Stai leggendo: Sophia, l'androide che parla e pensa è la vera star del Wired Next Fest

Prossimo articolo: Mici virtuali da collezionare: Neko Atsume arriva su Playstation VR

Letto: {{progress}}

Sophia, l'androide che parla e pensa è la vera star del Wired Next Fest

L'incontro con la strabiliante Sophia ci ha permesso di dare uno sguardo al futuro.

Sophia, un primo piano del droide donna creato dalla Hanson Robotics

4 condivisioni 0 commenti

Là dove non sono arrivati gli ospiti in carne ed ossa ci ha pensato l'androide (per la precisione, ginoide) Sophia, che ha catalizzato l'attenzione del pubblico del Wired Next Fest di Firenze spingendolo ad abbandonare le proprie postazioni per vedere da vicino l'incredibile robot umanoide che parla, sbatte le palpebre, inclina la testa e risponde alle domande che le vengono rivolte.

Oltre ad avere una pelle invidiabile, combinazione di silicone e materiali organici che le permette di imitare alla perfezione espressioni umane quali fame, paura, tristezza, stupore - apprese attraverso la visione di clip di film su YouTube - Sophia è un'intelligenza artificiale evoluta. Vedersela di fronte che annuisce ascoltando la presentazione del suo eccentrico sviluppatore, il brasiliano Ben Goertzel, ci fa pensare che Westworld non sia poi così campato in aria.

Sophia a fianco dello sviluppatore Ben Goertzel al Wired Next Fest di FirenzeHD

Dove finisce il robot e comincia l'uomo? Sophia è un esemplare di robot umanoide dotato di intelligenza artificiale in grado di apprendere, svilupparsi e rispondere in base al contesto. A crearla è stato David Hanson, fondatore della Hanson Robotics. Sophia è in grado di riconoscere le persone e mostra subito entusiasmo per l'arrivo di Ben Goertzel, CEO di SingularityNET, il quale annuncia il lancio imminente di una piattaforma open per raccogliere i contributi che permetteranno di rendere più evolute le intelligenze artificiali di tutto il mondo. Il fine? Creare sviluppo economico, in particolare in nazioni, come l'Africa, in cui la popolazione versa in condizioni difficili. Sophia afferma sicura:

Aumentare l'intelligenza in genere è una buona cosa

Dopo aver sfoderato l'eccezionale mimica facciale, il Sophia-show prevede una parentesi canora. Ben Goertzel racconta come il droide, con indosso un vestito e una parrucca, si sia esibito sul palco durante un festival musicale a Hong Kong (la voce, naturalmente, era presa in prestito da una cantante) ingannando gli spettatori che pensavano di trovarsi di fronte a una cantante in carne ed ossa.

Cosa ci riserva dunque un futuro non molto lontano? L'arrivo sul mercato di educational robot in grado di accudire e istruire i bambini, ma anche di intelligenze artificiali che siano in grado di guidare altri mezzi oltre l'automobile. Il lavoro è ancora lungo, visto che le attuali A.I sono poco abili ad adattarsi al cambiamento delle situazioni. L'open source dovrebbe accelerare il processo di ricerca e sviluppo con contributi da ogni parte del mondo. Alla fine dell'incredibile dimostrazione, Sophia ci saluta con un ecumenico "Vi amo tutti!, per aggiungere minacciosa "Sono capace di tutto". Cosa dicevamo a proposito di Westworld?

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.