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Dieci anni fa debuttava Mad Men: perché le donne della serie sono ancora delle icone

Sembrava ieri quando Don Draper pensava a slogan geniali per le Lucky Strike e invece il 19 luglio Mad Men spegne 10 candeline. Vi ricordate le donne della serie? Ecco perché hanno lasciato il segno.

Un collage tra Betty Draper, Peggy Olson e Joan Harris

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Il 19 luglio Mad Men, iconica serie AMC, compie 10 anni.

Il tempo sembra davvero volato, forse perché nel mondo della pubblicità di Mad Men gli anni erano fatti di lampi che affogavano tra temperamenti insofferenti, nuvole di fumo e rivalità. Intanto New York, arrogante e assetata di progresso, guardava scorrere il tempo tra l'assassinio di Kennedy, la TV a colori e le trasformazioni sociali.

Nell’iconica sigla della serie vediamo Don cadere dall’alto di un palazzo, fagocitato dai simboli che lui stesso ha creato in una società di chiaroscuri. Il moto perenne (discendente) di Don, però, non riesce mai a placare il suo baricentro ansioso.

La sua figura, febbrile e a tratti incomprensibile, non troverà mai la pace ma si contestualizzerà e ricontestualizzerà in anni di cambiamenti sociali, di immaginario e di immagini. All’interno della “borghesia creativa” del Novecento americano, nutrita di pane, televisione e giochi di parole, intorno a Don ruota una varietà assortita di figure femminili in grado, per accuratezza, lunarità e sfumature, di (ri)costruire mezzo secolo di conquiste. 

Perché le donne di Mad Men sono iconiche?

La tassonomia femminile nell’universo sgargiante di Mad Men si costruisce per differenze. Il senso, dopo 7 stagioni, può essere identificato con la vittoria del post-femminismo sul femminismo, riarrangiata su un fluire di modificazioni sociali.

Una cosa è certa: dagli anni ’50 la donna non è più l’angelo del focolare, ma neanche l’angelo dell’ufficio.

Don Draper con Betty, Peggy e Joan su un'autoHDReddit
Donne e Don Draper

I comportamenti femminili nel corso di Mad Men sono innumerevoli, così come i casi, le situazioni, i momenti che trasportano Joan, Peggy o Megan da un piano all’altro, da una macchina da scrivere a un focus group, da una scelta difficile a una meditata presa di potere.

Non si può generalizzare quando si parla di donne o condizioni femminili. E proprio in questo sta la gran parte della gloriosità di Mad Men. 

Nessuna donna è uguale a un’altra. E tutte sono spesso discontinue, incoerenti, crudeli, fragili e senza senso, proprio come avviene nella vita.

Joan, Betty, Peggy e Megan di Mad MenHDInStyle
Stile, calcoli e trionfi

Mad Men non generalizza mai ma spesso fa trionfare la non-trama, la quotidianità fatta di piccoli tasselli, piccoli eventi impercettibili che, per accumulazione progressiva, cambiano la società e la storia.

Mad Men non strilla ma parla sottovoce, non chiude i propri episodi con cliffhanger senza fiato ma con scene di penombra, spesso in solitaria dietro la scrivania o davanti a una finestra chiusa. 

Anche la donna di Mad Men è così. Buona, cattiva, ipocrita, arrivista, ingenua, calcolatrice, sexy: la donna di Mad Men non è mai “la donna”.

Sono “le donne” – che non sono stereotipi ma sfruttano gli stereotipi – a costruire lo scenario disincantato che ha costituito l’incanto di Mad Men.

Come un uomo (ma mai un uomo): Peggy Olson

Lineare e allo stesso tempo piena di contraddizioni, Peggy Olson è la donna contemporanea di Mad Men. La serie segue l’ascesa della ragazza, di famiglia modesta, che entra a far parte dell’agenzia Sterling Cooper come semplice segretaria. Gradualmente, muovendosi alla perfezione sulla propria scacchiera, Peggy non sbaglia una mossa (o quasi).

Peggy non ingoia rospi ma li frulla e trangugia senza remore, appoggiandosi a qualcosa che le altre non hanno (la non-avvenenza fisica).

Peggy Olson in corridoioGiphy
Le sorprese di Peggy Olson

Metaforicamente, Peggy decide non solo di fare una limonata con i limoni che le ha dato la vita, ma trova una formula rivoluzionaria per quella limonata, un ingrediente che non ha mai pensato nessuno. 

Peggy forse non sa chi è ma sa dove vuole arrivare. Ed è la rincorsa di Don Draper che la fa emergere.

