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Mel Gibson fa causa alla casa di produzione del suo ultimo film

Il divo redento lavora da molti anni a questo progetto, ma le numerose inadempienze della casa di produzione avrebbero rovinato il risultato finale.

Primo piano di Mel Gibson

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Mel Gibson ha citato in giudizio Voltage Pictures, casa di produzione del suo ultimo film, The Professor and the Madman, al quale lavora da molti anni, e che racconta la storia della realizzazione dell’Oxford English Dictionary.

Nel film Gibson interpreta anche la parte del professore del titolo, James Murray, che supervisionò la creazione del dizionario, mentre Sean Penn è William Chester Junior, il matto (madman) che contribuì all’impresa con oltre 10.000 lemmi mentre era detenuto nel manicomio criminale di Broadmoor. Il cast comprende anche Natalie Dormer (Il Trono di Spade), Jennifer Ehle (Orgoglio e Pregiudizio, Zero Dark Thirty) e Ioan Gruffudd (I Fantastici 4, Forever).

Secondo il divo di Braveheart la firma Voltage non ha adempiuto ai termini contrattuali dell’accordo di produzione per aver impedito di filmare delle scene importanti ad Oxford, in Inghilterra. Ma non è la sola ragione della citazione in giudizio: la Voltage avrebbe anche fallito nello stabilire un budget definitivo, nell’assicurare un completion bond (una copertura assicurativa per garantire il completamento di un progetto in caso di eventi inaspettati) e nel definire un accordo definitivo con il regista Farhad Safinia.

Mel Gibson sul set del film diretto da Farhad SafiniaWenn.com
Mel Gibson sul set del film the Professor and the Madman, girato a Dublino

Ancora, Gibson accusa il mancato rimborso della propria compagnia di produzione per le spese sostenute, il fatto che il suo compenso da produttore non sia stato pagato per intero e che gli sia stato negato il diritto di prelazione sulla distribuzione in Australia del film.

Nei documenti della causa si dice che il contratto dà a Gibson il diritto di scegliere tra il final cut (la versione finale del film) della Voltage o del regista Safinia, ma - sostiene sempre Gibson - dato che questi non ha potuto filmare per intero la sceneggiatura, non è riuscito nemmeno realizzare la propria versione definitiva. Tra le accuse compare anche quella di aver mostrato una porzione del film ai distributori presenti al Festival di Cannes, oltre che aver realizzato proiezioni provvisorie nell’area di Los Angeles, in violazione proprio del diritto dell’attore di scegliere il final cut. Il dirigente della Voltage Nicolas Chartier non ha ancora commentato l’accaduto.

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