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I mesi migliori (e peggiori) per rimanere incinta

Non si può scegliere il momento per concepire, ma se capita in certi mesi è meglio per il bimbo.

Una donna incinta

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Scegliere esattamente il momento del concepimento è al di là delle possibilità di una coppia, ma uno studio condotto da Janet Currie e Hannes Schwandt ha dimostrato che il momento in cui si resta incinte ha diverse conseguenze sul feto.
È inevitabile che degli aspiranti genitori abbiano in mente un periodo dell’anno preferito per il lieto evento, come ad esempio l’autunno, perché così il nascituro non sarebbe uno dei più piccoli della sua classe a scuola, ma questo significa vivere i mesi di avanzata gravidanza sotto lo stress del calore estivo.

Già negli anni '30 erano state realizzate delle analisi simili a quelle dello studio in questione, e all’epoca i ricercatori si erano resi conto che i bambini nati in inverno erano più inclini a sviluppare successivamente problemi di salute, quali una crescita più lenta, malattie mentali e addirittura morte prematura. Tra le spiegazioni presentate venivano citate le malattie, le temperature rigide e il maggior inquinamento associati all’inverno, quando sia le donne sul punto di partorire che i feti erano più vulnerabili.

Ma poi ci si sono messi di mezzo anche gli economisti americani con il loro studi demografici, e le spiegazioni si sono fatte più complicate: alle madri che non fossero bianche, non sposate, o che non avessero goduto di un’educazione universitaria poteva capitare più facilmente di avere bambini con problemi di salute o comportamentali. E molto probabilmente concepivano durante la prima metà dell’anno.

Una donna incinta seduta ad una finestraHDSchutterstock
I mesi migliori per concepire sono giugno, luglio ed agosto

Come scindere dunque gli effetti socioeconomici da quelli stagionali? Ci hanno pensato Currie e Schwandt, entrambi professori di Economia presso l’Università di Princeton, il cui studio è stato condotto su 647.050 gruppi di fratelli, per un totale di 1,4 milioni di bambini nati tra il 1994 ed il 2006 negli stati di New York, New Jersey e Pennsylvania: i soggetti partecipanti sono stati messi a paragone con i propri fratelli, così da mantenere invariati fattori socioeconomici.

Lo studio, pubblicato nei Proceedings of the National Academy of Sciences, ha rilevato che tutti i bambini concepiti a maggio hanno un 13% di probabilità in più di nascere prematuri (di una settimana, in media), mentre un bimbo concepito tra giugno e agosto sarà tra i più grandi, pesando in media 8 o nove grammi in più.

Perché a maggio ci sono questi problemi? Il motivo potrebbe risiedere davvero nel fatto che i bambini concepiti in quel mese finiscono il periodo di gestazione in un momento dell’anno generalmente segnato dal diffondersi di influenza e raffreddore (gennaio e febbraio), mentre mamme che rimangono incinte in estate hanno bimbi che pesano un po’ di più, e loro stesse mettono su più chili. E poiché il minor peso alla nascita e la nascita prematura sono fattori spesso connessi con diversi problemi di salute - un sistema immunitario più debole, capicità visiva o auditiva ridotte, e uno sviluppo cognitivo più lento -, la variazione potrebbe spiegare le differenze tra i vari bambini durante la vita.

I risultati dunque indicano che i mesi migliori per rimanere incinte sono giugno, luglio ed agosto, ma davvero… ci si potrebbe mai arrabbiare per il tempismo di un evento così bello?

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