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La collezione di moda di Vaquera ispirata a The Handmaid's Tale [GALLERY]

Vaquera ha organizzato una sfilata a New York con una collezione a tema The Handmaid’s Tale. Gli Occhi erano dappertutto, mentre gli abiti dominavano la passerella.

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Non avrebbero mai dovuto darci delle uniformi, se non avessero voluto farci diventare un esercito” dice June/Offred nel season finale di The Handmaid’s Tale.

E quelle uniformi rosso Bibbia sono state il punto di partenza per Vaquera, un brand indipendente che dalla nicchia è volato fino alla passerella con una collezione di abiti ispirati ai costumi delle sfortunate ancelle.

L’abito costrittivo da ancella diventa un must-have

Teoricamente, non ci sarebbe nulla di trendy nell’abito delle ancelle, che di certo avrebbero preferito indossare crop top, pellicce, outfit in denim o minidress.

The Handmaid’s Tale, tratto dal romanzo omonimo di Margaret Atwood, racconta di un futuro distopico in cui una setta, con un colpo di stato, stabilisce un regime di “ritorno ai valori delle origini” e, per risolvere il problema della non-fertilità, trasforma una serie di ragazze di “casta bassa” in ancelle, condannate a vivere con una coppia sterile e destinate ad aspettare un figlio dal padrone di casa. 

I costumi delle ancelle in The Handmaid's TaleHDHulu
Le ancelle sfilano in città in The Handmaid's Tale

Questo atto limitante e oppressivo è visto dalla società come un rito sacro, che accompagna anche il rapporto sessuale forzato tra ancella e padrone.

Il momento della possibile fecondazione prende i contorni e le forme di una cerimonia religiosa, basata su alcuni versetti della Bibbia.

Le cosiddette zie, che amministrano le giovani ragazze fertili, sono incaricate di far sembrare le ancelle tutto fuorché sexy amanti dei mariti: le sfortunate sono costrette a indossare lunghe tuniche rosse e una cuffietta bianca che copre i capelli e ne appiattisce le individualità.

Le mogli, al contrario, sono vestite con abiti verdi e lunghi ma meno costrittivi.

L’obiettivo della Repubblica di Gilead, che ha preso il posto del Nord America, è proprio eliminare le specificità, appiattire le identità, i modi di vestire e gli stili delle singole donne e ridurre i loro guardaroba a un gigantesco cestino di abiti rossi e senza forma.

Il costume completo delle ancelle di The Handmaid's TaleEtsy
Il corredo dell'ancella

Il collettivo di designer newyorchesi Vaquera, cavalcando il trend da bingewatching ossessivo-compulsivo della serie TV di Hulu, ha rubato il codice genetico dei costumi trasfigurandolo in una serie di elementi d’avanguardia pronti a sfilare in passerella. 

E così vestirsi da ancella è diventato (se non proprio un must) un'avanguardia stilistica.

La collezione ispirata ad Handmaid’s Tale: l’esplosione delle specificità

Gli abiti non sono in vendita e il loro successo è partito da un profilo Instagram, per poi diffondersi tramite hashtag e arrivare alla vera e propria sfilata, al Lower East Side di Manhattan. Per la precisione, il défilé ha avuto luogo alla Fondazione Angel Orensanz, una goth sinagoga. 

Emma Wyman, chief fashion editor di Dazed, ha organizzato il tutto e la sfilata ha preso più le forme di uno spettacolo trippy che un classico fashion show da settimana della moda. Esattamente come in The Handmaid’s Tale, il lato oscuro ha preso il sopravvento. 

Al centro della Grande Mela - potente catalizzatore di trend, oggetti mainstream, culture e controculture - sono arrivati i vestiti delle ancelle, con la loro anima rebel che i mantelli e le cuffie non sono riusciti a controllare

Serve forse dirlo? Il colore dominante è il rosso.

Il concetto è la ribellione, ribellione “da ancella oppressa” ma anche a livello di stile, di creatività, come specchio della libertà assoluta di vestirsi e anche di coprirsi completamente. L’ancella indossa il proprio costume in funzione di un atto ribelle, di risveglio personale e sociale che – si spera – dovrebbe sovvertire l’asfissiante sistema.

💄The Vaquera X Handmaid's Tale lookbook is up on vogue.com💄

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L’idea delle ancelle è stato il nocciolo che poi è passato a designare diverse altre formule di divise, come quelle delle cameriere. A spiegare questo accostamento è stato DiCaprio, uno dei quattro designer.

Suppongo che le schiave sessuali e le operatrici dei ristoranti abbiano qualcosa in comune… sempre sotto il suo Occhio!

