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Da Downsizing a Suburbicon, Matt Damon incarna le nevrosi d'America a Venezia 74

Protagonista della pellicola d'apertura Downsizing e del nuovo film dell'amico George Clooney Suburbicon, Matt Damon racconta a Festival del Cinema di Venezia gli Stati Uniti dell'era Trump.

Matt Damon a Venezia 74

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Si è chiusa la prima settimana di concorso a Venezia 74, tra film vincitori (su tutti la chiacchieratissima favola romantica di Guillermo Del Toro) e vinti. Tra gli attori però solo uno ha riscosso un successo paragonabile a quello di George Clooney, che ha mandato in visibilio fotografi e fan sfilando al fianco di Amal. Matt Damon dimostra qualche anno in più delle scorse edizioni, ma la stima di registi e colleghi sembra rimanere inalterata nel tempo, tanto che ha sfilato sul tappeto rosso da protagonista per ben due pellicole: il film di apertura Downsizing e la pellicola dell'amico Clooney Suburbicon. 

Un Matt Damon piccolo così: Downsizing di Alexander Payne

Per molti non è stata un'apertura all'altezza della nomea del festival lagunare, ma ha comunque riscosso una certa attenzione il nuovo film di Alexander Payne. Il regista di Nebraska e The Descendants ha sorpreso la stampa con un film dalle sfumature a cavallo tra l'apocalittico e il comico, oltre che a una visione decisamente più positivista del passato. 

Il protagonista assoluto è lui, Matt Damon, che appare in Downsizing più sciupato e bolso che mai. Per Payne - per cui si dice pronto a recitare persino l'elenco telefonico - l'attore ha accettato di interpretare un uomo completamente privo di carisma, una persona buona ma succube delle donne della sua vita, dalla madre malata fino alla moglie Kristen Wiig. Quando uno scienziato norvegese scopre un metodo per rimpicciolire gli esseri umani e ridurne quindi l'impatto ambientale, Paul accetta di miniaturizzarsi fino a un'altezza di 12 cm. Ad attrarlo è la possibilità di condurre una "mini" vita agiata al fianco della moglie, ma le cose non vanno come previsto. 

A colpire dell'America miniaturizzata di Payne è come finisca per riportare le ingiustizie e le discriminazioni degli Stati Uniti di oggi anche nei villaggi dei rimpiccioliti, dove abbondano ingiustizie e lavoratori illegali. Il tema centrale però è la miopia dell'umanità di fronte al declino ambientale della Terra. Nonostante la miniaturizzazione dell'umanità consenta di evitare l'Apocalisse, in pochi decideranno di sottoporvisi, aggravando ancora di più la situazione. 

Un'immagine tratta dal film di DownsizingHDVenezia 74
Matt Damon con la pancia da uomo sposato? Solo per la finzione di Downsizing

Purtroppo però, come spesso capita quando dietro la cinepresa c'è Payne, il film somiglia molto al suo protagonista, ricadendo nella stessa cronica indecisione. Gli spezzoni migliori di Downsizing sono infatti quelli che suggeriscono svolte più estreme e meno buoniste di quelle che poi il film imbocca, con una seconda parte decisamente in calare. 

Suburbicon: Matt Damon è protagonista della favola nera di Clooney e dei Coen

Meno male che c'è Luciana Barroso (al fianco dell'attore nella vita e sul red carpet dal 2005) a consolare Matt Damon all'indomani della proiezione del secondo film di cui è protagonista, stavolta in concorso. Anche Suburbicon dell'amico George Clooney ha convinto la critica solo a metà. Come sottolineato dalla stesso Clooney, subissato di domande a tema politico in conferenza stampa, anche questo lungometraggio tratto da una vecchia sceneggiatura dei fratelli Coen mette al centro temi attualissimi per gli Stati Uniti di oggi, quelli dell'era Trump.

Suburbicon è la cittadina modello dove vive una perfetta famiglia bianca, composta da una coppia (Matt Damon e Julianne Moore), il loro giovane figlio e la sorella di lei. Dopo un tragico incidente in cui quest'ultima muore, tra le mura della famiglia di Gardner cominciano a succedere cose sempre più inquietanti. A parte il piccolo di casa però nessuno sembra farvi caso, perché la cittadina è sconvolta dall'arrivo di una famiglia di afroamericani nel vicinato e decisa a farli trasferire al più presto.

Grazie al sapiente lavoro dei Coen e a un trailer che non svela le carte del film, scoprire quale piega prenderà il personaggio di Matt Damon (e il duplice ruolo femminile di moglie e cognata interpretate entrambe da Julianne Moore) è davvero una sorpresa. A detta di molti Clooney ha reso più debole e meno "cattiva" la naturale ironia nerissima dei Coen, ma forse è esattamente il contrario. Vuoi perché Clooney è un convinto avversario di Trump, vuoi perché la sceneggiatura sui temi del razzismo e del perbenismo abbandonata dai Coen è ritornata tragicamente attuale, Suburbicon è un film diretto con più di una punta di cattiveria dal marito di Amal e divo del grande schermo, che non attutisce e anzi gioca al gioco dei suoi illustri sceneggiatori.

Matt Damon ricoperto di sangue mangia un tramezzino in una scena di SuburbiconHDVenezia 74
Un altro tranquillo americano sull'orlo della nevrosi: Matt Damon indaga il lato oscuro degli Stati Uniti anche in Suburbicon

Brillante, violento e davvero imprevedibile, Suburbicon dona a Matt Damon un ruolo lontano dal suo genere, un cambiamento attoriale da cattivo della storia che gli dona molto. Il solo problema del film è che parte della stampa ha avuto tanta (forse troppa?) fretta di attribuire tutto il merito ai Coen e le colpe a Clooney. A passare in secondo piano ci sono purtroppo tanti elementi notevoli, come le performance di Oscar Isaac e del piccolo ma dotatissimo protagonista, il figlio di Matt Damon interpretato da Noah Jupe. 

Se avete voglia d'indagare al cinema sul risveglio del lato oscuro americano e di farlo con Matt Damon, il consiglio da Venezia 74 è di lasciar perdere Downsizing e concentrarsi su Suburbicon. 

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