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Game of Thrones: i pro e i contro della settima stagione

La settima annata di Il Trono di Spade è giunta al termine e abbiamo voluto analizzarne cosa ha funzionato e cosa no.

Cersei piccata con Jaime al fianco

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L’inverno è arrivato. Lo aspettavamo da sette stagioni, ce lo hanno promesso al termine della sesta e ci è stato ufficialmente presentato durante il finale della settima.

Quest’anno Il Trono di Spade – Game of Thrones è stata una delle serie TV più chiacchierate, amate (hackerate) e criticate del piccolo schermo, ma ciò nonostante si è riconfermata tra le serie televisive più viste al mondo. Attendevamo trepidanti il ritorno dei nostri sventurati eroi di Westeros, ma questa settima stagione ha nettamente diviso i telespettatori in due grandi fazioni: i pro e i contro.

Nonostante sia impossibile negare l’epicità di alcuni momenti in quest'annata (ad esempio Jon Snow che instaura un feeling con Drogon), è anche piuttosto semplice ammettere (con dispiacere) che ci sono state delle falle nel sistema della serie TV in onda su Sky Atlantic che hanno fatto storcere il naso di molti.

Vediamo insieme cos’è che ha funzionato e cosa no nella settima stagione di Game of Thrones.

PRO

1 - L’evoluzione dei personaggi

Non ci sarebbe alcun Trono di Spade senza i nostri amati personaggi, men che meno senza le loro mutazioni. In questa stagione così rapida, abbiamo assistito all’evoluzione di alcuni personaggi e alla coerenza di altri.

Olenna Tyrell è morta a testa alta, guardando negli occhi il padre di Joffrey Baratheon e ammettendo con tono pacato e soddisfatto di averlo ucciso. Olenna se n’è andata sapendo di aver già fatto ciò che doveva.

Olenna dice a Jaime di Jeoffry
La verità su Jeoffry

Oppure pensiamo a Jon Snow, che è partito come il personaggio più marginale di Grande Inverno per poi diventarne persino il Re, ma sempre mantenendo la sua dolce ingenuità e preservando i valori di giustizia e lealtà. Sapevamo già da tempo quali fossero le vere origini di Jon Snow eppure, grazie all’intervento di Sam e Bran, abbiamo ottenuto la conferma ufficiale che Jon in realtà non soltanto è un Targaryen, ma persino il legittimo erede al trono.

Cersei Lannister è una donna che ha perso tutto ma che continua a lottare per la salvaguardia della propria famiglia, quella stessa famiglia che l’ha più volte pugnalata alle spalle. Nel finale della settima stagione, Cersei e Tyrion si sono finalmente riuniti e hanno realizzato una delle scene più apprezzate dai fan di quest’intera stagione. Entrambi vogliono il meglio per la propria famiglia, nonostante scelgano di agire e pensare in modi differenti.

Cersei indugia
Per la famiglia

Tyrion è sempre stato un ottimo interlocutore - così come Cersei una spietata stratega – e, grazie a questa scena, entrambi hanno ribadito il loro marchio di fabbrica Lannister. Persino Jaime, che si è sempre prostrato ai piedi della sorella, ha iniziato a dimostrare un po’ di spina dorsale e, anziché prediligere un amore incondizionato, Jaime ha scelto di seguire il proprio orgoglio di cavaliere. Durante il finale di stagione, Jaime ha capito che Cersei è disposta a tutto per la sua famiglia. Ma qual è il valore più importante per il primo cavaliere? L’amore o l’onore?

2 - Il riscatto di Arya

La ragazzina impaurita che perse il padre ad Approdo del Re è stata completamente sostituita da una nuova versione più scaltra, cinica e manipolatrice. Fino alla precedente stagione, il personaggio di Arya ancora singhiozzava per riuscire a ritrovare la propria strada finché non l’ha fatto.

Arya si è voluta riscattare (in parte) della sofferenza arrecata alla sua famiglia e ha vendicato le Nozze Rosse uccidendo tutta la famiglia Frey. Il suo ritorno a Grande Inverno (il cui viaggio è stato forse l’unico in vecchio stampo di Game of Thrones, poiché si è sviluppato in più di un episodio) l’ha messa dinanzi una nuova verità: tutto è cambiato e anche lei. Arya non è più quella bambina che gioca a emulare un cavaliere con uno scialbo arco di legno. Adesso è un soldato e ha tutte le carte in regola per essere uno dei migliori dei Sette Regni.

3 - Azione a tutto tondo

L’unica cosa di cui è difficile lamentarsi sono le scene d’azione. Questa settima stagione è stata all’insegna degli scontri (fisici quanto psicologici): abbiamo visto interagire personaggi terribilmente diversi tra loro, casate contro casate, ghiaccio contro fuoco, Targaryen contro Lannister, vivi contro morti. In passato Daenerys è stata distante dallo scenario comune – a differenza delle altre casate – per cui non stupisce la sua costante presenza nelle battaglie di Westeros.

