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Ferrante Fever: arriva al cinema il film sul fenomeno Elena Ferrante

Arriverà nei cinema il 2, 3 e 4 ottobre 2017 Ferrante Fever, il documentario che esplora il fenomeno Elena Ferrante: perché la scrittrice senza volto è diventata uno degli italiani più noti al mondo?

Il poster di Ferrante Fever

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A 15 anni dal suo esordio sulla scena letteraria italiana con L'amore molesto, Elena Ferrante è una delle 100 persone più influenti al mondo secondo le classifiche annuali di Times e Forbes e la scrittrice italiana più letta e amata al mondo. Sarebbe già un traguardo eccezionale di per sé, se non fosse che i suoi milioni di lettori nelle oltre 40 nazioni in cui è tradotta, i suoi editori, i suoi recensori e i suoi detrattori non conoscono il suo volto e il suo vero nome.

Elena Ferrante è infatti uno pseudonimo che la scrittrice pone come condizione necessaria per pubblicare i suoi romanzi: non rilascia interviste se non in forma scritta, non incontra i suoi lettori, non va in televisione a promuovere i suoi libri.

Il 2, 3, 4 ottobre 2017 arriverà in 120 sale italiane a fare il punto il documentario Ferrante Fever di Giacomo Durzi. Il regista, che nel film ripercorre la storia del più grande caso letterario internazionale degli ultimi anni, precisa sin da subito quale sia lo scopo dell'opera: 

Non vi voglio rivelare chi sia Elena Ferrante, ma voglio tentare di spiegare perché non è necessario conoscere la sua identità per leggerla e amarla. 

Ferrante Fever: Elena Ferrante conquista il mondo

In soli 74 minuti e con uno stile elegante e fluidissimo, Ferrante Fever ripercorre la carriera della scrittrice di punta di edizioni e/o, a partire dalle testimonianze dirette di chi l'ha tradotta, ne ha portato i libri al cinema e ne ha recensito le opere. 

Prima dello straordinario successo della tetralogia de L'amica geniale e della nomination al Premio Strega nel 2015, l'anonimato di Elena Ferrante non era quasi mai stato oggetto di controversia, nonostante i suoi primi tre romanzi avessero riscosso un notevole successo e due di questi fossero diventati film di successo, diretti da Mario Martone e da Roberto Faenza.

La copertina dell'edizione italiana di L'Anima Geniale di Elena Ferranteedizioni e/o
L'Amica Geniale: un successo internazionale con tanti detrattori in Italia. Ferrante Fever spiega perché.

Il documentario però si apre con il punto di svolta della "febbre Ferrante": il podcast presidenziale di Hillary Clinton, in cui la candidata alle elezioni statunitensi del 2016 confessava di aver adorato L'amica geniale e di non essere riuscita a fermarsi nella lettura della tetralogia, nonostante i tanti impegni della campagna elettorale. Il successo statunitense di Elena Ferrante comincia però con una recensione più che entusiasta dell'eminente critico del The New Yorker James Wood, un pezzo che parla di un punto di svolta narrativo, un libro imperdibile. Chi aveva mai esplorato tanto a fondo un'amicizia in un'opera tanto vasta e articolata e per giunta una sviluppatasi tra due donne? Nessuno prima di Elena Ferrante, nessuno con altrettanta introspezione quasi psicoanalitica.

Anche in assenza di una scrittrice da conoscere in carne e ossa, il pubblico statunitense corre in libreria e s'innamora dell'imponente epopea della scrittrice italiana, incentrata sull'amicizia di due donne napoletane, Lenù e Lila. I quattro libri della tetralogia raccontano le varie fasi della loro vita e del loro rapporto amicale, con al centro la loro città natale, Napoli. Sullo sfondo delle loro vicende private c'è l'Italia, colta nei cambiamenti sociali e storici dal dopoguerra al Nuovo millennio. 

Le copertine dei quattro volumi italiani della tetralogia napoletana di Elena Ferrante.HDedizioni e/o
La tetralogia napoletana di Elena Ferrante e il suo successo vengono raccontati in Ferrante Fever

A rimanerne intrigati non sono solo i lettori comuni, che aumentano il successo dei titoli con un assiduo passaparola, ma anche autori premio Pulitzer del calibro Jonathan Franzen ed Elizabeth Strout. Anche loro figurano tra i narratori del documentario, insieme alla traduttrice statunitense Ann Goldstein e a molte figure chiave del successo Ferrante negli Stati Uniti, che raccontano come sia sia scatenata la Ferrante Fever, diffusasi dagli Stati Uniti al resto del mondo. 

Ferrante Fever: nessuno è profeta in patria

Mentre il mondo impazzisce per Elena Ferrante, in Italia tutto o quasi tace. Anche nel Bel Paese la tetralogia si rivela un best seller, ma il mondo letterario nostrano si dimostra via via più ostile all'autrice. Tra continui tentativi di "smascherarla", stroncature della sua opera e acidi commenti sul suo anonimato, non sembra davvero esserci pace per Elena Ferrante nel suo Paese.

Dopo averne illustrato i fasti statunitensi, Ferrante Fever analizza anche il difficile rapporto tra gli intellettuali italiani e il successo clamoroso di Elena Ferrante, prendendo ad esempio il caso più emblematico: il Premio Strega 2015. Quell'anno l'ultimo volume della tetralogia - Storia della bambina perduta - venne candidato con l'appoggio di Roberto Saviano, che spiega il perché di quella decisione e dichiara la sua ammirazione per la collega nel film: 

Elena Ferrante ha deciso di parlare esclusivamente attraverso la sua opera. Ho pensato che la nomination le fosse dovuta, per l'enorme lavoro che c'è nei suoi libri, per lo sforzo coraggioso della sua posizione. 

Il premio Strega di quell'anno andò a Nicola La Gioia, autore di La ferocia. Il clamore mediatico però fu tutto per la grande assente, Elena Ferrante: una scrittrice al di fuori delle logiche tradizionali dell'editoria e rappresentante di una casa editrice esterna al duopolio che domina da anni il Premio Strega. Il suo concorrente La Gioia è a sua volta un grande estimatore della scrittrice. Il caso ha voluto che l'avesse contattata prima dell'annuncio della cinquina finalista, chiedendole un'intervista incentrata esclusivamente sulla sua opera. Sul caso Ferrante, lo scrittore commenta laconico: 

In Italia sono tanti a non perdonarti mai il successo. Il fatto che il riconoscimento internazionale dell'opera di Ferrante si scontri in Italia con continue critiche alle sue scelte personali, il fatto che siano stati gli statunitensi a decretarne il successo, è davvero sconfortante. 

Alla conclusione del documentario di Giacomo Durzi l'impressione è quella di aver ascoltato l'introduzione di un premio Nobel: Ferrante Fever è un documentario che riassume una storia letteraria eccezionale eppure dolorosa di un'icona italiana nel mondo ma denigrata in patria.

Il documentario prodotto da Stardust e Rai Cinema però sembra segnare l'inizio di un nuovo periodo. Con una miniserie HBO diretta da Saverio Costanzo in arrivo nel 2018 e un successo internazionale che non fa che crescere, fare il riassunto della "febbre Ferrante" sembra un buon modo per ricominciare da zero e accettare finalmente che un'autrice così eccezionale continui raccontarci le sue storie, alle sue condizioni.

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