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L’ossessione, l’arte e i pois: il mondo di Yayoi Kusama

Figura eclettica e interessante del panorama contemporaneo non solo giapponese, ma mondiale. Con le sue opere ha conquistato i grandi musei, ma anche il mondo della moda e della musica. Scopriamo insieme chi è Yayoi Kusama.

Un’opera di Yayoi Kusama

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Nota come l’artista dei pois, Yayoi Kusama è una delle artiste contemporanee più interessanti della scena. Alcune sue opere sono esposte nelle mostre permanenti di alcuni tra i più grandi musei del mondo, come la Tate Modern di Londra. Ha collaborato con esponenti di spicco del mondo della musica, come Peter Gabriel, con cui realizza il video “Love Town”, e Marc Jacobs, direttore artistico di Louis Vuitton: i pois che caratterizzano le opere di Yayoi Kusama sono stati infatti inseriti su diversi capi d’abbigliamento, borse e accessori di pelletteria, dando vita a una delle più grandi collaborazioni artistiche nel mondo della moda.

La vita

Nata nel 1929 a Matsumoto, Yayoi Kusama approccia la pittura come terapia, per dare forma alle allucinazioni che la colgono dall’età di 10 anni. Attraverso i colori, la piccola riusciva a dar forma al suo complesso mondo interiore ed emotivo. Il suo interesse per l’arte la spinge a studiare la pittura Nihonga, uno stile realistico e fondato sul rigore.

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La sua curiosità, però, la porta presto a New York, dove la scena artistica degli anni Cinquanta/Sessanta è in fermento. Qui comincia a creare alcune opere della serie Infinity Net, ma anche Accumulation e Sex Obsession. Dalla metà degli anni Sessanta, la sua sperimentazione artistica trasformerà le sue opere in performance provocatorie, chiamate Kusama Happenings, in cui il corpo umano entrerà a far parte dell’opera. Yayoi Kusama, infatti, dipinge sui corpi dei partecipanti i suoi ormai famosi pois, rendendoli così tela su cui imprimere la sua ricerca artistica. Poiché queste performance prendevano vita in luoghi pubblici, spesso doveva intervenire la polizia e così l’artista finisce sotto processo diverse volte. Il suo approccio libero e liberatorio verso il corpo umano e la libera sessualità ne farà presto un’icona del movimento omosessuale. Negli anni Settanta, dopo aver esposto nelle più importanti gallerie del mondo, l’artista rientrerà in Giappone, dove la sua arte subisce un’ulteriore evoluzione: alla pittura si affiancano la poesia e la scrittura surrealista, ma anche la scultura e la progettazione di sale e installazioni.

Famoso è il suo intervento alla Biennale di Venezia del 1993, dove presenta una sala rivestita di specchi in cui inserisce delle zucche giganti. Il tema della zucca è ricorrente nell’opera di Kusama: da piccola, i suoi genitori avevano un vivaio e vendevano i semi di questa pianta, inoltre è l’artista stessa a rivelare di aver trovato conforto nella forma di questo vegetale tanto da intitolare una sua installazione, creata per una mostra a Londra nel 2016 e intitolata “All the Eternal Love I have for the Pumpkins”, che tradotto significa “Tutto l’amore eterno che provo per le zucche”.

Per via dei suoi disturbi, l’artista vive per sua scelta personale nell’ospedale psichiatrico di Seiwa, ma ogni giorno dipinge nel suo studio a Shinjuku.

Attualmente, l’artista sta lavorando alla serie “My Eternal Soul”, già in parte esposta a Tokyo. Tornano i colori sgargianti, i motivi ripetuti, ma vestiti di uno sguardo più adulto, lo sguardo di una donna di 88 anni che sembra si stia preparando a lasciarci in dono la sua visione del mondo.

Un mondo di pois

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Per capire l’origine del mondo visivo di Kusama, questa sua frase può essere sicuramente la chiave:

Un giorno fissavo la tovaglia a fiori rossi, distolsi lo sguardo dal tavolo e mi accorsi che lo stesso motivo era stampato sul soffitto, persino sulle finestre e colonne. Tutta la stanza, il mio corpo, l’universo erano ricoperti di fiori rossi e io scomparivo, ritrovando il mio posto nel tempo eterno e nello spazio assoluto”

Se si osservano le sue foto nel corso degli anni, infatti, si nota immediatamente come sembri lei stessa farsi assorbire dal mondo che crea: stanze interamente ricoperte di motivi che si ripetono, non solo pois, ma anche occhi e forme falliche, e lei che posa lì in mezzo, vestita con abiti che ne riprendono i colori e i motivi, fino a scomparire lei stessa all’interno del mondo che ha creato.

L’arte di Kusama nasce dalle sue fobie, dal clima teso e rigido che da bambina respirava in famiglia e sfocia sulla tela. La serie Infinity Net è composta da tele anche lunghe 10 metri, su cui l’artista imprime ossessivamente la stessa forma, creando trame che, pian piano, escono dal limite della tela e invadono muri, stanze, finestre, proprio come la trama a quadri citata in precedenza.

Ben presto, Kusama inizia a progettare vere e proprie installazioni: zucche giganti su cui ricorre il motivo dei pois, come la zucca che si può ammirare sull’isola di Naoshima, o le stanze di specchi con al centro sculture che riproducono falli, anch’essi decorati con i celebri pois dell’artista. L’uso degli specchi diventa un altro tratto distintivo della sua opera: le superfici si moltiplicano, i motivi si duplicano all’infinito, creando allucinazioni sempre più grandi.

Il museo personale a Tokyo

Pare che l’edifico che ospita la mostra permanente di Yayoi Kusama fosse pronto del 2014, ma per ben tre anni nulla è stato fatto, detto o annunciato, tanto che i pettegolezzi e le supposizioni in merito si sono moltiplicate. Fino a che, quest’anno è arrivata la conferma: il parallelepipedo bianco sorto nel quartiere di Shinjuku sarà la sede del museo di Kusama e aprirà i battenti il 1° ottobre 2017. Cinque piani che accolgono una collezione permanente, collezioni temporanee e le installazioni “immersive” ideate dall’artista.

Artista, performer, regista e scrittrice. Donna impegnata politicamente, ma anche brava a stringere legami e collaborazioni con grandi nomi della moda, della musica e dell’arte. Yayoi Kusama è una figura unica del nostro tempo e, se vi capiterà di passare in Giappone o se incontrerete una delle sue opere esposte nella grandi gallerie contemporanee sparse per il mondo, siamo certi che vi lascerete trasportare nel suo mondo visionario, lasciandovi scomparire all’interno per riemergere un po’ cambiati.

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