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Clet Abraham: ridisegnare la strada e il suo linguaggio con l’arte

Applicando semplici sticker riesce a cambiare la nostra percezione di cartelli stradali che ci sfilano quotidianamente sotto gli occhi, tanto da non vederli quasi più. Un intervento semplice, che ridefinisce la nostra percezione della strada.

Un’opera di Clet Abraham

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Se vi siete ritrovati a vagare per le strade di una grande città, vi sarete di certo imbattuti in una delle opere di street art di Clet Abraham, altrimenti noto semplicemente come CLET. Si tratta di un artista di origini francesi, residente in Italia a Firenze, che ha iniziato la sua carriera come pittore e scultore interessandosi poi alla street art e divenendo famoso per le sue installazioni sticker sui cartelli stradali.

Un nuovo modo di vivere la strada

Grazie a CLET, i cartelli stradali cambiano aspetto, le loro forme semplici e schematiche diventano spunto per trasformarsi in qualcosa d’altro. La barra bianca su fondo rosso del divieto d’accesso diventa una sbarra pesante, sollevata da un uomo al lavoro.

La T che rappresenta una strada senza uscita diventa una croce su cui CLET crocefigge Gesù Cristo. La freccia di senso unico si trasforma in una chitarra, per una “Musica controcorrente, per un traffico più armonico e ritmico”.

Gli sticker utilizzati nottetempo durante gli interventi dell’artista non compromettono la leggibilità del cartello, ma contribuiscono a far percepire la strada e il suo linguaggio come moderna tela da trasfigurare con poche, semplici mosse. Anche se, è bene dirlo, per queste sue opere, l’artista è stato spesso multato come semplice imbrattatore, ma non in Francia, suo paese natale, dove le autorità hanno dichiarato che l’opera di CLET “riporta l'attenzione sui cartelli stradali”.

Inoltre, è bene sottolineare che CLET ha prestato la sua immaginazione e la sua creatività a una onlus chiamata Vorreiprendereiltreno, realizzando sticker che hanno dato il via a una urban guerrilla volta a segnalare tutte le barriere architettoniche presenti nelle nostre città, che impediscono ai disabili di muoversi liberamente.

A differenza di altri street artist che usano muri e palazzi per veicolare un messaggio di denuncia, CLET gioca con le forme, crea straniamenti ironici e divertenti perché, come lui stesso afferma “Solo chi si prende troppo sul serio rischia di passare per un buffone”. Un’altra grande differenza rispetto a molti artisti della street art contemporanea è la scelta di non nascondersi nell’anonimato: CLET si presenta con nome, cognome e spesso compare a viso scoperto in molte fotografie che lo ritraggono durante l’installazione delle sue opere.

Semaforo di Natale e altre installazioni

Sulla sua pagina Facebook, ci sono diversi scatti di tante altre opere e installazioni che CLET ha realizzato qua e là per la città di Firenze e non solo. E molte, come è facile immaginare, hanno generato reazioni contrastanti e qualche polemica, a cominciare dall’installazione natalizia che lo stesso CLET ha definito “Il suo regalo di natale alla città” e che però è stata rimossa poco dopo la sua realizzazione: le luci del semaforo si sono trasformate nelle lucine natalizie, è bastato inserire il semaforo stesso in una sagoma a forma di albero di Natale.

Oppure, sempre molto interessante è il progetto di CLET di dare occhi agli ingressi della città di Prato. Sette porte che sono diventate tela per il suo intervento: sono bastati occhi, occhiali e qualche linea che assecondasse l’espressione vista dall’artista nell’architettura esistente per trasformare dei semplici varchi in opere d’arte.

L’uomo comune

Uno dei suoi interventi più noti è stato fatto nella sua città, Firenze, nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2011. La città si stava preparando infatti ad accogliere l’opera di Damien Hirst, il teschio di diamanti, un’opera del valore di circa 100 milioni di euro, e CLET installò sul ponte delle grazie una scultura raffigurante un piccolo uomo nero, con un piede sullo sperone del ponte e uno sospeso nel vuoto. L’opera voleva raffigurare l’uomo comune, un’alternativa popolare a un’arte così altamente quotata ed esclusiva.

Ora che conoscere l’intervento semplice, ma geniale ed efficace di questo artista, non vi resta che andare a caccia dei suoi sticker sui cartelli stradali delle grandi città!

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