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La musa di Wenders e Polanski Nastassja Kinski si commuove a Locarno 70

Premiata a Locarno 70, la musa di Polanski e Wenders Nastassja Kinski racconta gli uomini e le donne dietro i grandi registi della Hollywood anni '80.

Nastassja Kinski osserva il Pardo d'Onore

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Più che essere un'icona del cinema autoriale, Nastassja Kinski ci è cresciuta dentro. La modella e attrice tedesca aveva infatti solo 13 anni quando la moglie di Wim Wenders la notò e la presenterò al marito, che la scritturò per Falso Movimento. Era il 1975 e nessuno ancora sapeva che quella ragazzina sarebbe stata una delle più splendide icone del cinema arthouse degli anni '80: da Roman Polanski a Francis Ford Coppola, passando per Paul Schrader e Lina Wertmüller, non c'è grande nome del cinema europeo e statunitense di quell'epoca che non l'abbia voluta al suo fianco.

Non certo difficile spiegare perché Locarno l'abbia voluta come ospite per il suo 70esimo compleanno. L'attrice 56enne è la perfetta sintesi di un'epoca di grande cinema di qualità, come quello che ogni sera arriva in Piazza Grande a Locarno. Nella serata dedicata alla proiezione del Lola Pater con Fanny Ardant nei panni di un uomo transgender, Locarno omaggia anche Nastassja Kinski, consegnandole un Pardo davvero speciale.

L'attrice sale sul palco e ringrazia in italiano, un po' si commuove ricordando i tanti colleghi ormai scomparsi e in particolare John Hurt. La voce è rotta, lo sguardo più cristallino che mai: lei, che fu ragazzina e poi giovane donna mentre loro già adulti plasmavano il cinema di una generazione, si è assunta il compito di ricordarli e raccontarli ai cinefili di oggi. 

Dalla Pantera al Pardo: Nastassja Kinski racconta a Locarno 70 gli splendidi anni '80

Era il 1982 quando Paul Schrader, fresco del successo di American Gigolò, decise di girare un remake di un horror cult come Cat People. Nastassja Kinski era famosa e bellissima, con tra le mani quel Golden Globe vinto per l'adattamento di Tess di Thomas Hardy voluto da Polanski. 

Schrader volle lei e l'attrice tedesca accettò di confrontarsi con il rischio di misurarsi con un classico: ne uscì il suo ruolo più iconico, quello di Irena Gallier in ll bacio della pantera. Lei è la giovanissima sorella di Paul, un pastore protestante che incontra per la prima volta nel film. La Kinski racconta a proposito:

Paul ha creato l'atmosfera musicale per il film con l'aiuto di Giorgio Moroder e David Bowie. È stato fantastico, le tracce musicali ci hanno regalato un'atmosfera unica e irripetibile. Una volta sinceratosi di averlo reso diverso da tutto quello che si era visto prima, a Paul è bastato aggiungere me, John e Malcolm, senza dimenticare le pantere. All'inizio ero abbastanza spaventata, ma credo sia proprio per questo che il film ha funzionato. 

Il mistero attorno a cui ruota l'incipit del film è infatti quello di una misteriosa pantera che sbrana una turista a New York prima di essere catturata. Nel frattempo Irene e Paul testeranno i confini di una società altrettanto castrante, che tiene prigionieri gli animali nelle gabbie e gli uomini nelle ferree regole del vivere comune. 

Locarno ha scelto proprio questa pellicola per una proiezione speciale da dedicare a Kinski, ma ripercorrerne la carriera significa imbattersi in autentici capolavori. Come non citare ad esempio Tess di Roman Polanski, "un uomo molto dolce", stando alle parole dell'attrice?

Poco dopo essere stata provinata anche per Romeo e Giulietta di Zeffirelli, Nastassja Kinski venne contattata da Polanski, che le regalò una copia del libro:

Mi rivelò di stare lavorando a un adattamento e mi diede il romanzo. Io lo lessi avidamente e appena un anno più tardi me ne stavo lì, al suo fianco, alla premiazione dei Golden Globe. Sembrava di stare dentro un film. Tutto intorno a me c'erano Audrey Hepburn, Gregory Peck, Jodie Foster, Robert De Niro, Sydney Poitier... era sbalorditivo.

Mentre parla delle icone della Hollywood degli anni '70 e '80, a Nastassja Kinski trema un po' la voce, talvolta le labbra le si increspano in un sorriso. È la fortuna e le croce di chi ha conosciuto, come lei, gli uomini e le donne dietro le star e gli artisti. Continuerà a raccontare quell'epoca anche dopo il passaggio a Locarno 70, quasi inconsapevole che tra le stelle di quel firmamento che poco a poco si spegne, la sua brilla tanto quanto le altre. Adesso, alla spaventosa pantera di allora si è affiancato un prezioso Pardo d'onore.

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