Dany su Drogon che grida Dracarys
Dracarys!

Vederla volare sull’esercito dei Lannister per bruciarli e piegarli al suo passaggio era soltanto questione di tempo, così come vederla sorvolare le lande ghiacciate oltre la Barriera e appurare con i propri occhi la minaccia imminente dei morti.

Gli Estranei sono il nemico di spicco delle ultime stagioni, ma ciò non significa che siano gli unici e questo Cersei Lannister lo ha ben sottolineato, dimostrando che la lotta al potere e la conquista del Trono di Spade sono ancora in gioco.

 CONTRO

1 - La rincorsa narrativa e il teletrasporto

Per sei lunghe stagioni abbiamo vissuto a passo di tartaruga alcuni degli eventi più rilevanti di Game of Thrones (basti pensare a Daenerys bloccata a Meereen), ma ciò non deve essere necessariamente interpretato come un aspetto negativo. A dire il vero, la lentezza scelta dagli autori per sviluppare alcune dinamiche della trama è andata a favore dei personaggi e delle loro evoluzioni, poiché ci ha permesso di conoscerli più approfonditamente, penetrare nella loro pelle e comprenderne ogni sfaccettatura. Perché è questa la base del Trono di Spade: approfondire la complessità di ogni suo personaggio.

Jon nella neve
Jon in the Snow

Nella settima stagione, gli eventi non hanno più badato alla velocità né tantomeno alle distanze. Arrivare alla Barriera sembra essere un gioco da ragazzi, così come spostarsi dal Nord per arrivare a Roccia del Drago. Nel sesto episodio, Jon Snow era oltre la Barriera e ha mandato Gendry Baratheon a chiedere aiuto. La corsa del ragazzo è stata talmente veloce da far pensare a un crossover con The Flash (la serie TV supereroistica) così come il salvataggio di Daenerys. Non ci è stata spiegata la tempistica né verrà mai fatto, ma non sembra piuttosto bizzarro un ritmo così rapido tenendo conto delle precedenti stagioni? Hanno forse sviluppato il teletrasporto oppure hanno trovato un Tardis?

I lunghi viaggi costellati di difficoltà sono stati eclissati dall'urgenza di incastrare quanta più azione possibile. Non possiamo negarlo: la settima stagione è stata frenetica e ricca d'eventi, ma dobbiamo essere capaci di ammettere che forse è stata proprio questa velocità a intaccare la bellezza della serie.

2 - AAA cercasi George R.R. Martin

Martin parla di Winterfell
Dove sei Martin?

Separare una creatura dal suo legittimo ideatore non sempre corrisponde alla cosa giusta da fare. Sapevamo che questa stagione si sarebbe distaccata dall’impronta di Martin – scrittore della saga letteraria – poiché i romanzi attualmente pubblicati hanno terminato il loro percorso cronologico (che marciava di pari passo con la serie televisiva). Questa mancanza qualitativa ha influito sulle scelte stilistiche della settima stagione.

Certo, Martin è il cuore pulsante di questa macchina dell’intrattenimento e ha cercato di prestabilire una linea guida per gli ideatori della serie (David Benioff e D.B. Weiss) ma, per quanto ci piaccia pensare che lo scrittore sia onnipresente, alcune decisioni potrebbero essere al di fuori della sua portata.

Composta da sette episodi (numero inferiore rispetto alla classica struttura da dieci), la settima stagione di Game of Thrones ha puntato sulla quantità anziché la qualità. Scontri infuocati e ghiacciati, discussioni strategiche a tavolino e indagini tra antiche pergamene hanno contraddistinto questa accattivante e dinamica settima stagione che però ha conosciuto il sapore della superficialità nella struttura narrativa. Dialoghi scialbi, talvolta inappropriati (basti pensare alla piazzata imbarazzante di Euron Greyjoy a Fossa del Drago in Il drago e il lupo) uniti a una superficialità di dettagli e coerenza narrativa hanno intaccato il flusso prestigioso di questa serie televisiva.

Ellaria impaurita e prigioniera
Che fine ha fatto Ellaria?

Facciamo qualche esempio: che cosa è successo nella cella di Ellaria Sand? Cersei l’aveva catturata e aveva deciso di punirla uccidendole la figlia sotto gli occhi con l’ausilio di un veleno. Ma è già accaduto, dovrà accadere? E noi lo sapremo mai?

Oppure l’inserimento del già citato Euron. Lo conoscevamo già dall’anno scorso eppure, all’inizio della settima stagione, è stato introdotto come un personaggio di grande rilevanza per poi scomparire dopo aver abbattuto le navi nemiche di Daenerys e aver fatto prigioniera sua nipote Yara. In altre circostanze, la peculiarità di questo personaggio sarebbe stata certamente approfondita.

