tukker, duo statunitense che un marchio globale come Apple ha scelto per la seconda volta nei propri spot. Dopo Drinkee, che ha fatto da colonna sonora di Apple Watch, la casa di Cupertino ha, infatti, fatto il bis.

Se squadra che vince non si cambia, ecco nuovamente nella campagna di iPhone X un brano targato Sofi Tukker. Si tratta del singolo Best Friend, traccia che ben ritrae il rapporto personale tra Sophie Hawley-Weld e Tucker Halpern, un’amicizia nata in maniera inattesa e dagli ancor più inattesi sviluppi.

I newyorkesi Sofi TukkerHD

Aspirante giocatore professionista di basket lui e musicista lei, i due giovani si incontrano durante il college in un momento in cui casi sfortunati li costringono a mettere da parte i propri piani.

Ma la malattia fa incontrare i loro mondi musicali per dare vita a un progetto artistico che è corso inizialmente in rete ed è sfociato nel primo EP Soft Animals. Un successo mondiale che, trainato da Drinkee ha fatto guadagnare ai Sofi Tukker un una nomination ai Grammy come Best Dance Recording. Niente male come debutto.

Tra musica, sport, scuola e viaggi, la storia del duo con base a New York ha presto varcato i confini nazionali assorbendo influenze da ogni angolo del globo. Abbiamo incontrato gli artisti in occasione del loro recente passaggio a Milano e in questa intervista vi raccontiamo tutto quello che ci hanno detto.

Sofi Tukker: l’intervista

Partiamo dal vostro ultimo singolo, Best Friend, colonna sonora di iPhone X. Quando Apple vi ha contattato?
La prima nostra canzone che il marchio ha scelto è stata Drinkee. È successo prima ancora che avessimo un manager o che diventassimo noti. Così è nata la nostra collaborazione con Apple e da allora siamo sempre rimasti in contatto, inviando loro nuovi brani. Evidentemente l’azienda ama la nostra musica e quando hanno ascoltato Best Friend l’hanno amata subito, ma non avevamo idea che sarebbe entrata nello spot di iPhone X. È stato sorprendente: fantastico!

A che cosa vi siete ispirati per dare vita a questo pezzo?
Questa canzone si ispira al nostro rapporto di amicizia, che è ciò che conta davvero. La traccia è nata nel garage dei miei genitori mentre io suonavo degli strumenti e Sophie chiacchierava al telefono con la sua migliore amica dal college.

Ricordo che, terminata la chiamata, Sophie rientrò dicendomi: ‘Ho appena fatto una bellissima chiacchierata con la mia migliore amica e vorrei scrivere quanto le voglio bene’. Al che le risposi: ‘Ok, facciamolo’. All’inizio non sapevamo bene come lavorare la traccia e abbiamo chiesto consiglio alle Nervo e ai The Knocks. Anche grazie a loro Best Friends è diventato un singolo! È un esempio di quanto sia importante fare musica per se stessi, senza fare troppi calcoli.

In che modo si può mantenere la propria identità musicale dopo una collaborazione di questo calibro con un brand?
Noi cerchiamo solamente di essere sempre noi stessi e questo, di fatto, non ci ha cambiati, neanche nel nostro modo di fare musica. Certo, l’esposizione con Apple è mondiale e quello che noi speriamo è che i nostri show diventino più grandi attirando un pubblico sempre più ampio.

Che rapporto avete con la tecnologia?
È qualcosa che ci piace molto e amiamo soprattutto Instagram. È divertente e ci permette di sentirci vicino ad amici e familiari anche quando siamo lontani per lavoro. La condivisione dei momenti belli e divertenti in ogni parte del mondo anche con i nostri fan modo per avvicinarci. E poi è davvero divertente sentirsi connessi con gli altri condividendo le esperienze più esaltanti rispetto a goderne semplicemente chiusi nella propria camera.

Il social network preferito, dunque, è Instagram?
Assolutamente sì. Forse avremmo più fan se usassimo anche Snapchat ma non siamo i tipi (ride, ndr)!

