Stai leggendo: Game of Thrones: la settima stagione è delle donne

Prossimo articolo: Game of Thrones: gli attori parlano della centralità degli Estranei nella settima stagione

Letto: {{progress}}

Game of Thrones: la settima stagione è delle donne

Cersei, Daenerys, Sansa. Le donne di Il Trono di Spade hanno smesso di piegarsi e sono pronte a combattere, ora più che mai.

Cersei sul Trono di Spade

5 condivisioni 0 commenti

Game of Thrones - Il Trono di Spade è giunto alla settima stagione e il potere questa volta sembra essere più donna che mai.

Non è raro vedere le donne relegate al ruolo di semplici oggetti di scena, imprigionate in un vecchio stampo sessista. Dalla classica madre di famiglia (un compito che non deve essere comunque sottovalutato), oggi la donna può essere l’amministratore delegato di una grande azienda, presidente di una nazione e persino una supereroina.

La visione antiquata della donna sta rapidamente slittando nel dimenticatoio, grazie al potere di alcuni prodotti televisivi che hanno permesso ai ruoli femminili di prendere il sopravvento. Il Trono di Spade ne è una prova evidente.

Le donne di Westeros contro lo stereotipo

Cersei, Sansa, Daenerys e Margaery HDWired
Cersei, Sansa, Daenerys e Margaery: le donne de Il Trono di Spade

Le donne di Westeros sono donne manipolate e manipolatrici, non hanno paura di combattere per raggiungere il proprio obiettivo e sembrano essere molto più propense al rischio di quanto non lo siano stati i loro predecessori.

Nonostante abbiano subìto profondi traumi - stupri, torture, assassinio dei familiari, oppressioni religiose – queste donne non hanno permesso che il trauma le definisse nel carattere. La loro vita ne è stata sicuramente segnata (soprattutto quando si tratta di violenza sessuale), ma tutte hanno cercato il modo migliore per andare avanti.

La forza di queste figure femminili è nata dalle profonde ingiustizie che hanno contraddistinto le loro vite, alcune ereditate persino dalla propria dinastia.

Girl Power sul piccolo e grande schermo

Il potere della donna sul piccolo (ma anche grande) schermo sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni, plasmando protagoniste forti e tenaci nelle quali il pubblico può facilmente immedesimarsi.

Ma dov’è che si nasconde la loro forza? Essere donne forti non significa soltanto cavalcare un drago come Daenerys e radere al suolo intere flotte nemiche, ma significa anche avere il coraggio di essere fragili senza provare vergogna.

Daenerys ordina Dracarys
La Madre dei Draghi ha parlato: dracarys!

Le donne fanno tesoro delle proprie emozioni, dalle quali ottengono la giusta spinta per perseguire i propri obiettivi. Non si tratta di vedere le emozioni come una kryptonite, ma piuttosto come gli spinaci di Braccio di Ferro.

Le donne sono fatte di questo: grandi, potenti e disturbanti emozioni che hanno la capacità di piegare e spezzare anche il cuore più forte. Ed è da questa vulnerabilità che talvolta nascono i leader migliori (o peggiori). Se Cersei Lannister non avesse perso tutti i suoi figli, per di più in circostante disumane, forse non sarebbe arrivata a commettere quella terribile carneficina nel Grande Tempio e non si sarebbe infine seduta sul Trono ad Approdo del Re.

Annullare lo stereotipo è una lotta costante (che non appartiene soltanto alle serie televisive), ma è grazie a questi supporti globali che il ruolo della donna si sta sempre più evolvendo e dimostra che le qualità di leader non sono relegate al genere sessuale.

La fonte del potere femminile

Le donne più forti sono quelle indipendenti, perché non hanno bisogno di niente e di nessuno, se non di se stesse, per arrivare a destinazione. Daenerys ha iniziato il suo percorso all’ombra di Khal Drogo e, dopo sette anni, è diventata una delle punte di diamante del Trono di Spade, la temibile Madre dei Draghi che avanza verso Westeros con una gigantesca flotta di Immacolati e Dothraki.

Daenerys è una donna che crede nei valori di giustizia e uguaglianza sui quali è costruito tutto il suo impero. Il suo personaggio ha subìto perdite e ingiustizie, ha dovuto combattere contro lo stereotipo di essere donna e una Targaryen e si è fatta strada verso il potere risorgendo - letteralmente - dalle ceneri dell’ingiustizia.

La strategia femminile: addio principe azzurro

Quando parliamo del potere delle donne, non dobbiamo pensare soltanto alla forza sovrumana di Wonder Woman, ma piuttosto soffermarci a riflettere su quanto sia importante conciliare mente e cuore per affinare le proprie strategie.

Sansa Stark, dapprima promessa in matrimonio al terribile Joffrey Baratheon, in seguito costretta a sposare Tyrion Lannister e infine, fuggita da Approdo del Re, diventata moglie del folle Ramsay Bolton, è una donna fatta di corazze.

Sansa si è sempre comportata come la principessa intrappolata nella torre, in eterna attesa del principe azzurro. La sua vita è stata costellata di perdite ed è stato grazie a quella profonda sofferenza che Sansa ha deciso di reagire: non ha più bisogno di essere salvata. Sansa si salva da sola.

Sansa Stark nella sesta stagione di Game of Thrones
Sansa si salva da sola

La donna della televisione oggigiorno è sempre meno principessa e sempre più condottiero. La parità dei sessi, se non addirittura la superiorità della donna, in Il Trono di Spade è prettamente evidente, tanto che le convenzioni sociali vengono del tutto annullate, lasciando che sul trono all’apertura della settima stagione ci sia proprio una donna: Cersei Lannister.

Il potere della donna non sta nel fatto di avere zanne e artigli per attaccare, ma sta nel coraggio di affrontare le proprie debolezze e trasformarle in armi. A chi serve il Principe Azzurro?

Chi credete che siederà, infine, sul Trono di Spade?

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.