Stai leggendo: Le passioni di Todd Haynes a Locarno 70: il cinema, Julianne Moore e Mary Poppins

Prossimo articolo: Vanessa Paradis a Locarno 70: da attrice e donna mi lascio guidare dal cuore

Letto: {{progress}}

Le passioni di Todd Haynes a Locarno 70: il cinema, Julianne Moore e Mary Poppins

Il regista di Carol e Velvet Goldmine incontra il pubblico a Locarno e racconta del rapporto con le donne della sua vita: Julianne Moore, Cate Blanchett e Mary Poppins!

Todd Haynes a Locarno 70

0 condivisioni 0 commenti

Venne lanciato da uno scandalo e trovò rifugio al Festival di Locarno, da sempre attento alle pellicole più che al gossip. A 25 anni dal suo primo passaggio al Festival elvetico, il regista Todd Haynes è tornato in Svizzera per la 70esima edizione di Locarno e, dopo aver ritirato il Pardo d'Onore, ha ripercorso la sua carriera in un incontro pubblico, partita proprio da quel primo, controverso film, Poison. 

Todd Haynes a Locarno 70: il Fellini della Fellatio

È lo stesso regista di Carol ad ammettere candidamente che se la sua carriera è partita da subito con l'attenzione insperata dei media, il merito e la colpa è stata di Poison. Il suo primo film fu proprio quello che presentò negli anni '90 a Locarno e che è tornato a introdurre al pubblico in una retrospettiva a lui dedicata. 

Oggi è considerato un caposaldo della new wave del cinema queer scatenata dall'epidemia di AIDS, praticamente un classico del genere LGBT, ma all'epoca destò uno scalpore incredibile negli Stati Uniti per via delle scene sessualmente esplicite e gay, per giunta finanziate dai fondi pubblici: 

Venne organizzata a Washington una proiezione speciale per i senatori di Poison e venne fuori quello che secondo me rimarrà il titolo a me dedicato migliore di sempre: Todd Haynes, il Fellini della Fellatio. In quello scandalo ci fu un lato positivo: fece molto parlare del problema dell’AIDS negli Stati Uniti in un periodo critico come l'inizio degli anni '90. Comunque fui davvero felicissimo di venire a Locarno per parlarne finalmente come film in quanto tale.

Todd Haynes e le sue muse: Julianne Moore e Cate Blanchett

Dici Todd Haynes e pensi a Julianne Moore e Cate Blanchett, due attrici che ricorrono parecchio nella sua filmografia, per giunta in alcuni dei ruoli più iconici da lui mai creati. Il regista, a Locarno 70, ha raccontato il retroscena del casting delle due star hollywoodiane in alcuni suoi film. 

Julianne Moore, oggi amica di famiglia di Haynes, è passata alla storia nel suo ruolo in Lontano dal paradiso, ma la loro prima collaborazione risale al secondo film del regista, Safe. Allora l'attrice era una star in ascesa, con un film molto chiacchierato di Robert Altman in arrivo. Haynes riuscì a vedere con largo anticipo il film e le inviò il copione del film. Moore acconsentì a fare un reading (una lettura privata di alcuni passaggi del copione) e Haynes rimase sbalordito: 

Appena entrò nella stanza, fui colpito nel profondo da come usò in maniera unica la sua voce, come mai più fece dopo negli anni della nostra amicizia. Usava questo accento sud californiano che mai le avevo sentito. Faceva così no? Come se alla fine di ogni frase ci fosse una domanda? Rimasi a bocca aperta.

In I'm Not There, un gruppo di famosi attori interpreta Bob Dylan nelle varie fasi della sua vita personale ed artistica. Cate Blanchett si è calata forse nel Dylan più controverso, quello di No Destination Home di Scorsese, in cui il musicista diventò magrissimo, androgino, quasi folle. Haynes decise quasi subito che a interpretare quel ruolo sarebbe stata una donna forte. Haynes cominciò a incollare le facce di alcune interpreti papabili sulle foto dell'epoca di Dylan, alla ricerca di una somiglianza fisica. Poi chiamò la Blanchett e la mise alla prova: 

Mi serviva qualcuno di forte e coraggioso per farlo e scelsi Cate Blanchett dalla shortlist di attrici. Prima di confermarle la parte, ho tentato in tutti i modi di spaventarla, mostrandole delle clip molto impressionanti dell'epoca. Lei le osservò attenta e sempre più interessata e dichiarò fermamente: lo voglio fare io. Credo sia ancora una delle sue performance migliori.

Todd Haynes e quella magnifica ossessione di bambino: Mary Poppins

Se tra le sue influenze cita spesso Fassbinder e Hichcock (che sta rivedendo in questo periodo, in vista di un futuro progetto), il film che ha cambiato la vita al piccolo Todd è un classico della Disney, Mary Poppins.

Il regista ride divertito e racconta di un'epoca in cui il cinema era un'esperienza irripetibile, dato che non c'erano DVD e Blu-Ray, eppure un film poteva comunque segnarti dentro: 

Quando lo vidi avevo forse 3 anni, credo sia stato il primo film che io abbia mai visto. Ha penetrato il mio essere, ha avuto un effetto psicotico su di me. Ero così estasiato che avrei voluto vestire mia madre da Mary Poppins, da quanto mi era entrato nel DNA. 

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.