🏓 SOFI TUKKER VS. ADDAL 🏓 V SERIOUS MATCH @addalmusic

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Tucker, facciamo un passo indietro: il progetto con Sophie è nato come piano B rispetto a una carriera sportiva. Ci racconti di più?
Sin da quando avevo dodici anni circa sognavo di diventare un giocatore di basket professionista e questo era il mio obiettivo quando sono andato al college. Ero quasi sul punto di giocare nelle NBA quando ho dovuto fare i conti con la malattia. Sono stato costretto a lasciare la scuola e mentre ero a letto senza energie ho iniziato a fare musica sul mio computer. 

Quando ho ripreso gli studi mi sono reso conto che il mio corpo non riusciva a sopportare certi sforzi e il mio medico mi ha imposto lo stop. Per fortuna avevo un’altra passione, quella per la musica, e ho iniziato a lavorare sodo in quel campo.

Dovevo ripartire di nuovo da zero e ho cercato di fare musica in maniera semplice, pensando a quella che avrei voluto ascoltare. Da questo punto di vista, il fatto di non essere un musicista classico mi ha aiutato.

Coachella 2017: i Sofi TukkerHDGettyImages
Sofi Tukker sul palco del Coachella 2017

E quando è arrivato l’incontro con Sophie?
Ci siamo incontrati in una galleria d’arte, all’ultimo anno del college. Non ci eravamo mai visti prima: io curavo il dj set dell’evento mentre Sophie era impegnata in un’esibizione acustica alla stessa mostra. In quell’occasione pensai che fosse molto brava ma non mi piaceva il suo tipo di musica: era troppo lenta e noiosa!  

Proposi a Sophie di fare un remix;  da allora abbiamo iniziato a lavorare insieme e non abbiamo più smesso.

Se i tuoi progetti riguardavano lo sport, Sophie invece voleva fare tutt’altro. Vero?
Lei studiava la crescita dei Paesi in via di sviluppo e stava per partire per partire per il Brasile. Ho cercato di convincerla a trasferirsi a New York per continuare a fare musica insieme. E per fortuna ha funzionato.

Negli ultimi mesi siete stati impegnati con i live, come trovate il tempo di creare nuova musica?
Noi scriviamo sempre, anche mentre siamo in tour. Magari entriamo in studio a Los Angeles per un paio di giorni o ne noleggiamo uno se siamo, per esempio, a New Orleans. Dato che siamo sempre in giro, la nostra scrittura è molto influenzata dai viaggi e dalle partecipazioni ai vari Festival.

❤️ NEW YORK | @soundcloud

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Il vostro primo EP, datato 2016,  si intitola Soft Animals: come è nato?
Soft Animals si ispira a Wild Geese di Mary Oliver in cui c’è un verso suona all’incirca così:

Non è necessario che tu sia buono / non è necessario che tu cammini sulle ginocchia /per cento miglia nel deserto, pentendoti. / Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo ami ciò che ama.

Questo verso ci ha ispirato mentre lavoravamo il primo album in cui cercavamo di capire chi fossimo come band. Volevamo comprendere che tipo di suono presentare e chi volevamo essere. Non amiamo essere giudicati per la nostra musica ci interessa solo se la nostra musica piace o meno.

Ci siamo basati semplicemente su ciò che ci faceva sentire bene e abbiamo lasciato libero l’istinto. Proprio come fosse quel tenero animale di Oliver.

FEELING GRATEFUL FOR BEING ALIVE TODAY AND HAVING GREAT BEST FRIENDS 😍

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La vostra musica parla inglese, portoghese, giapponese: ci sentite cittadini del mondo?
Sì, soprattutto Sophie! È nata in Germania, ha vissuto in Italia, Canada e Brasile prima di arrivare negli USA. Quindi lei davvero è una cittadina del mondo... Per quanto mi riguarda, non mi sono mai sentito davvero tale. Certo, da quando siamo una band abbiamo viaggiato moltissimo ma fino a vent’anni circa non mi sono mai allontanato troppo da casa.

