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Attacchi con l'acido: le regole salvavita per soccorere la vittima e la situazione in Italia

Dal 2013 ad oggi gli attacchi con l’acido in Europa sono raddoppiati e anche in Italia la situazione è disarmante, ecco alcuni consigli per prestare soccorso alle vittime: la prontezza è tutto.

Gli effetti dell'acido

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Negli ultimi giorni a Londra 6 persone sono rimaste vittime collaterali di un attacco con l’acido durante una rissa tra baby gang in un centro commerciale a Stratford e a Marsiglia 4 turiste americane sono state sfregiate con sostanze corrosive alla stazione da una donna di 41 anni, ritenuta dalle forze dell’ordine “instabile”.

Questi sono solo i più recenti casi di cronaca nera riguardanti l’uso di acidi come “arma” (economica e facilmente reperibile) ma, secondo una recente ricerca, in Europa sono aumentate del 120% queste tipologie di attacchi e solo in Italia sono triplicate, complice l’assenza di una legge ad hoc atta a punirle.

La differenza tra quello che accade in Italia rispetto agli altri paesi è che, in linea di massima, la matrice degli attacchi con l’acido nel Belpaese è quasi sempre passionale, come dimostrano, tra le altre, le note e drammatiche vicende di Gessica Notaro, Lucia Anniballi e Domenica Foti.

Gli attacchi con l’acido sono la forma più meschina di violenza di genere perché quello che tentano di fare gli uomini e le donne che si macchiano di tale atrocità è cancellare, letteralmente, l’altra persona la quale - nel migliore dei casi - porterà sul volto, sul corpo e nell’anima per sempre i segni visibili di tale sopraffazione.

Attacchi con l’acido: la legge in Italia

Per ora in Italia i criminali che usano l’acido per “punire” le loro vittime rispondono al reato di lesioni gravissime e la pena prevista è la reclusione da 6 a 12 anni se dal fatto deriva un danno permanente al viso, ma in questo momento in Senato è “in fieri” una proposta di legge per introdurre nel codice penale l’omicidio di identità per chi sfregia con l’acido - o altro - il volto di una persona. 

La Prima firmataria la senatrice del PD Laura Puppato e la legge, che non ha eguali in Europa, è sostenuta da tantissime donne e uomini di ogni schieramento.

Attacchi con l’acido: come aiutare la vittima

Segnale che avverte della presenza di sostanze corrosiveHD

Il copioso aumento di casi di attacchi con l’acido in Inghilterra - a Londra tra il 2011 e il 2016 le aggressioni sono state 1500, 431 solo nell’ultimo anno - ha portato il servizio sanitario inglese a creare un vero e proprio vademecum di primo soccorso per far sì che chi venga colpito da sostanze corrosive possa aiutarsi o essere aiutato, in attesa dell'arrivo del personale medico che va immediatamente allertato.

Qualora la sostanza acida fosse in polvere la prima cosa da fare è coprire le mani con un qualsiasi indumento non contaminato e cercare di toglierne il più possibile dal corpo della vittima. Se, come nella maggior parte dei casi, l’acido è in forma liquida, questi sono i consigli da seguire stando attenti a non venire a contatto diretto con l'agente corrosivo:

  • Togliere tutti i vestiti/gioielli entrati a contatto con l’acido
  • Risciacquare immediatamente l'area interessata con acqua dolce o minerale (e nessun altro tipo di sostanza liquida), assicurandosi che sia incontaminata;
  • Lavare la parte del corpo bruciata con acqua fredda finché il dolore inizia a diminuire. Ciò può richiedere 45 minuti;
  • Se possibile, avvolgere con delicatezza la zona bruciata con una garza sterile per prevenire la contaminazione della ferita.

Via The Sun

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