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Alessandra Amoroso: per il video di Fidati ancora di me nessuna responsabilità [UPDATE]

Alessandra Amoroso sarebbe stata denunciata dall'Ater del Comune di Roma per aver girato il video di Fidati ancora di me senza le dovute autorizzazioni legali. Tuttavia non ha colpa ed è estranea ai fatti: gli aggiornamenti.

Alessandra Amoroso

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[UPDATE 27/07/17, ore 16.00] Dopo le prime notizie che davano Alessandra come denunciata dall'Ater di Roma, un comunicato stampa della casa di produzione del video incriminato rettifica: la cantante salentina non ha nulla a che vedere con l'azione legale e "non ha alcuna responsabilità".

Bmovie Italia, la casa di produzione del videoclip, ha voluto dire la sua e spiegare la propria situazione ai fan e al management dell'artista:

La scelta, da parte di Bmovie Italia, dell’area di Tormarancia per la realizzazione di parte del video “Fidati ancora di me” dell’artista Alessandra Amoroso, è stata fatta per la presenza di graffiti di grande valore artistico; chiedendo, pertanto, l’autorizzazione alla titolare dei diritti di sfruttamento delle opere in oggetto, la 999Contemporary, che ne ha autorizzato la fruizione ai fini delle riprese video.

La risposta all'Ater, dunque, sembra affermare che per quanto concerne Bmovie tutto è stato fatto secondo le regole e chiedendo le dovute autorizzazioni.

I legali di Bmovie, inoltre, sarebbero già entrati in contatto con la controparte che ha denunciato la supposta violazione:

Rispetto alla notizia inizialmente apparsa sull’articolo del Corriere della Sera, i legali della Bmovie Italia sono in contatto con gli uffici legali della controparte per verificare se ci sono state delle incomprensioni sulla catena dei diritti e, nel caso, a risolvere la vicenda.

Insomma, Alessandra Amoroso non c'entra nulla con questa storia.

Articolo orginale

Alessandra Amoroso è stata denunciata dall’Ater, l’Ente del Comune di Roma che gestisce l’edilizia popolare della capitale. Ma cosa è successo? La cantante è accusata di aver girato il video di Fidati ancora di me nei palazzi Ater di Tor Marancia senza le autorizzazioni previste dalla legge. La denuncia è stata formalizzata il 4 luglio dal direttore generale Franco Mazzetto. Il reato ipotizzato è quello di “invasione di edifici nella forma perseguibile d’ufficio trattandosi di edilizia residenziale appartenente a un ente pubblico”.

Secondo quanto trapelato, la Bmovie Italia (casa di produzione del video) avrebbe contattato l’ente a febbraio 2017 per chiedere delucidazioni sull’uso dei palazzi. A sua volta, l’Ater avrebbe risposto alla richiesta chiarendo che il canone previsto per l’uso degli edifici ammonta a mille euro al giorno, a cui vanno aggiunti 2,500 euro di cauzione.  

Big City Life, Tor Marancia RomaHD
Uno dei murales del progetto Big City Life

Di fronte alla richiesta, la Bmovie Italia avrebbe risposto negativamente. La casa di produzione ha cioè sostenuto di essere alle prese con una valutazione dei tempi di lavorazione e di non poter procedere con la richiesta di autorizzazione. La risposta è stata giudicata come una rinuncia definitiva. In giugno, però, un dipendente Ater si è imbattuto per caso nel video della cantante e ha riconosciuto il lastrico solare dell’edificio con il civico 63 del lotto 1. Non solo, sono molto riconoscibili anche i murales del progetto di riqualificazione Big City Life, che ha trasformato Tor Marancia in un museo a cielo aperto. L’ente ha reagito avviando la procedura legale. Gli avvocati dell’Ater hanno dichiarato:

...tale comportamento è stato realizzato per perseguire un ingiusto profitto a danno della pubblica amministrazione, consistente tanto nel mancato versamento del canone giornaliero per l’utilizzo del complesso quanto negli introiti di carattere pubblicitario derivanti dalla rapida diffusione e commercializzazione del videoclip musicale.

La palla passa ora al procuratore che dovrà stabilire se Alessandra Amoroso e la sua casa di produzione abbiano commesso davvero un illecito!

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