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Venezia 74: i film del sesto giorno e l'arrivo di Micaela Ramazzotti

Il sesto giorno del Festival del cinema di Venezia prevede ben tre film in concorso e la proiezione del discusso Caniba incentrato sul cannibalismo. Leggi le nostre sinossi dei film.

Micaela Ramazzotti

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Il programma di Venezia 74 procede serrato tra eventi, premi, red carpet, cadute di stile e sorprese di stile, come le ballerine con fiocco indossate da Lapo Elkann durante la cerimonia del premio intitolato a Franca Sozzani.

Lapo Elkann a Venezia 74HD

Il sesto giorno vede ben tre film in concorso: Una famiglia di Sebastiano Riso, Il terzo omicidio di Kore-Eda Hirokazu e Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh. La giornata sarà movimentata anche da un particolare proiezione nella sezione Fuori Concorso. Si tratta del film Caniba di Verena Paravel. Una pellicola che ha già fatto molto parlare di sé perché racconta del rapporto inquietante tra due fratelli e dell'attrazione umana per il cannibalismo. 

Dai un’occhiata alle sinossi dei tre intriganti film in concorso.

Una famiglia

I protagonisti del film sono una coppia in apparenza normalissima. Maria e Vincent vivono una vita molto appartata nella Roma dei nostri giorni. La loro normalità nasconde però un piano portato avanti con determinazione da Vincent e accettato da Maria per amore nei confronti dell'uomo della sua vita. I due aiutano tutte le coppie che non possono avere figli a costituire una famiglia.

Una famiglia di Sebastiano Riso

All’improvviso le cose cambiano. Maria vorrebbe avere la sua famiglia e questo desiderio implica purtroppo la ribellione a Vincent. Maria ha il volto di Micaela Ramazzotti, mentre Vincent è interpretato da Patrick Bruel. Il regista Sebastiano Riso è al suo secondo lungometraggio, dopo il successo di Più buio di mezzanotte.

Il terzo omicidio

Il regista giapponese Kore-Eda Hirokazu porta al Festival di Venezia una storia su giustizia e verità. Il protagonista del film è un avvocato alle prese con un cliente accusato di omicidio. L’uomo ha già una condanna alle spalle per un delitto commesso 30 anni prima e le possibilità di vittoria sono davvero minime, dato che l’accusato ha persino ammesso la sua colpa.

Nel corso del processo l’avvocato finirà per nutrire dei dubbi sulla colpevolezza del suo assistito, ma dovrà attenersi alla verità processuale. Il film si interroga sulla differenza tra verità e verità processuale e sul funzionamento di un sistema che giudica e condanna senza conoscere appieno la realtà dei fatti.

Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Mildred Hayes (Frances McDormand) ha perso la figlia Angela. A suo parere la polizia non sta facendo abbastanza per arrestare l’assassino e lei decide di scuotere lo sceriffo (Woody Harrelson). Mildred lancia il suo messaggio di protesta usando dei cartelloni pubblicitari, attraverso i quali chiede allo sceriffo di fare giustizia. Inizia così una spirale di incidenti e violenza, aizzata dalla donna piena di rabbia e di desiderio di vendetta.

Il film è una vera e propria dark comedy e si annuncia come il nuovo successo del regista Martin McDonagh (In Bruges - La coscienza dell’assassino e 7 Psicopatici).

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