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Quando il mosaico diventa pixel: ecco la street art di Invader

Ispiratosi ai videogame anni 70, Invader ha dato vita nuova al mosaico, ma anche a cubi di Rubik e QR Code, rendendoli oggetti d’arte.

Un’opera di Invader a Roma

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Classe 1969, origine francese, appassionato di videogame anni 70, tanto da farne il principale soggetto della sua arte: stiamo parlando dello street artist Invader, che definisce se stesso un UFA, ossia un Unidentified Free Artist, infatti la sua identità così come il suo volto sono ignoti. Nonostante l'anonimato, è conosciuto in tutto il mondo per aver decorato diverse facciate di palazzi con mosaici che il pubblico può trovare vagando per le città dei cinque continenti, grazie a una mappa interattiva costantemente aggiornata dall’artista stesso.

Mappa InvaderHD

World Invasion

Malaga 🇪🇸🍺☀️👾

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Questa serie comprende i mosaici sopracitati, che ricreano i protagonisti del videogame Space Invaders. Questi soggetti, data la bassa risoluzione, erano composti da pixel che, grazie alle piastrelline del mosaico, vengono perfettamente riprodotti da Invader. Anche se, nel tempo, la vena creativa dell’artista l’ha spinto a realizzare sempre nuove icone, svicolate dal mondo dei videogame.

Back in Morocco ... #photoftheday #medina

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Il progetto è nato nel 1998, partendo da Parigi, città dove l’artista risiede e quindi sua “tela” prediletta, spostandosi poi in altre località francesi prima e del mondo poi. Le sue opere si trovano infatti anche a New York, Londra, Praga, Tokyo e Katmandu. Per riassumerlo con qualche numero, in questi vent’anni, Invader ha posato circa 3500 mosaici, tutti diversi fra loro, in ben 72 città. Ma l’invasione non si è limitata ai soli muri: una sua opera è stata spedita nello spazio nel 2014, con la complicità dell’Agenzia Spaziale Europea, mentre altre tre sono state fissate all’opera sottomarina dello scultore Jason de Caires, che si trova nella baia di Cancun in Messico.

Invader nello spazioHDInvader

Altri luoghi improbabili dove potete ammirare le opere di Invader sono l’Hollywood Sign (il 31 dicembre 1999, il primo attacco di Invader interessò la lettera D della celebre scritta e con gli anni anche le altre lettere sono state invase) e persino il Louvre a Parigi, cosa che ha reso Invader il primo artista in vita a essere esposto presso il celebre museo.

Invader al LouvreHD

Tornando alle strade, luoghi prediletti da Invader per le sue invasioni, la scelta dei luoghi dove scagliare l’attacco è fondamentale: Invader prende in considerazione criteri estetici, ma anche logistici e strategici. Sceglie infatti i luoghi più trafficati e popolati delle città, palazzi spesso all’angolo di più strade e posiziona i suoi mosaici a diversi metri d’altezza, di modo da renderli ben visibili.

In altri casi, come a Montpellier, la disposizione delle Invasioni è stata pensata di modo che, viste sulla mappa, creassero la forma di un personaggio di Space Invaders.

Il metodo di realizzazione prevede che l’artista impieghi circa una settimana a installare le sue opere: spesso parte da casa con il mosaico già realizzato e poi, munito di mappa, dedica diversi giorni alla collocazione. Per ogni città invasa, l’artista è solito sparpagliare dalle 20 alle 50 opere. Che la caccia abbia inizio!

QR Codes

Un altro interessante progetto di Invader prevede l’uso della tecnologia del QR Code: questi quadratini neri composti da piccoli pixel bianchi e neri che, se fotografati con lo smartphone, rinviano a una pagina web. Grazie al loro aspetto, i QR Code ben si prestano a esser realizzati come mosaici e così Invader ha iniziato a sparpagliare qua e là i suoi QR Code, che contengono spesso messaggi come “Questa è un’invasione” o “Non in vendita”.

 QR Code di InvaderHDInvader

Rubikcubism

Dancing with the RUBIK KIDS @museeenherbe #hellomygameis #boogiewoogie #rubikcubism #rubikcubisme

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Questo progetto prevede l’uso del cubo di Rubik come fosse un mattoncino delle costruzioni e quindi, componendo diversi cubi di Rubik le cui facce mostrano colori diversi, l’artista crea veri e propri quadri raffiguranti diversi soggetti, tra cui una delle immagini più iconiche al mondo: la Monna Lisa di Leonardo da Vinci. Tra i soggetti raffigurati con questa tecnica geniale e innovativa ci sono anche Bender e i Beatles.

RubikcubismHDInvader

Questo secondo noi è uno degli esempi migliori di come si possa fare arte per le strade, in maniera creativa e intelligente, rendendo il tessuto urbano tela viva e interagendo con esso e con le persone che lo vivono quotidianamente. Che l’invasione continui!

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