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W la pappa! I nostri consigli per lo svezzamento dei neonati

Il momento dello svezzamento può sembrare complesso, soprattutto se il bambino non sembra amare seggiolone e cucchiaino. Ecco i nostri consigli e i diversi approcci per rendere il passaggio al cibo solido un momento meno spaventoso.

Neonata che mangia

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Per ogni mamma, il traguardo dello svezzamento è il primo di una lunga serie di cambiamenti da affrontare insieme al suo bambino. Passare dal latte, sia materno che artificiale, alle prime pappe rappresenta un grande passo in avanti per i vostri piccoli. Vediamo insieme come rendere questo passaggio semplice e meno difficoltoso per tutti.

I diversi tipi di svezzamento

Bambino con cucchiainoHD

Nell’introduzione dei primi cibi solidi, ci sono due strade possibili. Lo svezzamento tradizionale che, salvo diverse indicazioni del pediatra, comincia a sei mesi e prevede l’introduzione delle prime creme, alimenti specifici per l’infanzia. Oppure, c’è chi propende per l’autosvezzamento e che quindi offrirà al bambino le stesse pietanze portate in tavola per tutta la famiglia. In questo caso non c’è una vera data di inizio, ma bisogna aspettare che siano spuntati i primi dentini, che il bambino sappia stare seduto e che abbia perso il riflesso di estrusione. Vediamo insieme più nello specifico questi due approcci così diversi.

Lo svezzamento tradizionale

Bambino mangia la pappaHD

Alla base di questo approccio c’è l’idea che l’introduzione di certi cibi sotto una certa età possa creare intolleranze o allergie e che i neonati abbiano bisogni alimentari diversi da quelli di noi adulti, soprattutto dal punto di vista dell’apporto dei grassi. In generale, la tabella dell’inserimento degli alimenti varia molto a seconda della scuola di pensiero del pediatra, ma le regole che vigono per tutti sembrano essere: varietà e gradualità. Proponete diversi alimenti, di modo che il bambino possa imparare a conoscere i vari gusti e le diverse consistenze, ma rispettate i suoi tempi. Di solito si consiglia di far passare tre giorni dall’introduzione di un nuovo alimento prima di inserirne un altro nella dieta, così il bambino imparerà a conoscere il nuovo sapore e voi potrete verificare che l’alimento non gli scateni allergie.

Autosvezzamento: scoprire il cibo dei grandi

Bambino mangia gli spaghettiHD

Alla base di questa nuova scuola di pensiero c’è l’idea che non siano gli adulti a “guidare il gioco”, ma il bambino: quando dimostra interesse per gli alimenti portati in tavola, si può iniziare a fargli sperimentare il cibo. Questo approccio può essere una spinta per tutta la famiglia verso un’alimentazione più sana ed equilibrata: condividendo infatti il cibo con il vostro bimbo, dovrete evitare di mangiare le cosiddette schifezze perché non è bene che un neonato le mangi (neanche gli adulti, in realtà, ma questo è un altro discorso).

Come dicevamo prima, per l’autosvezzamento ci sono poi altre regole da rispettare: aspettare che il bambino abbia i dentini e abbia l’istinto di masticazione (di modo che non corra rischio di soffocarsi con il cibo) e che sappia stare seduto, perché dovrà esser messo a tavola insieme a voi quando il pasto sarà servito.

In questo approccio non c’è limite all’introduzione degli alimenti, compresi quelli considerati allergizzanti come l’uovo o il pomodoro.

Poiché è probabile che il bambino, soprattutto all’inizio, sbocconcelli e non sostituisca effettivamente il pasto, è bene vedere il cibo come complementare all’allattamento e continuare ad allattare il piccolo.

Qualche trucchetto

Mamma e bambino mangianoHD

Qualunque sia la strada che decidiate di intraprendere, ci sono dei semplici gesti che renderanno l’approccio del vostro bimbo al cibo più semplice.

  • Fatelo familiarizzare con il cucchiaino. Questo nuovo oggetto che gli viene portato vicino al viso potrebbe spaventare o incuriosire il bambino. Per evitare che lo afferri quando è pieno di pappa, lanciando in giro per tutta la cucina il suo contenuto, vi consigliamo di lasciare che il bambino ci giochi, lo conosca e ci familiarizzi prima di proporglielo come strumento per mangiare.
  • Se il vostro bimbo non apre la bocca, non imboccatolo mentre piange o si lamenta, il rischio è che associ questo gesto a un sentimento negativo e il momento della pappa diventerà via via più difficile.
  • Non forzatelo a mangiare. Consiglio che si lega al precedente: se il vostro bambino non sembra gradire le pappe, forse non è ancora pronto. Non insistete e non forzatelo. Fate magari passare una settimana e riprovate.
  • Se rifiuta il cibo, non allattatelo immediatamente, altrimenti assocerà le due cose e sarà sempre più difficile convincerlo a sperimentare le nuove pappa. Fate passare almeno un’ora dal tentativo con la pappa al latte.
  • Non usate TV, cellulari o tablet per distrarre il bambino quando mangia. Il momento della pappa deve essere un altro momento di unione genitori-bambino: usare cartoni e video distrarrà il bambino e creerà una routine poi difficile da abbandonare. Piuttosto parlategli, giocate con lui o cantategli qualche canzoncina, per dimostrargli che la mamma o il papà stanno vivendo questo momento insieme a lui.
  • Non aspettare che abbia fame. Soprattutto all’inizio, meglio giocare d’anticipo e proporre al bambino la pappa non quando sta piangendo disperato perché ha fame, ma quando è tranquillo. Questo renderà più semplice per voi imboccarlo e per lui familiarizzare con gusti e consistenze nuove.
  • Procedete per tentativi. Così come in futuro esprimerà i suoi gusti, anche da piccolo all’inizio dello svezzamento ogni bambino sembra gradire pappe e consistenza diverse. Sperimentate e trovare insieme il giusto equilibrio che piace al vostro bimbo.
  • Man a mano che cresce, lasciatelo libro di sperimentare. Certo, la vostra cucina potrebbe risentirne, ma il vostro bimbo imparerà a familiarizzare con il cibo facendo esperienza in prima persona e questo lo aiuterà a creare la propria autonomia anche a tavola.
  • Lodatelo. Se finisce per la prima volta l’intera porzione di pappa, o se assaggia un nuovo alimento: lodate il vostro bimbo, ditegli quanto è stato bravo e che siete orgogliosi di lui. Questo lo farà sentire valorizzato e più propenso a ripetere l’atteggiamento positivo.

Ecco i nostri consigli per vivere lo svezzamento con serenità, consapevolezza e come un momento di crescita condivisa. Adesso non vi resta che mettervi a cucinare!

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