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Dimagrire bene e in modo duraturo grazie alla dieta emozionale

La terapeuta nutrizionista Jeannette Hyde ha ideato la dieta emozionale, un regime alimentare che si basa sul far funzionare correttamente la flora batterica dell'intestino. Solo così si possono ottenere risultati duraturi nel tempo.

Una ragazza allo specchio si misura con il centimetro

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Mettersi a dieta non è facile. Occorre fare delle rinunce, abituarsi a seguire un certo regime alimentare, dire addio ai dolci e a tutte quelle cose che non possono essere annoverate nella categoria dei cibi sani e adatti a perdere peso. Ma nonostante tutta la buona volontà per riuscire nell’impresa, spesso si passano i giorni a stare di cattivo umore, a sentirsi tristi e magari a non avere sufficienti energie. La conseguenza è il fallimento di ogni proposito o una perdita di peso solo temporanea. Esiste un modo per risolvere il problema e ottenere effetti duraturi nel tempo?

Secondo Jeannette Hyde, una terapeuta nutrizionista, la soluzione risiede nelle nostre emozioni o meglio nel nostro stomaco, il cervello secondario. È qui, infatti, che hanno sede milioni di batteri considerati, anche in base a recenti ricerche scientifiche, la chiave per liberarsi dei chili in più, migliorare l’umore, il sistema immunitario e anche l’aspetto della pelle.

Una ragazza si pesa con la bilancia tradizionaleHD

A quanto pare chi ha seguito il suo nuovo regime alimentare è riuscito a perdere fino a 13 chili, ad avere una maggiore energia, a superare le voglie di cibo, a ridurre i sintomi della menopausa e a risolvere i fastidiosi bruciori di stomaco. Un vero e proprio successo basato sullo stato della flora batterica intestinale. Se quest’ultima funziona correttamente, anche la dieta darà ottimi risultati. Viceversa invece si finisce con il prendere dagli alimenti più calorie del necessario aumentando di peso.

Scendendo più nel dettaglio dell’alimentazione consigliata da Hyde, ci sono alcuni cibi che vanno esclusi per un certo periodo di tempo. Vediamo quali sono e perché.

  • Alcol: da eliminare per almeno quattro settimane. L’alcol danneggia il muco dell’intestino e rende aggressivi i batteri. Meglio sostituirlo con l’acqua.
  • Caffeina: aumenta gli ormoni dello stress e la quantità di zucchero nel sangue con conseguenze negative per l’intestino. Va eliminata lentamente per evitare una crisi di astinenza da caffè che può causare mal di testa. In alternativa è consigliata una tisana.
  • Zucchero e dolcificanti artificiali: gli zuccheri causano uno squilibrio dei batteri intestinali, quindi non bisogna ingerirli. L’unica eccezione la fanno quelli contenuti naturalmente nella frutta.
  • Latte e derivati del latte: il latte e i suoi derivati sono esclusi da quest’alimentazione ma non del tutto. Infatti si possono mangiare piccole quantità di formaggio fermentato.
  • Grano: il grano e la segale contengono glutine che può irritare le pareti intestinali. Meglio dare spazio alla verdura che aiuterà i batteri a proliferare.

Stabiliti gli alimenti da escludere è il momento di passare allo schema alimentare vero e proprio che si suddivide in due parti. Nei primi 15 giorni l’alimentazione è preposta a riparare la flora batterica intestinale e negli altri 15 giorni a ricostruirla.

Primi 15 giorni

Una donna scrive una ricetta su un taccuino posato su un tavolo con delle verdureHD

In questa fase iniziale bisogna assumere verdure, proteine e olio di oliva. Le verdure sono fondamentali in quanto contengono fibre e sostanze chimiche vegetali che nutrono i batteri dell’intestino e li aiutano a crescere. Le quantità consigliate sono 5 porzioni di verdura e 2 porzioni di frutta.

Prima di cena si dovrebbe mangiare un antipasto di verdure amare come il radicchio poiché facilitano la liberazione di un enzima che aiuta la digestione. Per quanto riguarda la frutta si può scegliere tra kiwi, clementine, mirtilli, arance, meloni, pere. Invece quando si cucina va utilizzato l’olio extra vergine di oliva, ricco di polifenoli, sostanze che stimolano l’attività dei batteri. Il latte invece va sostituito con quello di mandorle o di soia oppure con il tè.

Da non dimenticare le proteine, fondamentali per ricostruire la flora batterica. Spazio quindi alla carne e al pesce della migliore qualità e nel caso dei vegetariani alle noci, alle uova e ai semi.

Secondi 15 giorni

Piatto di insalata su un tavolo insieme a un centimetro e a dei pesettiHD

In questa seconda fase oltre agli alimenti indicati in precedenza vanno inseriti i probiotici contenuti in certi tipi di cibi. I vegetariani da parte loro possono introdurre i ceci e le lenticchie da mangiare una volta al giorno, importanti per l’apporto proteico.

A livello di frutta e verdura è fondamentale dare spazio a varietà ad alto valore nutritivo, estremamente positive per la flora batterica, ossia alle banane, ai carciofi, agli asparagi, ai finocchi, all’aglio, alle patate fredde, alle mele, ai porri e alle cipolle.

Infine occorre assumere una porzione al giorno di cibi fermentati, come kefir e miso, che intervengono nella ricostruzione della flora batterica deteriorata da alcol e antibiotici.

Ragazza in tenuta sportiva HD

Terminate le due fasi, nei giorni successivi vanno reintegrati piano piano tutti gli alimenti esclusi anche per verificarne la tolleranza, o meglio per stabilire se si hanno effetti negativi sullo stomaco, l’appetito, l’umore, se si hanno gonfiori o mal di testa. Un ultimo accorgimento è ricordarsi di dividere idealmente il piatto in 3 parti, dove 2/3 appartengono a frutta e verdura e 1/3 alle proteine. Poiché è fondamentale mantenere la varietà nella propria alimentazione, bisogna scegliere verdure di differenti tipologie.

Che ne dici? Proverai questa dieta?

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