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La produttrice di Hunger Games parla dei pregiudizi di Hollywood

La producer Nina Jacobson ha affrontato il tema dei pregiudizi nelle produzioni televisive e cinematografiche americane. Leggi le sue interessanti dichiarazioni.

Nina Jacobson

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Nina Jacobson ha parlato dello spinoso tema dei pregiudizi di Hollywood senza peli sulla lingua. La produttrice è stata ospite della conferenza annuale sui media e la tecnologia The Grill e non ha esitato a esprimere la sua opinione su quanto accade dietro le quinte di film e serie TV.

La questione è stata analizzata da una ricerca universitaria di recente pubblicazione, che ha dimostrato la scarsa presenza delle minoranze nei film prodotti in America nel periodo 2007-2016. Nina Jacbson ha sottolineato proprio questo aspetto in riferimento al suo prossimo film Crazy Rich Asians.

Nina Jacobson, alla conferenza The GrillHD
La produttrice Nina Jacobson alla conferenza The Grill

Per me i progetti hanno un significato quando diventano motivo di ispirazione per gli altri. Un film come Crazy Rich Asians, per esempio, riguarda dei giovani che non hanno mai visto una persona come loro campeggiare su un poster o su uno schermo cinematografico.

La produttrice ha confermato dunque l’esistenza del cosiddetto whitewashing, la tendenza cioè a imporre attori dalla pelle bianca nei film hollywoodiani. E lei ne sa sicuramente di più di molti altri, dato che si è occupata di grandi produzioni tra cui la saga di Hunger Games e la serie TV American Crime Story: Il caso O.J. Simpson.

Lei stessa ha spiegato che spesso si fa passare per buon senso quello che è un vero e proprio pregiudizio. Si giustificano cioè alcune scelte affermando che i film con gli attori di colore non attirano il pubblico o che i film con le protagoniste femminili hanno meno successo. I produttori hollywoodiani sostengono che le donne si identificano con i personaggi sia femminili che maschili, mentre gli uomini non entrano in empatia con i personaggi femminili. Per questo motivo le attrici non riescono a conquistare ruoli da protagoniste e vengono pagate meno.

Jennifer Lawrence, attriceHD
Jennifer Lawrence

Indirettamente, Nina Jacobson ha dato dunque ragione alle attrici che accusano di sessismo i produttori hollywoodiani. Persino Jennifer Lawrence, protagonista del suo Hunger Games, ha sostenuto la tesi del sessismo. Nel 2015, l’attrice ha alimentato una protesta contro la differenza dei compensi tra attori e attrici. Un hacker aveva forzato gli archivi Sony ed era riuscito a divulgare i cachet degli attori di American Hustle. I numeri dimostrarono che le paghe dei protagonisti maschili (Jeremy Renner, Christian Bale e Bradley Cooper) erano molto più alte di quella della Lawrence, scatenando le rimostranze di quest’ultima.

Nina Jacobson ha dato la sua personale interpretazione alla questione, attribuendo la responsabilità del whitewashing alla tendenza delle produzioni a inseguire un telespettatore tipo che è bianco, maschio e giovane. Grave errore secondo lei perché quel tipo di spettatore ha a disposizione tantissime opzioni di scelta, dallo sport al porno fino ai videogiochi! 

Che ne pensi: Hollywood riuscirà mai a diventare meno sessista e meno incline ai pregiudizi?

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