Negli ultimi anni, per lavoro, sono stato a contatto con persone da differenti Paesi e, soprattutto in Sudamerica, mi sono sempre sentito accolto. E questa è una bella sensazione.

È vero che avete un rapporto speciale anche con l’Italia?
L’Italia è stato il primo paese in cui abbiamo suonato live come Sofi Tukker. Ed è stata la prima nazione in cui abbiamo pubblicato la nostra musica. Ci siamo esibiti a Roma, Milano e in Arena con un sacco di artisti italiani. È stato fantastico, un vero colpo allo stomaco!

I Sofi Tukker alla cerimonia di consegna dei GrammysHD

Siete giovani ma avete avuto anche una bella nomination ai Grammys... Come avete accolto la notizia?
È stato pazzesco! Non ce l’aspettavamo affatto. Il giorno della nomination eravamo sul set di un videoclip e Sophie mi si è avvicinata abbracciandomi (ride, ndr). È una cosa piuttosto insolita per noi perché siamo molto amici ma separiamo il legame affettivo da quello di lavoro.

Ci abbracciamo solo quando succede qualcosa di molto bello e molto brutto. In questo caso era una notizia meravigliosa! Credo che in poco tempo abbia ricevuto sul telefono centinaia di messaggi. È stato emozionante.

E che cosa ricordi di quella serata?
Beh, qualcuno ha scritto che abbiamo conosciuto Beyoncé. In verità l’abbiamo solo vista: è passata davanti ed era incinta. Mi sono detto ‘wow!’ Ma se volete potete pure scrivere che siamo diventati amici! (ride di gusto, ndr). Toh, mi ha appena scritto Beyoncé!

A parte Beyoncé, allora, c’è qualcuno in particolare con cui vorreste collaborare?
Ci sono tanti nomi, è divertente collaborare con artisti da ogni parte del mondo. Un artista con cui ci piacerebbe lavorare è Die Antwoord, per la loro follia geniale, ma amiamo anche Stromae. Ha un gran talento creativo e sul palco è un enorme performer. Ci piace anche Grimes, una nostra amica con cui abbiamo realizzato alcuni video.

Ricordate la vostra prima esperienza dal vivo?
Abbiamo suonato per la prima volta dal vivo in un piccolo club di New York; ci saranno state una ventina di persone a vederci. Non avevamo ancora ben chiaro chi fossimo. Ci siamo resi conto subito che per fare questo lavoro la prima cosa era divertirsi: non eravamo la tipica band da club. Da quel momento abbiamo iniziato a mettere tutta la nostra energia on stage per far ballare le persone.

Nei nostri show, al centro del palco, c’è una sorta di scultura ad albero piena di libri. Ognuno ha delle aperture che contengono dei microfoni e quando vengono colpiti con le bacchette riproducono dei campioni attraverso il computer. È il nostro tipo di coreografia ma e anche un modo per coinvolgere il pubblico.

I newyorkesi Sofi Tukker, nuovi protagonisti della scena EDMHD

Che cosa consiglieresti a un artista che vuole emergere oggi nel mondo della musica elettronica?
Direi di non vergognarsi di questo sogno! In passato non lo consideravo un vero lavoro e quando mi domandavano cosa facessi ero in imbarazzo. Ma nulla ha potuto fermarmi allora, e voglio dire ai più giovani di crederci e provarci sul serio.

Fate la musica che amate e fatela per voi stessi, non per gli altri

Non posso salutarti senza chiedere quali sono i prossimi progetti...
Entro un paio di settimane partiamo in tour e contiamo di esibirci anche in Europa nel prossimo anno. Ma soprattutto abbiamo tanta nuova musica da farvi ascoltare.

In attesa di apprezzarli di nuovo anche in Italia, i Sofi Tukker sono in tour oltreoceano tra i mesi di ottobre e dicembre 2017. Tutte le informazioni sul loro sito ufficiale.

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