3 - La (fiacca) riunione degli Stark

arya guarda male sansa
Scontro tra sorelle

I loro tragici destini si sono finalmente ricongiunti a Grande Inverno, eppure la tanto attesa riunione degli Stark ha lasciato molto a desiderare. Sansa e Jon si erano già ritrovati nella sesta stagione e, in seguito alla Battaglia dei Bastardi (con l'intervento di Ditocorto), Grande Inverno è tornata sotto il dominio degli Stark. L'incontro tra le due sorelle è stato a tratti distaccato, come se anziché riunire la famiglia le due stessero salutando un lontano parente indesiderato. Per non parlare dell'arrivo di Bran, la cui reazione fredda potrebbe essere giustificata dal fatto che sia diventato il Corvo con tre Occhi e dunque dentro di lui ci sia rimasto molto poco del bambino Stark di sette anni fa.

arya arrabbiata con sansa
La guerra continua

La guerriglia tra Arya e Sansa non ha fatto altro che alimentare i vuoti nella struttura narrativa, soprattutto perché poco fondati e incoerenti rispetto al percorso di questi personaggi. Sansa è maturata tantissimo dall'inizio della serie televisiva, così come Arya. Allora perché entrambe si sono lasciate manovrare da Ditocorto? Nel finale di stagione, quest'ultimo è stato giustiziato dalle due sorelle in combutta nonostante avessero fatto intendere tutt'altro. Ma quand'è che le due Stark hanno deciso di giustiziarlo? Quand'è che hanno suggellato una tregua? Troppi dettagli trascurati e inesplorati per rendere queste due storyline integre e coerenti.

4 - Il fanservice: la terra di mezzo

La critica maggiore che è stata volta a questa settima stagione di Il trono di Spade è stato il fanservice, ovvero quegli eventi realizzati appositamente per soddisfare le aspettative dei telespettatori. Un esempio rapido e indolore? Il cameo di Ed Sheeran, talmente disprezzato dai fan che il cantante si è dovuto cancellare da Twitter.

Da ciò deriva l’idea che Game of Thrones sia diventato scontato e prevedibile. Purtroppo la questione del fanservice oscilla tra pro e contro, per cui abbiamo preferito inserirla in una categoria di mezzo.

Il punto più alto della discordia è stato l’incontro tra Daenerys Targaryen e Jon Snow, previsto da tempo (dallo stesso Martin) così come era sperata la loro storia d’amore. In molti hanno additato questa nascente coppia come irrealistica e affrettata, ma c’è da dire che le tempistiche rapide in Game of Thrones non riguardano soltanto i viaggi per i Sette Regni: talvolta corrispondono anche in amore.

Daenerys e Jon insieme nella grotta
Insieme!

Il tempo in questa serie televisiva è relativo, non abbiamo mai la certezza di quanti giorni, ore o mesi siano passati. L’unica certezza che abbiamo avuto fino ad ora è che l’inverno stava arrivando e adesso è qui. Punto.

Il fatto che questi due personaggi (amati anche singolarmente dal pubblico) si siano incontrati, subito piaciuti e amati, ha lasciato pensare che questa stagione si sia concentrata molto su quest’aspetto romantico andando a intaccare l’obiettivo della trama. I loro sguardi turbati (quasi ormonali) e i continui tentativi di compiacersi a vicenda hanno suscitato l’irritazione dei fan che hanno visto quest’unione piuttosto forzata.

Dany dà una mano a Jon
Fuoco e ghiaccio

Ma, nello specifico, ad aver infastidito è stata la nuova scelta narrativa. La loro storia d’amore è sbocciata esattamente come tale, un amore che si è nutrito di sguardi e sorrisi, che si è costruito tra un discorso politico e una carezza al drago, un amore basato sulla stima e ammirazione reciproca. Jon ha visto in Daenerys una donna che si è fatta forza delle sue fragilità, una persona violata che ha sofferto e ha avuto il coraggio di rialzarsi e combattere in onore della libertà e della giustizia. Così come Daenerys ha visto in Jon un uomo leale e talvolta fin troppo ingenuo, disposto a lottare per una giusta causa anche a costo della propria vita.

Jon bacia Dany
E fu così che si baciarono

Allora perché dovremmo parlare di fanservice? Certo, rispetto ai canoni brutali di Game of Thrones la storia della coppia stata fin troppo romanzata e delicata (come anche la scena d’amore tra Verme Grigio e Missandei), ma perché dovremmo guardarla con sospetto? La velocità con cui si sono innamorati non dovrebbe stupire perché in Game of Thrones non sono stati gli unici. Tutte le storie d’amore nascono e spesso si esauriscono in fretta: a restare in piedi nel corso delle stagioni sono soltanto quelle platoniche (come Jorah con Daenerys).

Jon fa una domanda a Dany nell'arena
E adesso?

Adesso che l’inverno è arrivato – e gli Estranei hanno superato la Barriera – ci saranno altri problemi a cui badare nell’ottava (e ultima) stagione di Il Trono di Spade.

Quali sono stati secondo voi i punti di forza e di debolezza di questa settima stagione?

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