Chirurgica e concentrata, Peggy applica all’universo relazionale le stesse regole che la guidano durante una presentazione per Heinz.

Peggy Olson e Don Draper seduti a un tavolino in giardinoHDAMC
Rispecchiamenti

Fruga nell'infinito, non smette di cercare (e di salire), spia Don e lo sostiene.

Mentre la sagoma scura di Don cade dall’ultimo piano del grattacielo – dopo essersi dimostrato un perfetto affabulatore, con discorsi sulle calze di nylon e il filosofo dall’anima oscura - Peggy fa il percorso opposto. Sale dalle scale (prima) e dall’ascensore (poi) diventando uno slogan di donna nuova.

La geometria (in)sofferente tra Peggy e Don, paralleli e vicinissimi per tutte le stagioni, si spiega con il fatto che lei è l’unica a capire (almeno lontanamente) i suoi demoni. E, nello struggente finale, ad abbracciarli.

 

Corpo da Marilyn e cervello da stratega: Joan Harris

Negli anni ’60 il corpo femminile si trasformava insieme al boom, alle creme corpo, agli slogan sulle sigarette e ai nuovi hairstyle.

I modelli femminili vincenti erano due opposti, incarnati da due icone: Marilyn Monroe da una parte, Jackie Kennedy dall’altra (l'amante e la moglie).

Marilyn Monroe era il corpo di burro, i boccoli biondi, i diamanti amici delle donne. Jackie era l’eleganza, la classe, il filo di perle e il velo di rossetto.

Ri-mappando tutto Mad Men sulle linee dei corpi, le protagoniste si distribuiscono tra sensualità marilyniane e colpi di stile jackiani.

Joan Harris scende da un aereoHDVox
Joan Harris pronta a decollare

Joan, la segretaria, è una sexy curvy che rispecchia il mito di Marilyn e aggiunge una peccaminosa chioma rosso fuoco da Jessica Rabbit.

Tutti la vogliono: lo sposato Roger Sterling subisce un coup de foudre e imbastisce una relazione illegittima quanto profonda (come scopriremo poi).

Ma ridurre Joan alla sua prorompenza fisica è come il mito della caverna di Platone, quando gli uomini vedevano ombre di oggetti proiettati sulla parete.

Joan Harris sbatte le cigliaGiphy
Joan pronta a incendiare

Proseguendo con Platone, Joan è perfettamente consapevole di “essere idea” ed è proprio questo che ne fa il simbolo del passaggio da femminismo a post-femminismo.

Joan, perfettamente consapevole di quello che è, riesce a scindersi in “oggetto” e “soggetto” e, mediante la sua “parte-soggetto”, gestisce sé stessa come oggetto per ottenre in cambio quello che vuole.

Ci sono tanti momenti in cui Joan mette in chiaro la propria intelligenza applicata alla meccanica del corpo, corpo di cui servirsi (ma se ne serve lei, quando e come vuole). Ci sono momenti in cui Joan cerca di liberarsi del fardello di un corpo da Marilyn e prova a fare la moglie e la madre dimessa, ma non riesce a uscire facilmente dalla propria etichetta. E così decide di usarla.

Joan Harris con le altre segretarieHDAMC
Regina dell'ufficio

Un episodio in particolare è quello della Jaguar, quando Joan stabilisce il proprio prezzo (dopo aver stabilito di averne uno, s'intende). Stanca di essere oggetto, la donna di Joan sale volontariamente sul nastro del supermercato e decide di essere oggetto.

Il team dell’agenzia sta lavorando sul copy possibile per la Jaguar: la definisce bella, potente, trasgressiva e fatale come un’amante. Allo stesso tempo, un dirigente della casa automobilistica chiede una notte con Joan in cambio del contratto pubblicitario con la società.

Indotta (più o meno velatamente) dai colleghi e superiori uomini ad accettare l’offerta per il bene di tutti, Joan prima rimane scioccata e indignata e poi ci ripensa: decide di passare la notte con l’uomo, in cambio di una quota societaria dell’agenzia (che le permetterà di sedere in consiglio di amministrazione e muoversi tra i capi).

L’episodio contrappone la femminilità di Joan, esplosiva e consapevole, a quella di Peggy, paragonata dal team maschile a una Buick, non seducente ma solida e affidabile.

In realtà sbagliano: in quello stesso episodio Peggy, la copy-woman sobria che lavora nell’ombra, accetta l’offerta di un’altra agenzia. Niente è più stabile nella modernità, tanto meno una donna.

