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L'una e l'altra di Ali Smith, la recensione: storie di donne tra presente e passato

L'una e l'altra è l'ultimo romanzo della scrittrice scozzese Ali Smith. L'opera letteraria ha riscosso molto successo, candidandosi nella rosa dei 5 finalisti del Premio Strega Europeo 2017. Ecco la nostra recensione del romanzo!

La scrittrice Ali Smith

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Due donne diverse e provenienti da epoche altrettanto differenti sono le protagoniste de L'una e l'altra, l'ultimo romanzo della scrittrice scozzese Ali Smith.

La prima donna appartiene al '400 ed è una pittrice, costretta a vivere sotto mentite spoglie maschili perché la sua epoca non accetta che le donne possano dedicarsi all'arte in qualsiasi sua declinazione. Ali Smith immagina che dietro l'identità del noto pittore ferrarese Francesco del Cossa, di cui si hanno scarse notizie, si nasconda l'identità di una donna.

La seconda protagonista del romanzo si chiama Georgia, chiamata George, ha sedici anni e appartiene al nostro tempo. La ragazza si ritrova a fare i conti con la morte improvvisa della madre, una nota attivista politica, che le lascerà un vuoto incolmabile. 

La copertina de L'una e l'altraCopyright Sur

L'una e l'altra: cosa accomuna le due protagoniste?

Le due donne hanno in comune la perdita della figura materna, l'elaborazione del lutto, la mancanza e il peso di dover affrontare la quotidianità senza l'occhio amorevole di una figura così importante.

I ricordi che ha Georgia della madre sono nitidi e numerosi e probabilmente fanno più male di quelli della pittrice.

George ha deciso che da oggi in poi, ogni singolo giorno, per tutto questo primo anno in cui sua madre non sarà più viva, non solo indosserà qualcosa di nero, ma per ricordarla farà anche il balletto Anni Sessanta, come faceva lei. L'unico problema è che George dovrà ascoltare delle canzoni, e ascoltare le canzoni è una delle cose che non riesce più a fare senza provare una tristezza che le fa male in mezzo al petto.

La pittrice ha ricordi sbiaditi della madre e sono come obnubilati dal tempo passato. Lei cerca di ricordarla attraverso particolari impercettibili, come l'odore della genitrice impresso sugli abiti che indossava quando era viva.

Poi, quando mia madre era ormai sotto terra, e io ero ancora abbastanza piccola per poterlo fare, un giorno mi infilai nella cassapanca dei vestiti che aveva in camera da letto e tirai giù il coperchio: ero circondata da stoffe lucide, tele di lino, canapa e lana, cinture e legacci, la sottoveste, i vestiti da lavoro, la sopravveste, il vestito lungo, le maniche e ogni cosa era vuota di lei ma con il suo odore. Col passare del tempo l'odore di lei cominciò a svanire, o la mia capacità di riconoscerlo si fece meno acuta.

Ciascuna delle due protagoniste è accompagnata da una malinconia interiore che si palesa, in ciascuna, attraverso una sensibilità delicata. George cerca di ricordare la madre, omaggiandola attraverso le cose che lei amava fare quando era ancora in vita. La pittrice, invece, comunica attraverso la forza espressiva che emanano i suoi dipinti.

Le due donne, pur appartenendo a tempi diversi, riescono ad entrare in contatto tra loro. Un giorno George rimane colpita da un quadro di Francesco del Cossa: più lo osserva, più scopre dettagli interessanti e non riesce a fare a meno di guardarlo.

Per scoprire il resto non vi resta che leggere L'una e l'altra di Ali Smith e lasciarvi sedurre dalle pagine del suo romanzo, entrato nella rosa dei 5 finalisti del Premio Strega Europeo 2017.

Buona lettura!

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