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Giornata Mondiale della Contraccezione: in Italia non avere figli costa troppo

Il 26 settembre è la Giornata Mondiale della Contraccezione e, secondo dati recenti, in Italia prevenire una gravidanza indesiderata e malattie sessualmente trasmissibili è un lusso.

Anticoncezionali

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Il 26 settembre è la Giornata Mondiale della Contraccezione e, nonostante i metodi per evitare gravidanze e malattie sessualmente trasmissibili in Italia siano tutti legali e reperibili, i dati diramati lo scorso anno dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), proprio in occasione di questo annuale evento, sono allarmanti.

Secondo la SIGO, infatti, il 42% delle ragazze under 25 non usa precauzioni durante il primo rapporto sessuale e il 17,5% delle persone adulte ricorrono generalmente alla pericolosa pratica del coito interrotto, il 4,2% si affida ad altri metodi naturali e il 3,1% al “destino”. Inoltre nel nostro Paese la contraccezione ormonale è utilizzata dal 16,2% della popolazione, un dato fra i più bassi in Europa.

Italia fanalino di coda in Europa per la contraccezione, quali sono i motivi?

La pillolaHD

Per i dati ISTAT di una ricerca pubblicata nel 2015, oltre il 60% degli italiani in età fertile tenta di evitare, o pianificare, una gravidanza, ma di questi oltre il 20% usa metodi "alternativi" per farlo.

I motivi per i quali l’Italia è uno tra gli ultimi paesi in Europa per quanto riguarda la contraccezione, specialmente quella ormonale, sono sicuramente da imputare all'assenza di una giusta educazione sessuale per i ragazzi, alla scarsità della presenza di servizi ginecologici gratuiti nei consultori, oltre che all’alto costo dei contraccettivi stessi.

Ragazzi pensierosiHD

Nonostante la prima proposta di legge per l'insegnamento dell'educazione sessuale ed affettiva nelle scuole italiane risalga addirittura al 1904, ad oggi ancora nessuna norma lo rende obbligatorio. A questa mancanza nei confronti dei più giovani, va aggiunta la non adeguata formazione del personale sanitario e la graduale sparizione dei consultori. Tali concause hanno reso pressoché impossibile gestire la diffidenza nei confronti della contraccezione in un paese dove ancora è ritenuto disdicevole pensare alla sessualità come libera e non per forza subordinata alla riproduttività. 

Sesso sicuroHD

Inoltre in Italia i contraccettivi sono cari. I preservati, ad esempio, hanno un prezzo che si aggira intorno agli 80 centesimi al pezzo, mentre gli altri metodi di contraccezione dedicati prettamente alle donne - come anelli, cerotti, pillole, sistemi intrauterini, dispositivi al rame o impianti sottocutanei - devono comunque essere prescritti e utilizzati sotto stretto controllo medico, e le visite - se private, in assenza di strutture pubbliche adeguate - sono decisamente onerose.

I contraccettivi più usatiHD

A peggiorare la situazione è arrivata nel luglio del 2016 la decisione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di passare alcune tipologie di pillole dalla fascia A, ovvero da farmaco gratuito, a fascia C, a pagamento. Il loro costo rimane contenuto ma incide comunque sulle tasche delle giovanissime, per questo associazioni di medici e pazienti hanno richiesto all'Ente di rendere la gratuite tutte le pillole anticoncezionali, almeno per le adolescenti e le donne in condizioni economiche precarie.

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