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Gli effetti collaterali delle fiabe, recensione del romanzo di Anna Nicoletto

Che impatto hanno avuto le fiabe nella tua vita?

Una coppia che si sorride

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Alzi la mano chi da bambina non ha mai letto una fiaba. Le fiabe sono quelle del “e vissero per sempre felici e contenti” anche quando, di essere felici o contenti, ce ne importa poco e niente. Le fiabe sono un’allerta meteo per le tempeste d’illusioni che pioveranno nel futuro. Ma soprattutto, ogni fiaba ha il suo agrodolce effetto collaterale.

Anna Nicoletto è una neo scrittrice della nostra penisola. Dapprima approdata in self publishing su Amazon, e in seguito pubblicata dalla casa editrice Piemme, la Nicoletto ha tappezzato le librerie d’Italia con il suo romanzo d’esordio Gli effetti collaterali delle fiabe.

La trama

Copertina di un uomo e una donna che si sorridono
Gli effetti collaterali delle fiabe, di Anna Nicoletto

Melissa è una ragazza pratica e risoluta quando si tratta di calcoli. Lasciatasi da poco con il fidanzato storico e trovandosi senza alcuna prospettiva futura, Melissa non ha più niente da perdere quando si presenta a una festa super esclusiva della MarsTech, l’azienda alla quale ha inviato senza tregua il proprio curriculum negli ultimi mesi. Il caso (o la disgrazia) vuole che Melissa incontri Stefano Marte, l’erede al trono dell’azienda, con il quale instaura immediatamente una profonda connessione (e non quella Wi-Fi!) tanto da non riuscire a dimenticare il loro incontro fortuito (e soprattutto il loro primo “scambio salivare”).

Gli effetti collaterali delle fiabe è un romanzo che analizza l’amore moderno confrontandolo ai grandi classici delle fiabe. Se un tempo Cenerentola ha avuto bisogno del Principe Azzurro per dare una svolta alla propria vita, oggi Melissa è una ragazza sveglia e intraprendente che del Principe Azzurro può anche farne a meno.

Mentre la Bella Addormentata non ha fatto altro che restarsene ben distesa sul letto in attesa delle labbra magiche di Filippo, Melissa si è fatta largo nel mondo del lavoro a suon di codici e programmazione.

Non tutte le donne vogliono essere Cenerentola. […] A Cenerentola quali doti hanno dato? Pulire i pavimenti. Ora, se tu venissi a casa mia potresti realizzare quanto sia una virtù da non sottovalutare…

Il romanzo della Nicoletto è un grido all’indipendenza, è una storia che riflette e lascia riflettere su ciò che potremmo avere e ciò che possiamo avere. Nessuno dovrebbe dipendere da un ipotetico cavallo bianco per trovare la propria strada nella vita, così come nessun principe azzurro dovrebbe essere indispensabile per realizzare la persona che sei.

Gli effetti collaterali delle fiabe ha una prosa frizzante e scorrevole, talmente piacevole alla vista che è facile divorare la lettura in un pomeriggio. Le descrizioni accurate, i costanti riferimenti al mondo dell’intrattenimento e la presenza indelebile delle fiabe (come un fantasma passato che rimpiomba nella vita della protagonista) hanno reso questo esordio un esperimento riuscito.

Per quanto tu sia razionale, ci sarà sempre una fiaba alla quale finirai per credere.

Melissa giunge a una conclusione: non ha bisogno di essere salvata, perché sa esattamente quello che vuole dalla vita. Ma, ciò nonostante, nessuno le vieta di indossare l’armatura e correre in soccorso di chi, quel futuro, non l’ha ancora trovato. Melissa è l’eroina anticonvenzionale, è l’esempio della donna ribelle al giorno d’oggi, è il vetro infranto su una costruzione sociale sbagliata e bigotta ed è la dimostrazione che non sono le fiabe ad essere sbagliate (perché è giusto sognare un po’), ma lo è la gabbia d’illusioni nelle quali le persone preferiscono rinchiudersi per convenienza.

