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Venezia 74: 7 cose da sapere su Nico, raccontata da Susanna Nicchiarelli

A Venezia 74 c'è anche Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli. Ecco cosa c'è da sapere sulla misteriosa ed affascinante icona rock.

Alberto Barbera, Susanna Nicchiarelli e Trine Dyrholm a Venezia 74

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Il concorso della sezione Orizzonti della 74a Mostra del Cinema di Venezia si è aperta con Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli.

La regista italiana torna così sul luogo del delitto, ovvero in quel Lido che nel 2009 la tenne a battesimo con il suo primo lungometraggio Cosmonauta.

Stavolta Susanna ha voluto mettersi alla prova con un biopic, un cast internazionale e soprattutto una delle icone rock più importanti di tutti i tempi.

Una prova che ha ampiamente superato, grazie al suo talento e anche a quello dell’attrice-cantante danese Trine Dyrholm che si è calata nei panni di Nico con un'intensità senza eguali.

Ecco le 7 cose da sapere su quella che è stata definita Sacerdotessa delle Tenebre, che ci vengono raccontate dal film.

Le origini

Nico era diventata famosa negli Stati Uniti, ma era nata in Germania e suo vero nome era Christa Päffgen. I ricordi della Seconda Guerra Mondiale e di una Berlino distrutta vissuta da lei bambina rimarranno ben nitidi nella sua memoria.

Il figlio

Poco più che ventenne divenne madre di Christian Aaron, ma il padre (che era Alain Delon) non lo riconobbe. In compenso i genitori di lui decisero di crescerlo, perché Nico era troppo giovane e conduceva una vita sregolata. È stato proprio lui una delle fonti principali per la realizzazione di questo biopic.

Il male di vivere

Nico era una donna complicata, sapeva essere divertente e ironica ma dentro era terribilmente triste. Un male di vivere il suo, che il figlio Ari sembrava avere ereditato, almeno da giovanissimo.

Bellezza e infelicità

All'interno del film, prima di un concerto, Nico chiede al suo manager se è abbastanza brutta (cosa che in realtà non era) perché ricorda che quando faceva la modella e tutti dicevano che era bella non era per nulla felice.

La presa di distanza dal passato

Lei teneva molto alla sua carriera solista e quando le venivano ricordati gli anni '60, quelli in cui fu musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground, si irrigidiva.

La sperimentazione

Nico amava sperimentare con la sua musica, infatti girava sempre con un registratore portatile per poter catturare i suoni. In particolare pare fosse alla ricerca di un suono che aveva ascoltato durante la sua infanzia, durante l'arrivo degli americani a Berlino.

La morte

Il 17 luglio del 1988, mentre si trovava in vacanza ad Ibiza con il figlio Ari cadde dalla bicicletta e morì il giorno dopo, a causa di una emorragia celebrale.

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