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Ferrante Fever: il 2, 3 e 4 ottobre esce il documentario

Una serie di quattro libri che narra un’amicizia potente prendendo vita in un rione napoletano, la scelta di mantenere l’anonimato e uno stuolo di lettori appassionati: ecco gli ingredienti del successo di Elena Ferrante in America e non solo.

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L’America è pazza di Elena Ferrante, anche se non sa chi sia. La scelta dell’autrice italiana di mantenere l’anonimato ha fatto crescere il mito intorno alla sua figura e i lettori, innamorati della serie L’amica geniale, si sono fatti incuriosire da questa decisione, facendo crescere ancora di più la leggenda.

Il documentario Ferrante Fever, opera del regista Giacomo Durzi, sarà nelle sale il 2, 3 e 4 ottobre e vedrà l’attrice Anna Bonaiuto vestire i panni della talentuosa autrice di casa nostra. Scelta non casuale, questa, visto che è da più di vent’anni che l’attrice presta voce e corpo all’autrice misteriosa, da quando infatti ha interpretato Delia nel film L’Amore molesto e ha poi letto gli audiolibri della tetralogia L’amica geniale.

La frantumaglia

La scelta di Elena Ferrante di rimanere nell’ombra è stata persino oggetto di un libro, intitolato La Frantumaglia, in cui si raccolgono lettere e interventi in cui l’autrice spiega i perché di questa decisione.

Stare nell'ombra è un'espressione che non mi piace, sa di complotti, di sicari. Ho preferito pubblicare libri senza dovermi sentire obbligata a fare di mestiere la scrittrice, finora non mi sono pentita.

Il documentario che racconta dell’innamoramento per la Ferrante da parte di New York comincia dalla Napoli così ben descritta nei romanzi della Ferrante, per poi catapultarci nella Grande Mela, dove fanno bella mostra di sé in una vetrina di una libreria i volumi tradotti della serie L’amica geniale. Tutto è iniziato con un’ottima recensione sul New Yorker firmata da James Wood, poi è stato il passaparola a fare il resto e a creare questa febbre d’amore per la Ferrante: persino Hilary Clinton è stata contagiata, tanto da citare i romanzi dell’autrice italiana durante la sua campagna elettorale e ammettendo di non riuscire a smettere di leggerli.

Hace unos días terminé el maravilloso viaje en el que me embarqué con las Novelas Napolitanas de Elena Ferrante. Quedé sin palabras, con ganas de saber más de la historia, de leer todo lo que esté bajo el nombre de Ferrante y con una tusa literaria inimaginable. • Quisiera tener la oportunidad de conocer a la verdadera Elena Ferrante y sentarme con ella a tomar un café, mientras me cuenta historias, me impregna de su amor por la literatura o simplemente me habla de lo que ella quiere (aunque yo tendría muchas preguntas qué hacerle). • Estos 4 libros me dejaron enamorada de Ferrante como escritora, enganchada con sus personajes principales (Elena y Lila) y con una curiosidad infinita por la literatura Italiana. 🙌🏻 • #bookstagram #elenaferrante #elenaferrantebooks #books #ferrantefever

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Così il corpo e la voce di Elena Ferrante, l’attrice Anna Bonaiuto spiega questo successo oltreoceano:

Gli americani sono entrati in questa storia, che è banalmente universale che parla delle relazioni umane, del destino degli uomini, del senso della vita, come sono i classici.

Al documentario hanno partecipato grandi nomi del panorama culturale italiano: da Roberto Saviano a Nicola Lagioia, ma anche critici letterari ed editori tutti uniti da un unico intento, ossia creare un ritratto ipotetico ma fedele dell’autrice. Non si tratta della caccia all’uomo (ops!. alla donna) a cui abbiamo assistito in passato, l’obiettivo del documentario non è quello di stanare l’autrice dal proprio anonimato, ma cercarla dentro i suoi libri e la sua scrittura, dipingendo un’immagine di lei credibile da consegnare al pubblico. Qui i veri protagonisti sono i libri e i luoghi da lei narrati.

Un inedito focus anche su figure che spesso operano nell’ombra, come la traduttrice Ann Goldstein, già dedicatasi a Baricco e De Cataldo. Questo sguardo sugli addetti ai lavori aiuta a trasmettere a tutto il pubblico l’idea di come nasce e vive un libro, anche senza che la sua autrice sbandieri se stessa a fiere, eventi e incontri. La stessa Goldstein ammette di essersi innamorata delle opere della Ferrante dalla prima frase de I giorni dell’abbandono, senza immaginare quanto popolare sarebbe diventata l’opera editoriale dell’autrice italiana.

In attesa che la serie TV arrivi sui nostri schermi, il 2, 3 e 4 ottobre l’appuntamento per gli amanti della Ferrante è al cinema!

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