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Judi Dench si racconta: dalla regina Vittoria alla parodia di Tracey Ullman, il ritratto di una donna formidabile

Dopo 20 anni, Judi Dench ha interpretato di nuovo la Regina Vittoria al cinema in Vittoria e Abdul, ma nel privato è molto meno regale di quanto si pensi.

Judi Dench sul red carpet di Venezia 2017

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Judi Dench è un’attrice di calibro internazionale e in patria spesso si riferiscono a lei come patrimonio nazionale (national treasure), anche se lei detesta l’appellativo. Eppure pensiamo che non potrà mai scrollarselo di dosso: infatti, oltre ad aver interpretato tutti i ruoli più importanti a teatro, ed essere apparsa nei film di maggior successo del cinema inglese e non (Skyfall su tutti), ha indossato due volte la corona interpretando le regine britanniche più famose di sempre, ed ora tornerà a vestire i panni di una delle due, in una performance che già fa parlare di premi, in Vittoria e Abdul, di Stephen Frears. Cosa che forse non stupisce molto, se pensiamo poi che il ruolo di Elisabetta I in Shakespeare in Love le è valso un Oscar e quello della Regina Vittoria in Mrs Brown un BAFTA. C’è una certa padronanza della materia regale, diremmo.

Vittoria e Abdul è stato presentato fuori concorso a Venezia, e recuperabile tra pochi giorni nell’ambito delle rassegne che portano a Roma e Milano una selezione di film dal Lido.

In una lunga intervista a Radio Times l’attrice ha raccontato com’è stato lavorare al film, a partire dal suo coprotagonista, Ali Fazal, che interpreta Abdul Karim, il commesso indiano inviato a portare un regalo alla regina in occasione del suo giubileo d’oro.

È molto, molto alto, è bellissimo ed un uomo assolutamente delizioso, è affascinante. Ed è un buon attore.

Gli attori li Fazal e Judi DenchHDGetty
Ali Fazal e Judi Dench a Venezia

Non sorprende dunque che abbia trovato facilissimo simulare l’attrazione necessaria per la loro amicizia sullo schermo; il film ci mostra infatti la familiarità crescente tra queste due figure così diverse, mentre lui le insegna a parlare e scrivere in urdu, ed è permeato da molto brio, nonostante tocchi anche tematiche più cupe (la mortalità, gli orizzonti che si restringono con l’avanzare dell’età, la perdita), tanto che Judi Dench ha detto:

Spero che la gente si faccia molte risate.

Per la prima volta la famiglia reale ha dato il permesso di girare scene nella casa estiva di Vittoria e Alberto, Osborne House, sull’Isola di Wight.

Mi ha stregato... stare nella stanza dove scriveva lettere, guardare fuori dalla finestra e pensare ‘gli alberi saranno un po’ più alti ma sto contemplando lo stesso panorama che vedeva lei’.

Judi Dench è la regina Vittoria in Victoria and AbdulHDBBC Films

Inevitabile che Judi Dench subisca il fascino di una delle regine più amate della storia britannica, ed è affascinante che avendola interpretata di nuovo a 20 anni di distanza dalla prima volta, l’attrice abbia finito per avere una percezioni diversa di questa notevole figura.

Credo che sia stata una persona davvero straordinaria. Molto più di quanto avessi mai creduto. Fu un individuo eccezionale ed era assolutamente passionale, autorevole ma anche molto vulnerabile. Lei e Alberto ebbero quel favoloso matrimonio e le piaceva il sesso ma odiava avere bambini… Alla fine non riuscì a vivere senza quel tipo di vicinanza, dopo la morte di lui.

Una parabola in cui l’attrice, un po’, si è identificata: il marito con cui ha vissuto per 30 anni “e quasi tre settimane”, Michael Williams, è morto infatti nel 2001 (“Mi manca, ma parlo molto di lui”), ma ora sono sette anni che si accompagna a David Mills, che vive a breve distanza da lei, e con il quale la storia è nata in maniera del tutto inaspettata, quando lei non stava cercando un altro uomo: ancora oggi non ama chiamarlo partner perché odia la parola, odia tutte le etichette.

Dico solo ‘Questo è David’, e lui dice ‘Questa è Judi’; sennò è troppo complicato.

Scherzando, ha tracciato anche un altro paragone tra sé e la Regina Vittoria: riguardo il modo di mangiare poco raffinato che il suo personaggio esibisce all’inizio del film, quando fa a brandelli della carne con le mani.

Lo faccio tutti i giorni! Niente di strano!

Perché nonostante sia una donna di dimensioni minute, dal contegno generalmente molto appropriato e che può anche anteporre il titolo di Dame al proprio nome, Judi Dench è molto più verace di quanto si immagini: in sostanza, non è così dissimile dalla divertentissima parodia inventata dall’attrice comica britannica Tracey Ullman, che ha fatto di Dame Judi lo scudo di perbenismo dietro al quale si cela un’indole a dir poco impertinente e sfacciata. Come nello sketch in cui, giusto per il gusto di farlo e per non dover essere costretta ad un’azione disgustosa, Dame Judi tira le deieizioni del proprio cane Coriolanus nelle chiome degli alberi, mentre passeggia nel parco. O quanto taccheggia nei negozi, sempre aspettandosi di farla franca perché nessuno potrebbe, né dovrebbe, dubitare dell’integrità del patrimonio nazionale Dame Judi Dench.

L'attrice Judi Dench in un'intervistaBBC -Tumblr
"Mi piace tenere sull'attenti i ragazzacci":

Il ritratto ironico della Ullman è quello che le si addice di più, dice la vera Dame Judi.

È così anarchico, lo amo. È molto più simile a me di qualsiasi altra cosa.

E quando le chiedono se davvero lei dice mai parolacce, la donna risponde:

Stai scherzando, vero? Ho inventato io le parolacce!

Judi Dench è quindi una donna volitiva, salace e brillante: se non patrimonio nazionale, è certamente una vera e propria icona (anche se nemmeno questo termine le piace, “si usa per i morti”), e forse è il caso di non perdersi la sua performance nei panni di un’altra donna altrettanto formidabile nel film di Stephen Frears.

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