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Dopo la lettura, abbiamo intervistato la giovane autrice.

FoxLife: Da dove nasce l’idea degli effetti collaterali delle fiabe? 

Anna Nicoletto: Una mattina mi sono svegliata con in mente la scena di una ragazza ritrovatasi per caso a una festa inaccessibile, dove incontrava un uomo che non era chi diceva di essere. Per giorni non sono riuscita a togliermela dalla testa. La passione per la narrativa rosa ha fatto il resto: ho scritto di getto le prime pagine e poi mi sono presa del tempo per capire chi fossero i personaggi e quale storia volessero raccontare. 

FL: Quanto c’è di vero nel tuo romanzo?

AN: L’intreccio e i personaggi sono inventati, ma il romanzo saccheggia molti aspetti reali: la condizione precaria di Melissa, che si ritrova a gestire l’impatto delle aspettative entusiastiche post-laurea con una realtà lavorativa molto poco idilliaca, i problemi lavorativi in un ambiente specializzato, il desiderio di riscatto che prima o poi tutti proviamo di fronte a una situazione che ci penalizza.

Prima dell’ultimo giro di editing del romanzo, mi è capitato di partecipare a una festa di settore: mi sono trovata nella stessa stanza assieme ad alcuni vertici aziendali irraggiungibili dal lunedì al venerdì. La cosa mi ha fatto parecchio sorridere e, quando sono tornata a casa, ho cercato di trasporre su carta la sensazione di quel momento.

FL: Melissa è un ingegnere: lo sei anche tu oppure hai dovuto fare un corso accelerato per imparare i tecnicismi del mondo informatico?

AN: Non sono ingegnere, ma sono circondata da ingegneri e tecnologia. La vicinanza mi ha reso facile raccontare questo mondo che da fuori può risultare un po’ spaventoso. Nel romanzo evito i tecnicismi, mi piaceva l’idea di trasmettere l’amore per la tecnologia in generale. C’è un unico breve dialogo che entra nello specifico: in quel caso i passaggi tecnici li ho affidati a un programmatore.

FL: Raccontaci della tua esperienza: com’è stato passare dalla pubblicazione in self alla casa editrice?

AN: A qualche settimana dall’uscita su Amazon in self publishing, il romanzo è stato notato da un’agente letteraria che, poco dopo, mi ha comunicato l’interesse di Piemme a pubblicarlo. Ricevere quella notizia è stato molto emozionante.

FL: Piccola curiosità: potrebbe esserci un seguito di questo romanzo (ad esempio per Caterina)?

AN: Assolutamente sì! Mentre scrivevo “Gli effetti collaterali delle fiabe” mi rendevo conto che Caterina Marte aveva ancora molto da raccontare, così negli scorsi mesi ho scritto la sua storia, in cui compaiono come secondari anche Melissa e Stefano e si può sbirciare come procede la loro relazione. Con il cambio di voce narrante la storia sarà un pochino diversa nella struttura e nelle tematiche, parlerà di seconde possibilità e spero di avere presto qualche notizia in più sul suo futuro editoriale.

FL: Stai lavorando a nuovi progetti?

AN: Al momento mi sto dedicando a un romance ambientato a San Francisco. È la prima volta che gestisco personaggi e ambientazione stranieri ed è una grande sfida rendere credibile il loro modo di ragionare e di vivere. Dopo questo, però, torno in Italia: il prossimo a subire gli effetti collaterali sarà un secondario della storia di Caterina che ho amato, di cui non vedo l’ora di scrivere.

FL: Ultimo, ma non per importanza: qual è la tua fiaba preferita?

AN: La Bella e la Bestia versione Disney. Amo tutto di questa fiaba: la protagonista tosta, personaggi eclettici, un rapporto di antipatia che gradualmente si trasforma in amicizia e poi in amore e soprattutto… una libreria gigantesca!

Ricordate signore che, anche se il Principe ha rincorso Cenerentola per tutto il regno, non è detto che dovrà accadere anche a voi: talvolta quelle a dover rincorrere qualcosa (o qualcuno) potreste essere anche voi. 

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