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Il cinema in tribunale: i legal drama e i film che amano la giustizia

Il cinema ama le aule di tribunale. Ecco otto pellicole - da Philadelphia a Erin Brockovich passando per La giuria - dove la giustizia è di casa.

Una scena dal film Schegge di paura

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Il legal movie è, tra tutti i generi della Settima arte, quello che appassiona di più per l’intreccio narrativo, l’alta tensione e i mille colpi di scena che si susseguono dentro e fuori le aule di un tribunale.

Il sistema legale americano permette di avere molti più spunti drammatici rispetto a quello italiano ed è cinematograficamente più fotogenico e coinvolgente.

In occasione della Giornata internazionale della Giustizia penale (17 luglio) abbiamo selezionato per voi otto film a tema legale che vi terranno avvinghiati alla poltrona e vi faranno venir voglia di mettervi una toga e gridare “mi oppongo, Vostro onore!” come nella miglior tradizione giudiziaria.

1 - La giuria 

La giuria è uno dei più riusciti legal thriller e, insieme a Il socio, è forse il miglior adattamento dell’omonimo romanzo del re del genere, John Grisham.

In un ufficio di New Orleans, un impiegato appena licenziato spara a casaccio contro tutti i presenti, ferendone mortalmente uno.

La vedova intenta una causa milionaria alla società produttrice dell’arma.

Al processo, si affrontano per la difesa l’avvocato Wendell Rohr (Dustin Hoffman) legale vecchio stampo che ricerca solo la verità senza colpi bassi.

Per la difesa, un avvocato fantoccio manovrato dal mefistofelico Rankin Fitch (Gene Hackman), potente consulente capace di ogni mezzo per corrompere e guidare a suo favore i dodici giurati.

Fitch non ha fatto i conti con il giovane Nicholas Easter (John Cusack), un semplice commesso e membro della giuria che, per motivi ancora oscuri, aiutato dalla giovane Marlee (Rachel Weisz) ricatta per denaro i due avvocati offrendo a loro un verdetto favorevole.

Diretto nel 2003 da Gary Fleder, descrive in modo efficacissimo e spietato il meccanismo delle giurie popolari e le influenze che le nuove tecnologie e i profili psicologici possono avere sulle decisioni finali di ciascun membro.

2 - Philadelphia 

Le splendide canzoni di Bruce Springsteen (The Streets of Philadelphia) e Neil Young (Philadelphia) coronano il film del 1993 diretto da Jonathan Demme, uno dei primi a parlare apertamente di AIDS e omosessualità.

La storia è nota: Andrew Beckett (Tom Hanks) è un avvocato affermato che viene licenziato in tronco dal suo prestigioso studio legale per motivi assai pretestuosi.

La verità è che Andrew, che ama un uomo, ha contratto l’AIDS ed è per questo che è stato prontamente rimosso.

Nessun collega in città, però, lo aiuta a trascinare i suoi datori di lavoro in tribunale fino a quando non incontra Joseph Miller (Denzel Washington), avvocato brillante ma poco conosciuto, sposato e padre di una neonata.

I due prima non si stimano ma poi, comprendendo di avere in comune la strisciante calamità del razzismo – quella verso i neri e i gay – diventano alleati contro un unico nemico e, infine, amici.

Molto coinvolgenti le scene in aula e i colpi proibiti con cui gli avvocati costruiscono poco a poco il processo.

Finale dolorosissimo ma efficace.

Tom Hanks, nonostante qualche eccesso enfatico di troppo, vince meritatamente l’Oscar come miglior attore protagonista.

3 - Il buio oltre la siepe

Dal capolavoro letterario di Harper Lee, l’omonimo film di Robert Mulligan (1962) diventato non solo un classico del cinema legale ma una vera e propria fonte d’ispirazione per tutti gli studenti di giurisprudenza che aspirano a essere ottimi avvocati, pronti a scegliere la giusta causa.

Gregory Peck è Atticus Finch, un avvocato di una cittadina dell’Alabama degli anni ’30, rimasto vedovo e con due figli piccoli da allevare, Scout e Jem.

Un giorno è costretto a difendere Tom, un giovane di colore, accusato di aver violentato Mayella, una donna bianca di una famiglia piuttosto povera e poco stimata della cittadina.

I numerosi colpi di scena, costruiti in modo impeccabile, affascinano non solo per le fasi processuali ma per quella toccante e dolorosa condizione umana di schiavitù e razzismo che si respira sia tra le pagine del libro, sia dalle sequenze clou del film.

Tra gli attori, un giovanissimo Robert Duvall.

Gregory Peck conquista l’Oscar nel 1963.

4 - Schegge di paura

Il thriller del 1996 diretto da Gregory Hoblit è un piccolo capolavoro di suspense con un attore sbalorditivo, Edward Norton, nelle scomode vesti di un presunto colpevole, vincitore di un Golden Globe come Miglior attore non protagonista.

Richard Gere è Martin Vail, brillante avvocato dai metodi assai disinvolti che, per farsi pubblicità, difende un presunto assassino, Aaron Stampler.

Il ragazzo, un chierichetto balbuziente, è accusato di aver ucciso a coltellate l’arcivescovo di Chicago.

Ben presto, Martin scopre che le cose non sono andate esattamente come la potente curia della città cerca in ogni modo di avvallare.

Tra disperazione, pedofilia e malattia mentale, la verità sembra finalmente venire allo scoperto.

Ma chi è davvero Aaron Stampler?