La protagonista è stata la tunica rossa, a cui Vaquera si è ispirato realizzando una palette di varianti che cercano – paradossalmente – di lanciarsi a costruire diverse individualità.

The man painstakingly making sure my dress is perfect, is the inimitable force that is my dresser Rudy Rojas. He was on set before I arrived, at my side every single hour of every single day, and was still at work after I had wrapped. And I worked almost every single day for over 5 months so you can imagine how much that was. He is not only one of the most professional men with a brutal eye for detail ( he can see a crooked bonnet when nobody else in the world can) , but he worked tirelessly to help bring Offred/June to life. I would quite literally not have been able to do this show without him. He kept me warm when I was freezing, made me feel safe and confident, and the best part did it with a smile and a generous kind spirit. So grateful for your work Rudy and I love you. Can't wait for more adventures in season 2!!! 😘👊🏻 #HandmaidsTale - EM @elisabethmossofficial

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La sfilata era popolata di altri oggetti ed elementi che ricordavano lo show Hulu: gli accessori di Serena Joy e le altre mogli, l’uso del verde acqua, il simbolismo dei libri (vietati a Gilead!).

Ma il concetto più importante che Vaquera sembra aver voluto esprimere sono gli ossimori del sistema Gilead, una società che si basa sulla mercificazione sessuale di donne mortificate in costumi che impediscono di mostrare anche un solo brandello di sensualità e sessualità.

L’antitesi più forte, che passa come chiaro sottotesto nella serie, è quella tra santa e prostituta, ancora più icastica e potente su una passerella fashion.

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Ribellione, potenza e autocoscienza – tre elementi fondamentali del popolo in divenire delle ancelle – hanno sfilato insieme ai pantaloni e ai lunghi abiti ispirati agli indimenticabili costumi della serie TV disegnati da Ann Crabtree.

Questa lacerazione tra mondo reale e mondo formale è tornata nella sfilata, con una modella quasi nuda con in mano un ombrello e addosso una tenda gigantesca o abiti opprimenti costruiti con maniche trasparenti.

La sfilata è stata caratterizzata da una serie di “spettacoli”, come un bacio gay – citazione importante, che chi ha visto la serie coglierà al volo –, una modella con addosso un cuscino o una con una t-shirt con la scritta Eva e un sacchetto di arance in mano.

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C’erano ricchi rimescolamenti di gender, con uomini con le tuniche rosse e abiti che inneggiavano al voto femminile, citazioni di inizio ‘900. Per Vaquera The Handmaid’s Tale è stato lo spunto televisivo per raccontare un mondo, quello delle criticità di gender e delle sue possibili, inquietanti evoluzioni.

🌈Happy Pride🌈

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Vaquera ha fatto centro: impossessandosi della forza dello show Hulu, ha sfidato proprio a New York, dispositivo centripeto di tanti strati social e culturali, la moda canonica, la concezione femminile e il retroterra politico della collezione quanto della serie TV. 

Vaquera condivide il senso estetico con gli scenografi e i costumisti: le linee essenziali e severe, il gusto paradossale di “barocco ripulito”, le forme e le silhouette dal taglio settecentesco che si scontrano con gli oggetti pop usa e getta che stanno dominando l’estate, dagli unicorni ai fenicotteri fino ai motivi dei Tropici.

Moses, uno dei quattro designer, ha spiegato l’affinità della propria poetica stilistica con l’impatto rosso di The Handmaid’s Tale.

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In un mercato già saturo, è fondamentale per noi lanciare un messaggio forte, quando ci mettiamo a disegnare.

Taubensee ha spiegato la propria visione della collezione.

Ci piace discutere di temi forti in America. E l’appiattimento delle singole individualità è una cosa fondamentale, anche in altri territori.

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Vaquera: disegnatori huludipendenti

Vaquera è una label indipendente e un collettivo composto da quattro designer: Patric DiCaprio, Bryn Taubensee, David Moses e Claire Sully. Tutti sono fan di The Handmaid’s Tale ma il principale è DiCaprio.

Lo stilista ha rivelato qual è il suo momento preferito (nel libro): la fine.

Credo che lasci molte domande senza risposta, è elettrizzante per le persone aggiungere le proprie opinioni e i propri punti di vista.

So excited, thank you @cfda @voguemagazine! 📸 @dubfoster

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E dall'inquietante creatività dell'asfissiante mondo delle ancelle è nata altra creatività (o altra arte, se si può usare questo termine): quella di Vaquera che, incrociando le ancelle con le discussioni attuali sulle donne, ha portato gli abiti nella nostra società e li ha contestualizzati in mezzo a un reticolo di interrogativi sociali.

Che ne pensate degli abiti ispirati a The Handmaid's Tale?

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