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Arcobaleni, cigni e mini pony: la sfilata Moschino alla Milano Fashion Week

Alla MFW Moschino sorprende come sempre e propone una donna consapevolmente fiorita e alternata tra eccessi, revival anni ’80 e outfit piumati da cigno.

La sfilata di Moschino: Gigi Hadid tra i fiori

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Moschino era uno dei “grandi attesi” alla rutilante settimana della moda milanese, dove tra eventi (non) ufficiali, fashion blogger vere e presunte e fashion show di alta moda o stilisti emergenti si rischia di perdere di vista il concetto di "arte" legata al mondo della moda.

E, oggettivamente, ogni sfilata di Moschino è arte e va oltre quello che ci si poteva immaginare.

Moschino e i fiori a primavera, avanguardia pura

Chi sceglierebbe i fiori a primavera? Sono “avanguardia pura”, diceva Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada.

Ma a Moschino non importa dimostrare di essere avant-garde, perché ha un marchio così personale da essere ancora prima dell’avanguardia, di essere radicale e innovativo prescindere, senza impegnarsi.

Un anno fa alla Milano Fashion Week Moschino aveva presentato la provocazione estetica (e non solo) delle “paper doll”, modelle-bambole con cui si poteva giocare a taglia-incolla e a cui si poteva cambiare il vestito. 

Quest’anno invece Jeremy Scott ha (s)travolto la passerella della sfilata raccontando con la collezione Primavera/Estate 2018 la storia di una ballerina di fila che diventa, piano piano, étoile, poi fiore e infine bouquet.

L'avanguardia pura si compie quindi trasformando uno stampato floreale in una bulimia di fiori: fiori ovunque potrebbe essere lo slogan in grado di sintetizzare la ricca sfilata.

Jeremy Scott e la storia della ballerina-fiore (con il chiodo)

Il percorso è tutt’altro che lineare: la ballerina fluttua tra i tutù da “cigno modernista”, con le collant nere a rete, senza dimenticarsi un tuffo veloce del punk primi anni ’80, proprio come Madonna che indossava il tulle con il chiodo. 

Alla fine prepara al proprio passaggio di status: da stella del palcoscenico a fiore che viene omaggiato alla stella. Diventa prima un bocciolo, poi una rosa incartata, infine un bouquet traboccante di garofani, rose, calle, orchidee, fiori di campo.

La trasformazione è surreale, sorprendente ed esplode in una giungla di fiori colorati e gioiosi. Ma, insieme al tulle, al make up e ai petali di un fiore che la modella indossa concretamente, appaiono accessori più “strong” come le borchie, gli aculei e uno stile che strizza l’occhio al rock.

Gli eccessi si bilanciano da soli nel fashion design di Moschino, che crea un equilibrio perfetto tra sacro e profano, tra naïf e punk, tra lezioso e dark.

Ma non è tutto.

Moschino ha pensato anche a far sfilare un’altra collezione, la capsule dedicata ai favolosi mini pony che tornano come simbolo pop goloso e sfavillante a caratterizzare la maison. 

Nuvole, fiocchi e arcobaleni: la capsule My Little Pony

Creata in collaborazione con Hasbro, la linea propone t-shirt, jumper, accessori, zainetti, minibag con il volto del cavallo alato dai lunghi capelli.

Il minipony è stato associato a un parossismo di forme e colori come tutù piumosi abbinati a giacche in pelle, collane e berretti con gli spuntoni, cinture borchiate, anfibi.

Moschino Milano #moschino @itsjeremyscott #mfw #springbouquet

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La sezione My Little Pony ha strabiliato i nostalgici quanto i fiori hanno colpito le esigenze più estetizzanti. La sfilata, coloratissima, di bomber ricamati, magliette stampate, fiocchi, arcobaleni, valigette e nuvole leggere e spumeggianti come zucchero filato, è stata un’overdose di anni ’80 e primi 90 incarnati da modelle millennial come Kaia Gerber, la grande novità di questo mese di fashion week, o le versatili sorelle Hadid.

La capsule collection è già disponibile nei flagship store Moschino o nei moduli di shopping online.

Jeremy Scott ha dimostrato di nuovo che alla fantasia non c’è limite e che in un universo onirico e immaginifico, come quello della moda (che ontologicamente si nutre di visioni) può coesistere di tutto, anche un consumatore post-punk che crede ai fiori, agli arcobaleni e ai minipony. 

Che ne pensate? Vi è piaciuta la sfilata di Moschino?

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