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Parlare con cani e gatti? Tra dieci anni sarà possibile, parola di Amazon

Il gigante dell’e-commerce conferma le predizioni dei futurologi: in circa dieci anni parleremo con i nostri animali domestici.

Primo piano di un cucciolo che piega la testa

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Presto parlare con gli animali non sarà più una prerogativa solo di Santi, Principesse Disney e Dottor Doolittle, lo hanno detto dei futurologi sostenuti da Amazon, che pensa di poter vendere un traduttore per comprendere il linguaggio di cani e gatti in un futuro non troppo lontano.

Immaginate cosa deve significare dare un senso ai miagolii e all’abbaiare dei nostri coinquilini a quattro zampe! A spalancare per noi questo scenario fantascientifico è stato William Higham (The Next Big Thing) che insieme a Anne Lise Kjaer (Kjaer Global) ha pubblicato una relazione, commissionata da Amazon per il lancio del suo store online Shop The Future, nella quale pronostica il raggiungimento dell’obiettivo entro 10 anni.

I prodotti innovativi di successo sono basati sui bisogni genuini e più impellenti dei consumatori. La quantità di soldi che si spende ad oggi per gli animali da compagnia - che stanno diventando come dei figli per molte persone - indica che c’è una grande domanda per un prodotto del genere. Qualcuno lo realizzerà.

Una foto del gatto BanyeHDWinnie-Duitang
È solo questione di tempo prima che potremo capire il linguaggio di cani e gatti, dicono i futurologi.

Higham ha rimandato al lavoro svolto da Con Slobodchikoff, professore emerito presso il dipartimento di scienze biologiche della Northern Arizona University, il quale ha passato 30 anni a studiare il comportamento dei cani della prateria (che in realtà non sono cani, ma roditori).
L’autore di Chasing Doctor Doolittle: Learning the Language of Animals (Inseguendo il Dottor Doolittle: Imparare il Linguaggio degli Animali) ha utilizzato un software con intelligenza artificiale per studiare i richiami di questi animali, scoprendo che “hanno un sofisticato sistema di comunicazione che presenta tutti gli aspetti del linguaggio”.

Hanno parole distinte per diverse specie di predatori e possono descrivere il colore dei vestiti di un umano, o del manto dei coyote o dei cani.

Due cani della prateriaHDNational Geographic
I cani della prateria hanno un sistema di comunicazione equiparabile ad un vero e proprio linguaggio

Slobodchikoff è ora convinto che anche altri animali utilizzino un sistema similmente decifrabile, e sta cercando di raccogliere fondi per sviluppare un traduttore per capire cani e gatti.

Sono così tante le persone che adorerebbero comunicare con il proprio cane o gatto, o almeno capire ciò che stanno cercando di comunicare. Molti parlano ai propri cani e condividono i segreti più intimi con loro. Non so cosa possano dire i gatti. La maggior parte delle volte potrebbe essere ‘idiota, dammi da mangiare e poi lasciami in pace’.

Che l’uso di algoritmi per analizzare enormi quantità di dati abbia portato ad un uso più intelligente e personalizzato di praticamente qualsiasi tecnologia è un fatto sotto gli occhi di tutti: disponiamo ora di strumenti di traduzione e riconoscimento vocale che erano impensabili non molto tempo fa, per cui la prospettiva presentata dal dottor Slobodchikoff non sembra così fantascientifica. Ma c’è chi è meno ottimista, come la psicologa Julianne Kaminski della Portsmouth University che lavora sulle interazioni tra umani e cani. Stando infatti a quanto riportato al riguardo dal giornale inglese The Guardian, la dottoressa non crede che l’abbaiare di un cane possa essere considerato un linguaggio.

Non descriveremmo la forma di comunicazione dei cani come linguaggio in senso scientifico. Emettono dei segnali rudimentali per ciò che vogliono e ciò che percepiscono.

Per esempio, secondo la Kaminski lo scondinzolare verso destra è positivo, quello verso sinistra non molto. “È difficile che gli umani possano notarlo”, commenta. E nemmeno un traduttore potrebbe. Inoltre, aggiunge la dottoressa, anche l’abbaiare dei cani è legato al contesto, variando a seconda che stiano giocando, siano aggressivi, quando sentono la mancanza del padrone e così via, eppure anche le persone che non hanno mai posseduto un cane riescono a capire queste differenze.

La sagoma di un cane ed una ragazzaHDBigStock
Secondo la dottoressa Kaminski, un traduttore aiuterebbe solo chi non ha intuito per capire gli animali

Per cui un traduttore potrebbe aiutare davvero solo coloro che non hanno intuito nel decifrare questi segnali, o per i bambini che possono a volte fare grandi errori nell’interpretare i comportamenti. Uno studio ha infatti rivelato che di fronte alla foto di un cane che scopre i denti in maniera minacciosa, dei bambini hanno pensato fosse “felice” e avrebbero voluto abbracciarlo. Un traduttore sarebbe utile in casi del genere.

Sul mercato esiste già un’app che traduce la voce umana in miagolio, grazie ai campioni sonori di 25 gatti, ma le recensioni non sono del tutto incoraggianti (si chiama Human-to-Cat, ed esiste per Android e Apple). Viene poi segnalato il prototipo messo a punto dalla Nordic Society for Invention and Discovery, piccola realtà scandinava gestita da artisti ed esperti di marketing, che traduce il linguaggio dei cani. Si chiama No More Woof, ed è stato realizzato alcuni anni fa, ma poi lo sviluppo è stato interrotto perché era un’impresa più impegnativa di quanto pronosticato.
Il gadget è studiato per leggere le onde cerebrali in modo da comunicare ciò che il cane pensa tramite uno speaker posto sul collare. Operazione riuscita? Insomma: il co-fondatore della società Peter Cromwell ha commentato: “C’era bisogno di ulteriore ricerca”, mentre uno dei ricercatori che partecipavano al progetto, Tomas Mazetti ha raccontato:

Era molto limitato. Era in grado di dire se il cane era arrabbiato o stanco. Ma quello si capisce anche senza.

Una gif dal film UPDisney Pixar
La scansione di onde cerebrali ed un microfono sul collare... non siamo i soli ad aver pensato subito al film Up, vero?

Chissà se dunque il futurologo Higham ha visto giusto, se magari c’è già qualche laboratorio nel mondo all’opera su un traduttore per cani e gatti. Ma soprattutto, siamo sicuri di voler sapere cosa ci vogliono dire i gatti?

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