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Okja e gli altri: i film da vedere sui difensori degli animali

Il salto dell'orca Willy, la fuga dei cuccioli di dalmata, il supermaiale da salvare, gli spiriti della foresta giapponese... ecco i film imperdibili dalla parte della Natura.

Un fotogramma del film La Carica dei 101

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Quando si parla di film sulla natura e sugli animali è molto probabile pensare per prima cosa ai film per la famiglia, cartoni animati Disney su tutti, e a volte è un ricordo dolceamaro. Chi di noi non ha avvertito almeno una volta il bisogno di condividere il dolore causato da Bambi, e quanti di noi ricordano con un certo malessere quella scena del canile di Lilli e il Vagabondo? Ma ci sono anche quei gloriosi ricordi della masnada di pelosi salvati dalla famiglia Newton nei film sul San Bernardo Beethoven, o la completa redenzione di King Kong nelle ultime due opere cinematografiche a lui dedicate, da Peter Jackson qualche anno addietro e da Jordan Vogt-Roberts solo qualche mese fa: ora il gorilla gigante è soprattutto un eroe solitario, e di davvero mostruoso ha solo le dimensioni.

Insomma, di occasioni per amare la natura tramite i suoi portavoce animali il cinema ce ne continua a dare tante, e forse la più insolita - che poi proprio a Kong deve molto - è la storia di Okja, la creatura fantastica che ha subito fatto recentemente parlare di sé, quando è sbarcata sulla Croisette prima e nelle case di tutti noi tramite Netflix poi. La scopriremo tra poco, nella nostra lista di film imperdibili sui difensori della natura.

1 - Okja (2017)

Definito il primo action movie vegetariano, il film racconta la storia di una creatura a metà tra un maiale e un ippopotamo (Okja) e della sua magica amicizia con una bambina, Mija (Seo-Hyun Ahn), la quale arriva a rischiare tutto per impedire che una potente multinazionale rapisca proprio il suo peculiare compagno di avventure, spostando la vicenda dalle incantate montagne coreane alla cinica e minacciosa New York. Il film, diretto dal regista Joon-ho Bong e del cui cast fanno parte anche Jake Gyllenhaal, Paul Dano e Tilda Swinton è un’affascinante avventura che ha sciolto i cuori di molti, divenendo un instant cult.

2 - Gorilla nella Nebbia (1988)

Il film per eccellenza sui difensori degli animali. Il biopic della primatologa Dian Fossey, brutalmente assassinata nel 1985 nella sua capanna in Ruanda dove viveva da venti anni per studiare da vicino i gorilla, uscì al cinema quasi 30 anni fa, ebbe grande successo, mostrando al mondo le condizioni di grande difficoltà in cui versavano quei primati, vittime di un bracconaggio sfrenato e spingendo molti enti di beneficenza ad attivarsi per preservare questi animali e conservare il loro habitat

Una curiosità: Sigourney Weaver, che interpretò la zoologa nel film, arrivò a comunicare con i gorilla. Poiché infatti questi grandi animali si erano abituati ad essere osservati dalla dottoressa, arrivarono ad accettare l’attrice, che imparò i gesti e i grugniti usati dalla stessa Fossey per farsi capire da loro. Disse una volta al New York Times:

Ho passato talmente tanto tempo con loro che si sono dimenticati che ero un’estranea.

3 - Babe, maialino coraggioso (1995)

Questo classico per tutta la famiglia narra la vicenda di un giovane maialino (Babe) che riesce a scampare al proprio destino - finire servito come portata principale durante le feste - e diventa un provetto pastore insieme ai cani con i quali è cresciuto. Questa piccola favola si rivelò un successo incredibile, fu nominato a sette Oscar e ne portò a casa uno, per gli effetti speciali. La storia scalda il cuore, ma non è pura melassa: impossibile non notare ora la sottile vena di cupo humor che lo percorre, dopotutto parliamo di carne da macello. Ed è proprio lì che sta la forza del film, che funziona a tutte le età, resistendo ancora alla prova del tempo: in quel pizzico di verosimiglianza nella premessa ad una vicenda fantastica in ogni senso.

