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L'orrore delle parole di un mediatore culturale che avvalla lo stupro su Facebook

Sotto un post riguardante lo stupro di gruppo avvenuto a Rimini nei giorni scorsi, un mediatore culturale ha lasciato un inquietante commento atto a sminuire la gravità della violenza. L’uomo è stato ora licenziato.

Spiaggia di Rimini

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Durante la notte dello scorso 26 agosto l’affollata spiaggia di Rimini è stata teatro di un episodio gravissimo di violenza sessuale che ha visto come vittime due giovani turisti polacchi.

Secondo la ricostruzione dei fatti, la coppia si era appartata sui lettini di un bagno per poi essere aggredita da un gruppo di quattro uomini che hanno malmenato e derubato il ragazzo e violentato ripetutamente la donna. I criminali avrebbero anche, successivamente, abusato di una transessuale.

La notizia, ovviamente, è stata riportata da più quotidiani e, in particolare, sotto un post de Il Resto del Carlino, riguardante proprio questa triste vicenda, è comparso un commento:

Lo stupro è peggio ma solo all'inizio, poi la donna diventa calma ed è un rapporto normale.

A scrivere queste parole offensive e decisamente fuori luogo -  poi puntualmente cancellate - è stato un mediatore culturale, il 24enne Abid Jee, che lavora o - meglio - lavorava presso per la cooperativa bolognese Lai-Momo.

Il ragazzo, fortunatamente, è stato punito per la sua esternazione ed è stato licenziato, come ha sottolineato a La Repubblica Silvia Festi la responsabile dell'area sociale della cooperativa:

Abbiamo verificato e confermiamo che il profilo Facebook corrisponde a un nostro dipendente, stiamo prendendo i provvedimenti conseguenti, confidiamo di potervi aggiornare nel merito nel pomeriggio. Al di là di ogni ferma condanna morale già espressa, riteniamo che questo comportamento abbia danneggiato gravemente la nostra immagine e abbiamo preso fermi provvedimenti, in base a quanto consentito dalla legge. Nel rispetto delle disposizioni vigenti e del contratto nazionale delle Cooperative sociali, infatti, abbiamo avviato oggi una procedura disciplinare e contestualmente abbiamo sospeso il dipendente in via cautelativa da ogni attività lavorativa.

A dirsi indignato per le parole scritte dal mediatore è anche l'assessore al welfare del Comune di Bologna, Luca Rizzo Nervo, che ha rilasciato una dichiarazione scritta in cui si legge:

L'aggressione della coppia polacca a Rimini, lo stupro di gruppo della ragazza e della transessuale è un fatto di una sconvolgente brutalità e disumanità che provoca rabbia e rivalsa collettiva e che chiede di trovare subito i responsabili e chiede alla giustizia di garantire una pena esemplare e certa. Aggiungere all'indignazione per questa vicenda, parole di una gravità inaudita come quelle messe a commento della notizia da parte di un operatore sociale che opera nel campo della accoglienza dei migranti, è intollerabile. Sono certo che la cooperativa sociale, che conosco per la serietà del lavoro che svolge, saprà trarre le conseguenze circa l'incompatibilità fra chi è portatore di una simile idiozia e il compito delicato della mediazione culturale.

Questa vicenda, sulla quale fortunatamente la giustizia sembra stia avendo la meglio, si spera possa fare da triste monito: la violenza di genere passa anche attraverso le parole ed è per questo che chi la avvalla - anche solo verbalmente - va punito con severità e senza sconti.

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