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Edgar Wright: Baby Driver, un sogno (in musica) lungo vent’anni

Il regista Edgar Wright, prima di approdare al Festival di Venezia come giurato, ha chiuso il suo tour per la promozione di Baby Driver a Roma, dove ci ha parlato del suo nuovo film.

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È uno dei registi cult della sua generazione Edgar Wright. Classe 1974, il cineasta inglese è noto al pubblico grazie a pellicole come L’Alba dei Morti Dementi - lungometraggio apprezzato addirittura dal compianto George Romero, da cui ha tratto spunto - e alla Trilogia del Cornetto.

Wright ha deciso di chiudere il suo tour promozionale di Baby Driver a Roma, dove lo abbiamo incontrato e abbiamo parlato con lui nella nostra videointervista che potete vedere qui sopra. Edgar ha fatto tappa nella capitale prima di recarsi al Festival di Venezia dove sarà uno dei giurati della 74esima edizione:

Non sono mai stato al Festival di Venezia ma ho fatto parte della giuria del Sundance. La cosa più bella di fare il giurato è vedere film che non avresti occasione di vedere altrimenti e farlo insieme al pubblico. Dal canto mio posso dire che cercherò di essere obiettivo nei miei giudizi, senza alcun preconcetto.

Baby Driver è la storia di un ragazzo che ha un grande talento nella guida, peculiarità che mette alla mercé di una banda criminale. Quello stupisce della pellicola - oltre a una grande armonia tra immagini e musica - è che, rispetto agli altri film di Wright, questa sua ultima fatica è forte di un finale decisamente più convenzionale ed etico:

Volevo proprio un finale morale, invece lo studio desiderava che il protagonista la facesse franca punto e basta. Io volevo che si prendesse le sue responsabilità. In fondo anche i film gangster americani degli anni ’30, che io adoro, si chiudevano in maniera etica. È qualcosa a cui tengo perché il contrario non mi ha mai convinto. Quando ero bambino e vedevo protagonista farla franca alla fine mi chiedevo cosa accadesse, anche solo 15 minuti dopo la fine del film.

Ansel Elgort alla prima di Baby DriverHD

Oltre al finale, anche il protagonista du Baby Driver - interpretato da Ansel Elgort - ha alcune caratteristiche molto originali se messo a confronto con gli altri personaggi della - breve ma intensa - cinematografia di Wright:

Tutti i miei film possono essere definiti una sorta di coming of age ma Baby Driver è un po’ il contrario: Baby all’inizio del film è un criminale e aspira a tornare ad una vita normale e nelle altre mie pellicola, invece, c’erano personaggi che diventano eroi, che puntano alla stra-ordinarietà.

E, a proposito di persone che puntano a fare cose straordinarie, Edgar Wright anche in questa sua pellicola è riuscito a mescolare i generi rendendo musical un chase movie:

Le canzoni sono venute prima delle scene: Non scrivevo nulla senza prima aver trovato la giusta canzone, e se avevo diverse canzoni in testa non iniziavo fino a che non avevo scelto quale usare. Quindi alla fine della scrittura avevo il 90% della soundtrack decisa, a quel punto facevo lo storyboard di tutto con i tempi precisi calcolati sulla musica, e nelle prove con gli attori potevamo lavorare già con le canzoni. Il punto quindi è che le canzoni che senti nel film sono state suonate sul set e gli attori le ascoltavano mentre recitavano. 

Wright è uno dei pochi registi che è riuscito ad imporre la sua “arte” sulle regole delle major per le quali più volte ha lavorato, senza mai scendere a compromessi:

Molti registi fanno un film per gli studios e uno per sé, io invece credo che il trucco sia fare film solo per sé mascherati da film per gli studios. Ho trovato la mia maniera di realizzare film mainstream che però contengano anche le idiosincrasie del cinema più di nicchia: accattivanti per un pubblico ampio ma dotati di aspetti inattesi.

D’altronde Wright è una persona decisamente fedele a se stessa, come ha dimostrato rinunciando alla regia di Ant-Man e voltando le spalle alla Marvel che non ha accettato il suo script per il film. poi diretto da Peyton Reed:

Ero molto fiero della sceneggiatura che avevo scritto per Ant-Man, ma mi era stato detto che non potevo girare quello script. È stata una decisione difficile ma o facevo solo il regista o non lo facevo proprio. Ho sempre scritto e diretto tutti i miei lavori, non voglio essere un regista in affitto. Non ho rimpianti, specie ora che ho fatto Baby Driver. La cosa divertente è che quando mi hanno proposto Ant-Man ho pensato ‘forse se faccio questo grosso film di supereroi poi riuscirò a girare Baby Driver…" e invece non ho fatto quel film, eppure sono riuscito comunque a girare Baby Driver: lieto fine per tutti.

Baby Driver uscirà nei cinema italiani il prossimo 7 settembre.

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