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Jill Soloway: Donna io? È l'aggettivo 'non-binario' ciò che mi rappresenta

La creatrice di Trasparent, Jill Solloway, ha parlato della sua trasformazione e di quello che rappresenta per lei sentirsi parte di un genere sessuale non-binario.

Jill Soloway

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Oltre ad essere nota per aver scritto alcune puntate memorabili di amate serie del piccolo schermo - quali Six Feet Under, Grey’s Anatomy e United States of Tara - e per essere la creatrice dell’apprezzata serie targata Amazon Transparent, Jill Soloway è diventata anche un’icona dell’”anti genere” dopo aver ammesso di non riconoscersi nel binarismo uomo/donna.

Negli ultimi anni, infatti, colei che è da annoverare tra le penne più eclettiche della TV, è cambiata notevolmente nel look e nell’anima. La stessa stessa Solloway in un’intervista a Volture ha parlato di questa sua evoluzione:

Quando mi sono tagliata i capelli corti per la prima volta è stato grandioso, specialmente se ripenso a tutto il tempo che impiegavo a farmi la messa in piega e a truccarmi, azioni che - di giorno in giorno - mi sono sembrate sempre più inutili. Ho incominciato a chiedermi: ‘perché Jay [Duplass, attore di Transparent n.d.r.] non deve truccarsi e io sì? Perché la parola donna mi descrive?’

Work work work #transparenttv

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Ma il percorso di Jill ovviamente non è solo legato al suo aspetto estetico:

Essere in grado di muovermi in una collocazione non binaria mi ha permesso di mettere in discussione il significato stesso di ‘donna’… C’è qualcosa nella parola non-binary che mi rappresenta in un modo che il fenomeno gender o queer non ha mai fatto. C’è qualcosa che mi piace molto nel prefisso ‘non’ della parola perché è come ammettere ‘non ne faccio parte, ne sono fuori’, descrive un’alternativa che sento confortevole e sicura.

It ALL went down in this historical lightning moment #transparenttv #glaad

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Pur non credendo nel binarismo di genere, la Soloway pensa sia molto pericoloso - almeno per ora - unire uomini e donne in una sola categoria quando si parla di riconoscimenti importanti nell'ambito del cinema e della TV come Oscar, Emmy Awards e simili. Secondo lei, anzi, le cose andrebbero modificate dividendo i generi in ogni sezione, e non solo in quelle dedicate agli attori e alle attrici:

Penso che le categorie divise per sesso siano una cosa folle in ogni frangente, ma se fanno le categorie divise per gli attori le dovrebbero fare anche per i registi, almeno così molte più donne riuscirebbero a ottenere un Emmy. La divisione in base al sesso non serve a nessuno e tutte queste organizzazioni di eventi sono impostate per assecondare un’idea specifica, ma di certo non voglio che le donne non ottengano più premi. Vorrei che venissero tutelate registe e scrittrici donne allo stesso modo in cui viene fatto per le attrici.

Cosa ne pensate delle parole di Jill?

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