Stai leggendo: Occhio al muro: passeggiate urbane a caccia della street art in Italia

Prossimo articolo: Gatti e street art: un tour alla scoperta delle opere più famose

Letto: {{progress}}

Occhio al muro: passeggiate urbane a caccia della street art in Italia

La vera rivoluzione artistica del nostro tempo è quella che vuole portare l’arte per le strade, rendendola fruibile a tutti e agendo direttamente sul contesto in cui viene inserita. Scopriamo insieme alcuni artisti italiani di street art.

Un'opera di Erailcane a Rimini

2 condivisioni 1 commento

Cominciato come un fenomeno di nicchia, la street art sta diventando sempre più una forma d’arte riconosciuta e apprezzata. Opere di indipendenti, collettivi, artisti che spesso si appropriano della superficie urbana per veicolare un messaggio, denunciare e far riflettere. Nel nostro Paese i nomi di rilievo anche internazionale sono sempre di più. Conosciamoli insieme in questo viaggio tra i muri, le nuove tele di questi artisti.

Truly Design

Dietro questo nome ci sono quattro amici legati dalla passione per le immagini, siano esse sotto forma di illustrazione, graphic design o, appunto, opere di street art. Infatti, sul loro sito si definiscono come uno “studio di comunicazione alternativo diretto da urban artist”. Per darvi un’idea, questi quattro artisti hanno lavorato per Nike, FIAT, Peroni e molti altri brand.

Ecco l’opera realizzata per MYCROM ART a Torino, azienda che realizza stampe ispirate, fra gli altri, anche ai personaggi storici del fumetto, da Mr. Linea a Valentina. L’opera di Truly Design si ispira appunto a questi grandi protagonisti e dà nuova vita al palazzo sede dell’azienda, rendendo direttamente riconoscibile il loro lavoro e la loro identità.

Agostino Iacurci

Artista nato nel 1986, Agostino Iacurci collabora da quasi dieci anni con l’associazione Walls, che si batte per un’arte pubblica, liberamente fruibile per le strade delle città.

Il suo è uno stile grafico, colorato dove le tinte piatte si fondono con forme semplici per un risultato immediatamente riconoscibile.

"Immobile", Ragusa, 2016 photo: Marcello Bocchieri @festiwall_rg #quartiereselvaggio #festiwall2016 #agostinoiacurci

A post shared by Agostino Iacurci (@agostinoiacurci) on

A Ragusa, in occasione del Ragusa Festiwall, Iacurci ha realizzato questa fragile torre di vasi, il cui precario equilibrio sorregge un uovo, simbolo di fecondità.

Sten&Lex

Questo duo artistico utilizza l’arte dello stencil per creare opere tra l’astratto e il figurativo che si inseriscono in un forte rapporto con il luogo in cui vengono dipinte e ne mutano la percezione. Sono stati tra i primi a utilizzare lo stencil nella street art e per questo vengono considerati tra i diffusori dello stencil graffiti italiano. Verso il 2003 il loro stile muta e cominciano a usare la tecnica che ancora oggi contraddistingue i loro lavori, chiamata Hole School. Lo Stencil è usato come tecnica incisoria e crea intersezioni di linee bianche e nere. Dal 2009 invece cominciano a lasciare lo stencil attaccato al muro e sarà solo il tempo a rimuoverlo, facendo affiorare l’opera. Eccone un esempio a Bolsena.

RES ANTIQVA, Bolsena, 2017.

A post shared by STEN LEX (@stenlex) on

Blu

È stato definito il Bansky italiano e nel 2011 il Guardian l’ha inserito nella lista degli street artist più influenti. Di lui si parla dal 1999 quando i suoi graffiti cominciano ad apparire a Bologna, nelle zone periferiche e negli spazi occupati. Col tempo, grazie all’uso di strumenti diversi, la superficie delle sue opere si è notevolmente ampliata, così come il suo raggio d’azione: Blu ha infatti cominciato a dipingere anche in giro per il mondo, dal Messico e Monaco passando per Lisbona. Ciò che però non cambia è il suo impegno per un arte libera e fruibile a tutti, tant’è che nel 2016 l'artista decide di cancellare le sue opere bolognesi, in polemica con la mostra dedicata alla street art che viene presentata nello stesso periodo in città. Così recita un post apparso sul suo blog: “a Bologna non c’è più Blu
 e non ci sarà più finché i magnati magneranno. Per ringraziamenti o lamentele sapete a chi rivolgervi”.

A Roma, nelle case popolari di Ponte Mammolo, in via Palombini potete ammirare questa spettacolare e colorata opera di Blu: una spirale che ci porta dal lontano passato all’inquietante oggi, che si sgretola in un grigiume senza speranza.