Norton impersona allo stesso tempo il bene e il male con una mente problematica e diabolica allo stesso tempo e, con questo ruolo, dà inizio alla sua strepitosa carriera attoriale.

5 - Mio cugino Vincenzo

Una delle poche commedie a sfondo legale, Mio cugino Vincenzo, diretto da Jonathan Lynn nel 1992, si fonda tutto sulla strepitosa interpretazione di Joe Pesci e l’ottima prova di Marisa Tomei, vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista.

Durante un viaggio in Alabama, i giovani Billy e Stanley (Ralph Macchio e Mithcell Whitflied) entrano in un alimentari per fare acquisti, dimenticando di pagare una scatoletta di tonno.

Per loro sfortuna, il proprietario del negozio viene ucciso da due rapinatori e, per un errore, vengono sospettati di essere i suoi assassini.

L’interrogatorio dello sceriffo del luogo è piuttosto ambiguo e i due finiscono in carcere per omicidio poiché si dichiarano colpevoli, equivocando sul non pagamento della lattina di tonno.

Rischiando la pena di morte, si fanno difendere dal cugino di Billy, Vincenzo Gambini (Joe Pesci) un avvocato sui generis che sembra essere totalmente a digiuno della pratica legale.

Aiutato dalla fidanzata Mona Lisa Vito (Marisa Tomei), esperta di auto, riesce a scagionare completamente i due ragazzi, non senza aver provocato numerosi battibecchi e ammonizioni dal severo giudice della contea.

Una pellicola da vedere e rivedere rigorosamente in lingua originale, poiché il doppiaggio italiano non è riuscito a restituire la complessità linguistica del bizzarro protagonista.

6 - Pericolosamente insieme

Il film del 1986, diretto da Ivan Reitman, è una piacevole commedia romantica e sofisticata, con un tocco legal, in cui il fulcro principale non è tanto l’appassionante trama quanto il feeling della insolita coppia Robert Redford e Debra Winger.

Redford è Tom Logan, procuratore legale considerato il migliore nel suo campo che viene coinvolto, suo malgrado, in un intricato caso che vede, come principale accusata, la giovane e bella Chelsea, (Daryl Hannah) figlia di un artista caduto in disgrazia.

Chelsea è accusata di aver rubato un quadro che appartiene a un noto gallerista (Terence Stamp) ma lei rivendica la proprietà in quanto regalo di suo padre.

A difenderla, Laura Kelley (Winger) avvocatessa di belle speranze.

Le cose si complicano quando Chelsea prima seduce Tom e poi viene accusata di aver ucciso il suo accusatore. 

L'infallibile duo Redford & Winger risolverà il caso, innamorandosi al ritmo della bella canzone Love Touch di Rod Stewart.

7 – Un pesce di nome Wanda

Charles Chricton nel 1988 porta sul grande schermo un vero e proprio cult, Un pesce di nome Wanda, considerata una delle commedie più belle e divertenti degli anni ’80.

Kevin Kline, John Cleese, Michael Palin e Jamie Lee Curtis sono i quattro protagonisti di un’avvincente farsa dove le esilaranti scene in un freddo e composto tribunale inglese, tra parrucche e arringhe difensive polverose e antiquate, raddoppiano la follia di una trama davvero sopra le righe.

A Londra, una banda di scalcinati criminali riesce a rubare dei preziosi gioielli.

Capitanati da George (Tom Georgeson) vi fanno parte la sua amante Wanda (Curtis) il sensibile, balbuziente e amante degli animali Ken (Palin) e Otto (Kline) il sedicente fratello di Wanda che ama Nietzsche ed è un americano piuttosto irascibile e geloso.

Wanda e Otto in realtà sono amanti e decidono di ingannare i loro colleghi di crimine.

Quando George viene messo in prigione, a testimoniare al processo c’è Wanda, che cerca di sedurre Archie (Cleese) per farsi raccontare dove il suo assistito ha nascosto il bottino.

Ma le cose non andranno come previsto.

Il finale, romantico e spericolato allo stesso tempo, sorprende tutti, Archie per primo.

Premio Oscar a Kevin Kline come miglior attore non protagonista.

8 - Erin Brockovich - forte come la verità

Julia Roberts da Oscar, diretta nel 2000 dal regista Steven Soderbergh in stato di grazia che sceglie una fotografia dalle luci calde e dai toni sabbia per raccontare la storia vera di Erin Brockovich.

Erin è una bella madre single di tre figli, ex reginetta di bellezza che cerca un lavoro per poter mantenere dignitosamente la sua famiglia.

L’incontro con l’avvocato Ed Masry (Albert Finney) le cambia la vita: da segretaria precaria del suo studio legale, segue per puro caso un fascicolo di una causa in cui una compagnia di elettricità e gas avrebbe inquinato le falde acquifere di una intera contea, provocando tumori a molti dei suoi residenti.

La caparbietà e il forte senso di giustizia, uniti alla sua disperata situazione finanziaria, l’aiuteranno ad ottenere giustizia.

In totale collaborazione con Masry, riuscirà a risarcire tutti e a diventare finalmente una persona migliore.

La vera Erin Brockovich appare nel film in un cameo, nei panni di una cameriera di fast food che serve la finta Erin e i suoi tre figli.

Per chi ama le storie a lieto fine e ha uno spiccato senso della comunità.

Non perdetevi l’occasione di immergervi tra gli articoli dei codici e scoprire nuove avventurose storie tra tribunali e riti processuali.

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