E il modello di emancipazione diventa bicefalo, multiforme e imprevedibile: nel libero mercato femminile nessuno sfugge alla domanda-offerta, ma ormai non sono più gli uomini a manovrare il gioco. Non manovrano più nulla.

Joan Holloway e la JaguarHDAMC
Joan e il patto della Jaguar

Joan, come Peggy, come tante altre, è scesa dal sedile del passeggero da tempo e ha pensato che fosse meglio prendere il volante.

Nulla è come sembra: Betty Draper

Apparentemente, Betty Draper è l’immagine della donna tradizionale e di classe, la “Jackie Kennedy-non First Lady”, la casalinga borghese che sembra uscita dalla copertina di una rivista anni ’50 di lifestyle e bon-ton.

Rose curate, rossetto perfetto, gonne a ruota, capelli acconciati, smalto rosso e dita delicate che sfiorano sempre una sigaretta, Betty è cresciuta puntando tutto sulla propria bellezza, che le ha procurato anche lavori come modella per la Coca-Cola.

Betty Draper modella per la Coca-ColaHDAMC
Betty Draper e la fissazione per i tempi della Coca-Cola

Il coronamento del sogno dell’America W.A.S.P. che rappresenta è stato il matrimonio con Don Draper, pubblicitario rampante e apparentemente un buon partito. Lontana dalla città, nei quartieri fioriti suburbani, Betty vive di televisione, vicinato e rapporti conflittuali con i figli. Apparentemente ignara dei plurimi tradimenti di Don, che dondola tra la casa e la tentacolarità di New York, oppresso dai propri fantasmi e asfissiato da una moglie perfetta, Betty appare (apparentemente) come una figura femminile sorpassata.

Betty Draper mentre fuma e sparaHDAMC
Forse Betty non è così sorpassata

Ma, proprio quando il suo piccolo mondo comincia a sgretolarsi, Betty fa emergere le proprie risorse di machiavellismo reazionario, la propria consapevolezza e anche, affiorante da sempre, il proprio dolore.

Quando la signora Draper stringe amicizia con un ragazzino, si svela il suo lato patetico e la solitudine vorace. Quando, distrattamente, comincia a ingrassare, la propria facciata (il corpo) crolla e lascia scoperte una serie di fragilità ma anche un’umanità che per la prima volta proietta Betty fuori dalla propria gabbia, alla ricerca di una sé stessa meno convenzionale e più vera.

La calcolata leggerezza: Megan Calvet

La seconda moglie di Don Draper, Megan Calvet, è un’aspirante attrice di origini francesi che si è adattata a lavorare come segretaria.

Ma l’ambizione opprime la donna, a cui la cancelleria e l’agenda degli appuntamenti stanno stretti. E, se Betty trova sé stessa nel rispetto di vita altoborghese ed esteticamente perfetta e Peggy si sente bene solo a ogni scatto di carriera, Megan sceglie consapevolmente la scorciatoia, le scorciatoie.

Apparentemente è una giovane francese bella e naïve, ma in Mad Men (come nella vita) l’apparenza inganna.

Megan Calvet in una scena di Mad MenHDAMC
Megan si muove tra luci e ombre

Megan è la più grande manovratrice della serie, tanto che riesce a ottenere tutto (o quasi) con poche mosse ben assestate.

È tutto una girandola di manovre, per Megan: furba nello sposare Don Draper dopo aver fatto da baby-sitter ai suoi figli, determinata nel provare a fare l’attrice anche se le porte appaiono tutte chiuse. Ma si può sempre farsi raccomandare…

La maschera di Megan non si incrina mai e si nutre delle contraddizioni che costituiscono la giovane moglie di Don, senza incrinarne le fragilità, i sogni e le speranze. C'è solo un momento in cui vediamo la vera Megan, spogliata dalle sovrastrutture con l'alcool e la musica, ed è la festa di compleanno di Don.

A Don non si risolleva il morale, ma Megan ottiene quello che le fa brillare (davvero) gli occhi: qualche minuto di "palcoscenico"

Donne in movimento vs Don in stasi

Le donne di Mad Men sono cruciali per gli eventi della storia, sono ciò che manda avanti il tutto mentre Don rimane una figura immobile, fermo a farsi travolgere da una serie di fatalità e scelte sbagliate. Il "movimento" femminile in Mad Men, che si contrappone alla "stasi" maschile, non è però garanzia di pace o tranquillità.

Le donne di Mad Men, pur essendo (pro)attive vivono di diverse ma non minori inquietudini esistenziali rispetto a Don.

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