Nemo’s

Dietro questo nome si nasconde una personalità ricca di suggestioni e creatività. Come lui stesso racconta, un’infanzia diversa da quella dei suoi coetanei (segnata dal divieto di guardate la televisione e accompagnata da giochi creativi ispirati dalla madre) ha portato Nemo’s a esprimersi attraverso la sua passione e il suo talento artistico. Le sue opere mostrano uomini con una pelle cascante e occhi smarriti, figure decadenti e inermi, volutamente disturbanti e inserite in maniera geniale nel contesto in cui vengono dipinte.

"HALF" Gibellina, a small city of Sicily, was completely destroyed in 1968 by the Berenice’s earthquake. Many people emigrate abroad and only a few of the earthquake-stricken people were living in the shantytown attending the new city. The reconstruction was form in a new and aseptic city without an history to tell but the mayor at that time, Ludovico Corrao, began a saving cultural and artistic project. Corrao, to avoid the cultural isolation of Gibellina, invited contemporary artists with international renown to give their contribute in his project. Various artist, give for free an artistic intervention to the city. Like this they’ve created some places of social and cultural sharing in Gibellina. Alberto Burri, in memory of the history of Gibellina Vecchia, donated a giant land art installation realized on the rubble of the old town and that traces its roads. Now, Peppe Zummo (Department for Cultural Activities) and Vincenzo Messina (Architect) with other guys from Gibellina, tries to create a project with a purpose similar to Corrao’s en plein air museum. Italian and foreign street-artists are called to give their contribution to Gibellina Nuova. I and @hi_nulo painted on an embankment in a round, that in the past has been the market's seat, but now it is only a round for reversal of the machines march. An isolated round where only a few people pass but never stop them. When we started to paint there, that place came back to life. The people came forward and backward in a place ignored until then. This intervention was beautiful, not only because it allowed us to leave a tangible contribute to Gibellina, but also because it has created new social and urban dynamics. Which drawing has created combination like the market in the past and so it product citizen’s aggregation in a place where people would not go. The real power isn’t the pieces, the drawing, but the effect that it had on the people. Often, the street art has become self -referential for the artist: too much importance to the drawings and too little to the social and cultural context. #nemos #wall #whoisnemos #nulo #gibellina #sicilia #italy #faces #colors #urbanart #half

A post shared by Nemo's (@whoisnemos) on

Quest’opera è stata dipinta a Gibellina, in Sicilia, città distrutta dal terremoto del 1968 ma che grazie a un’iniziativa del sindaco è rinata sulle forti gambe dell’arte. Così come dice lo stesso Nemo’s nel post: l’area dove sorge quest’opera era una zona di transito, nessuno si fermava, ma appena si è riempita di colore è tornata a vivere. L’arte che vive in strada ha effetto sulla vita delle persone!

Pixel Pancho

Automi umanoidi dipinti sui muri di tutto il mondo: questa è l’opera dell’artista torinese che opera sotto il nome di Pixel Pancho. Innesti di macchinari e tecnologia su corpi umani, ma anche fiori che richiamano il liberty: il suo stile è riconoscibile, fondato su un mix di influenze e riflessione personali sul rapporto uomo-macchina.

Rome

A post shared by PixelPancho (@pixelpancho) on

A Roma potete ammirare questa splendida opera che richiama il passato storico della città, interpretato però secondo la sua cifra stilistica.

Erailcane

Riportiamo le parole dell’Istituto di cultura italiana di Chicago, che riferendosi a questo artista italiano afferma: “appartiene a quella generazione europea di nuovi artisti di strada che hanno rivoluzionato il modo di concepire lo spazio pubblico”.

Ha iniziato dipingendo sui muri di Bologna e ha spesso collaborato con Blu, realizzando molte opere a più mani. Nelle sue opere appaiono animali iperrealistici, dalle movenze e dagli atteggiamenti umanizzati, che ad alcuni richiameranno opere d’epoca vittoriana come quelle di Grandville, illustratore francese. Le atmosfere malinconiche, angoscianti e rese ancora più tragiche dal contrasto drammatico dei colori non possono non spingere l’osservatore alla riflessione.

Novi di Modena, grazie a tutte e tutti..!

A post shared by @potentedifuoco on

Il panorama della street art è in costante divenire proprio per sua stessa natura. È un’arte che risente dei cambiamenti e del contesto: nuove opere possono sorgere girato l’angolo e altre morire sotto uno strato di vernice. Avete artisti o opere di street art in Italia da segnalarci e consigliarci?

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.