3 - L’Alba del Pianeta delle Scimmie (2011), Apes Revolution - Il Pianeta delle Scimmie (2014), The War - Il Pianeta delle Scimmie (2017)

La saga che ha re-inventato magistralmente il mondo introdotto nel cinema dal film con Charlton Heston del 1968 (e che anche finito di seppellire il remake di Tim Burton del 2001), è riconosciuto come il primo film live-action raccontato dal punto di vista di un animale senziente, un personaggio capace di pianificare strategie, organizzare e poi condurre una rivoluzione con il quale il pubblico instaura un forte legame emotivo. Rivoluzione contro gli umani che da sempre hanno fatto dei primati come il protagonista (Andy Serkis) le proprie cavie o esemplari da esibire, e per questo il film è stato accolto dagli animalisti come un importante baluardo contro il maltrattamento e la sperimentazione sugli animali. Eppure c’è chi dice che la pellicola non ci parla tanto degli animali quanto del loro rapporto con gli umani, e che tutto il film è impregnato di una retorica umanizzante che alla fine ne fa un’indagine delle nostre convinzioni su ciò che significa essere umani piuttosto che un manifesto promotore dei diritti degli animali. Un dibattito avvincente che rende ancora più interessante la visione di questa notevole trilogia.

4 - La Principessa Mononoke (1997) e i film di Miyazaki

Quando un villaggio in espansione minaccia la sopravvivenza di un grandioso ed ampio ecosistema nel Giappone feudale, gli animali e gli spiriti della foresta si alleano per cercare di eradicare tutti coloro che vogliono danneggiare la natura, aiutati dalla Principessa Mononoke. La poesia del capolavoro animato di Hayao Miyazaki non è la sola opera che vuole metterci in guardia dallo sfruttamento intensivo dell’ambiente che inevitabilmente porta alla sua distruzione, ma il modo in cui questo messaggio ci viene trasmesso è unico. Nel film Miyazaki usa la personificazione degli animali per argomentare che gli uomini devono avere più rispetto per la natura, ma non nel modo tenero e dolce dei personaggi Disney: il gorilla qui esprime il desiderio di mangiare gli umani, i cinghiali sono ossessionati dalla voglia di andare in guerra, e uno dei lupi vuole mordere il protagonista Ashitaka in faccia. È così che questi personaggi diventano così comprensibili per noi, riuscendo a farci capire che gli animali non devono essere usati come oggetti a nostra disposizione. Imperdibili per gli amanti degli animali, sempre firmati da Miyazaki, Il mio vicino Totoro e Nausicaa.

Uccidi gli umani, salva la foresta.

5 - Free Willy (1993)

È una scena scolpita nella memoria di tantissimi spettatori quella immortalata anche nella locandina del film (attenzione allo spoiler, che però trattandosi di un film per la famiglia, non è così imprevedibile): un’orca assassina in cattività salta sopra la barriera che la contiene per nuotare finalmente in mare aperto, libera di riunirsi alla sua famiglia. Willy è un’orca di tre tonnellate, catturata nell’Oceano Pacifico per diventare il numero principale di un parco acquatico, sfruttata a proprio piacimento finché ai piani alti non si rendono conto che non è più fonte di profitto e decidono di ucciderla per incassare i soldi di un’assicurazione. A farsi paladino del gigante dell’oceano è un ragazzino, interpretato da Jason James Richter.
Quando Free Willy uscì al cinema nel 1993, ebbe un enorme successo al botteghino: un film con tutte le carte per piacere a grandi e piccini e al contempo puntare i riflettori sulle orribili condizioni di vita di tantissimi animali tenuti in cattività per il solo scopo di intrattenere la gente.

6 - La Carica dei 101 (1961)

Il primo dei classici realizzati da Walt Disney che fosse ambientato in epoca contemporanea, è un capolavoro d’animazione fin dalla sequenza d’apertura, quella scena cult che ci insegna che in fondo ogni persona si sceglie il cane che le somiglia. Tutto il film è costruito come crescendo verso la Carica del titolo, ovvero l’inseguimento mozzafiato in cui culmina la vicenda, quando 101 cuccioli (e non solo) scappano dalle grinfie di colei che voleva farne pelliccia, ma non manca tutta l’atmosfera di amore familiare e canino che ci si aspetta. I motivi per (ri-)vederlo? Nessuno può vivere senza conoscere il telegrafo del crepuscolo, e tantomeno senza godere della magnifica perfidia della prima e unica Crudelia De Mon.


Recitava la recensione originale del New York Times:

I cani sono quanto di più adorabile ci possa essere, e i bambini, soprattutto i più piccoli, li ameranno… se riescono a sopportare una cattiva che rende la strega di Biancaneve innocua come Pollyanna.

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