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Molestie a Hollywood: cronaca di 30 anni di abusi da parte del produttore Harvey Weinstein

Harvey Weinstein, il Re Mida di Hollywood, "papà" di film come Pulp Fiction e Shakespeare in Love, è stato allontanato dalla Weinstein Company dopo le accuse di aver molestato attrici, giornaliste e sue impiegate.

Harvey Weinstein, il produttore di Hollywood accusato di molestie sessuali dalle attrici

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Sempre più spesso le donne sono costrette a denunciare molestie sessuali sul luogo di lavoro. Pratica tristemente comune in molti ambiti e anche Hollywood, la fabbrica dei sogni di celluloide, non ne è immune. La Mecca del Cinema è stata spesso teatro di molestie da parte di potenti produttori ai danni di attrici o aspiranti tali. Finalmente dopo anni di omertà, alcune donne coraggiose hanno deciso di denunciare i comportamenti scandalosi del mogul Harvey Weinstein che adesso si ritrova oggetto di un'inchiesta pubblicata sul New York Times.

Dopo che la bolla è esplosa, Weinstein è stato licenziato dalla compagnia cinematografica indipendente di cui è co-fondatore. Il direttivo della compagnia ha deciso di rimuoverlo dalla sua posizione lasciando il controllo nelle mani del fratello Bob Weinstein e del capo dell'ufficio operativo David Glasser. La compagnia ha diffuso un comunicato in cui si legge:

Alla luce delle nuove informazioni sulla cattiva condotta di Harvei Weinstein emerse negli ultimi giorni, i capi della Weinstein Company - Robert Weinstein, Lance Maerov, Richard Koenigsberg e Tarak Ben Ammar - hanno deciso, e informato Harvey Weinstein, che il suo impiego presso la compagnia è terminato con effetto immediato.

Tra le prime star ad ammettere pubblicamente il vizio del capo della Weinstein Company - al quale si devono pellicole celebri e pluripremiate come Pulp Fiction, La moglie del soldato, Clerks, Shakespeare in Love e Sesso, bugie e videotape -, Ashley Judd ha raccontato di essere stata invitata al Peninsula Beverly Hills Hotel vent'anni fa per quella che credeva una colazione di lavoro. Invece la Judd è stata inviata nella stanza dell'uomo che l'ha ricevuta in accappatoio chiedendole se potesse farle un massaggio o se lei fosse disposta a guardarlo mentre si faceva la doccia. L'attrice ha cercato di uscire dalla stanza senza inimicarsi il produttore che ha perpetrato questo comportamento con molte altre donne per anni.

Un primo piano di Ashley Judd, attrice che ha accusato di molestie Harvey WeinstenHD

Un simile trattamento è stato riservato a numerose impiegate temporanee della Weinstein, a cui il produttore ha promesso aiuti nella carriera se avessero accettato le sue avances. In un memo stilato per denunciare il comportamento sessuale del suo capo indirizzato agli executives dello studio, l'impiegata Lauren O'Connor scriveva:

C'è un ambiente tossico per le donne in questa compagnia. Sono una donna di 28 anni che cerca di sopravvivere e crearsi una carriera. Harvey Weinstein è un uomo di 64 anni famoso in tutto il mondo e questa è la sua compagnia. Il rapporto di potere è: io 0, Harvey Weinstein: 10.

Andando a ritroso, il New York Times ha scoperto l'esistenza di mail, comunicazioni interne e denunce legate agli atteggiamenti di Harvey Weinsten nei confronti delle sue dipendenti che risalgono a trent'anni fa e riguardano le compagnie da lui guidate, la Miramax e la Weinstein. In questo periodo, dopo essere stato più volte accusato di molestie sessuali e contatti fisici indesiderati, Weinstein avrebbe accettato di risarcire le sue accusatrici in almeno otto occasioni.

Tra queste si parla di una giovane assistente a New York nel 1990, un'attrice (pare Rose McGowan) nel 1997, un'assistente a Londra nel 1998, una modella italiana nel 2015 e Lauren O'Connor subito dopo. L'articolo del New York Times e le scuse di Weinstein hanno suscitato le loro reazioni sui social.

In un comunicato inviato al New York Times Harvey Weinstein si dichiara dispiaciuto e si scusa per i comportamenti inappropriati additando come causa la cultura dell'epoca da cui proviene:

Capisco che il modo in cui ho trattato le colleghe in passato ha causato molte sofferenze e mi scuso sinceramente. Anche se sto cercando di comportarmi meglio, so che ho davanti a me un lungo cammino. Sto lavorando su me stesso con l'aiuto di terapisti e ho deciso di prendermi un periodo di riposo per affrontare il problema.

Harvey Weinstein, sostenitore e finanziatore del Partito Democratico da lungo tempo, lo scorso anno ha ospitato nella sua casa di Manhattan una raccolta fondi a sostegno di Hillary Clinton e ha assunto Malia Obama, figlia maggiore dell'ex Presidente Barack Obama, come stagista partecipando, inoltre, durante il Sundance Film Festival alla marcia per i diritti delle donne di Park City. Mark Gill, ex Presidente della Miramax Los Angeles, ha commentato:

Dall'esterno sembrava oro - gli Oscar, i successi, il notevole impatto culturale. Ma dietro le quinte era un caos e il modo in cui Harvey trattava le donne era il caos più grande di tutti.

Secondo gli studi, le molestie sessuali sul luogo di lavoro sarebbero le più odiose perché comportano un rischio aggiuntivo. La vittima può andare incontro a problemi di depressione maggiori se i comportamenti inappropriati arrivano da colleghi, superiori o addirittura da clienti.

BMC Public Health ha pubblicato i risultati di un'indagine che ha coinvolto 7.603 impiegati di 1041 luoghi di lavoro in Danimarca, mettendo in luce come l'1% degli impiegati siano soggetti a molestie sessuali da parte dei colleghi e il 2,4% dai clienti o altre persone con le quali vengono a contatto per lavoro. I reati sessuali sul lavoro trovano la vittima ancor più indifesa e possono causare danni alla salute mentale delle vittime, il che li rende, se possibile, ancora più odiosi.


 

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