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Torna il regista di La vita di Adele: Kechiche presenta Mektoub, My Love

A piedi nudi e con il batticuore al Festival del Cinema di Venezia: Abdellatif Kechiche irrompe nella corsa al Leone d'Oro con la sua gioventù vivida e libera, ritratta in Mektoub, My Love.

Hafsia Herzi a Venezia 74

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Aveva scandalizzato la laica e sfrontata Cannes con l'amore omoerotico e travolgente di Vita di Adele, che gli valse la Palma d'Oro. A qualche anno di distanza il controverso e amatissimo regista Abdellatif Kechiche quella Palma non la possiede più, perché ha deciso di venderla. Si è spinto a tanto per trovare il denaro necessario per presentare in concorso a Venezia 74 il suo nuovo film, il primo di una trilogia più controversa e intensa che mai.

Giovani, ribelli e seducenti: ecco i protagonisti di Mektoub My Love

Mektoub, My Love è il primo "canto" di una trilogia che negli intenti del regista dovrebbe vedere la luce nei prossimi anni, fondi permettendo. Al centro del primo, oceanico capitolo c'è la lunga estate del 1994 sulla costa francese, vissuta intensamente da un gruppo di giovanissimi. Alcuni lavorano nelle fattorie della zona, altri sono turisti in vacanza: tutti gravitano tra la spiaggia e la discoteca, in un tripudio di amori giovanili, pettegolezzi e balli sfrenati. 

Amin (Shaïn Boumedine) è il protagonista del film, originario del paesino a cui ritorna per le vacanze, lasciando l'appartamento di Parigi dove vive e studia. Appena arrivato scoprirà che la fidanzata di un militare in missione su una portaerei, la bellissima e conturbante Ophélie (Ophélie Bau), intrattiene una bollente relazione amorosa con il cugino Tony.

Dopo aver promesso di mantenere il segreto, Amin trascorrerà l'estate con gli amici del paese e alcune turiste entrate nella comitiva, in un tira e molla infinito in cui in molte tenteranno di conquistarlo. La gioventù di Kechiche è quella degli anni '90, che secondo il regista viveva con più libertà e inclusione la propria vita. C'è quasi da avere nostalgia vedendo la facilità con cui i bellissimi e ancora sconosciuti protagonisti del film intessono relazioni e amori:

Ho voluto ambientare il film negli anni '90 perché credo sia un buon modo per comprendere il nostro tempo. Nella conclusione di quel secolo c'è la spiegazione di tante problematiche che viviamo nel nostro presente. 

Macho o femminista? Kechiche è controverso a Venezia 74

Non è stata una conferenza stampa semplice quella di Kechiche. La critica ha amato il suo film ma non sono mancate perplessità circa lo sguardo carnale e ossessivo con cui segue le storie dei suoi protagonisti. Il regista di Cous Cous e Vita di Adele è noto da tempo per la dimensione esplicita dei suoi film, ma in Mektoub, My Love il discorso si fa ancor più radicale.

Ophèlie Bau ride divertita durante la conferenza stampa di Mektoub, My Love a Venezia 74HDElisa Giudici
Ophèlie Bau è la bella sconosciuta immortalata da Kechiche in Mektoub, My Love: sarà la nuova Adèle Exarchopoulos?

Il film infatti è costellato di ossessive riprese dei fondoschiena delle sue protagoniste e anche stavolta non mancano scene bollenti di sesso che non lasciano davvero nulla all'immaginazione. 

Punto sul vivo da una giornalista che gli chiede perché questo voyeurismo riguardi quasi esclusivamente il corpo femminile, il regista ribatte stizzito:

Non sono assolutamente un macho, per me è naturale riprendere il corpo femminile così perché è fonte di vita, luce, nutrimento. Ritengo che le donne dei miei film e di questo in particolare siano esempi da seguire, perché sono coraggiose, intraprendenti e vivono con grande libertà la loro vita. Non hanno paura di fare delle scelte e nemmeno io di riprenderle. 

Provocatore o genio? Scopriremo cosa pensi la giuria a riguardo domani, quando verranno assegnati i premi dell'edizione 74. Quel che è certo è che Kechiche ha dato una zampata finale che ha scompigliato le carte in tavola, rendendo ancora più difficile il toto vincitori in Laguna. 

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