Stai leggendo: La moglie di Michael Bublé: ho dovuto decidere da sola di far curare nostro figlio

Prossimo articolo: Michael Bublé torna sul palco dopo la guarigione del figlio Noah

Letto: {{progress}}

La moglie di Michael Bublé: ho dovuto decidere da sola di far curare nostro figlio

Luisana Lopilato si è aperta sulla malattia del primo figlio avuto con Michael Bublé: ero sola quando ho dovuto decidere cosa fare per Noah.

Il cantante Michael Bublé con moglie e figlio

0 condivisioni 0 commenti

In una lunga chiacchierata a cuore aperto in un programma TV con la presentatrice argentina Susana Giménez, l'attrice Luisana Lopilato, moglie del cantante canadese Michael Bublé, ha parlato del momento difficilissimo che la sua famiglia ha vissuto durante l'ultimo anno: la diagnosi di cancro al fegato del primogenito Noah.

Non ne avevo mai parlato tanto a lungo.

Luisana, 30 anni, è stata intervistata nella casa di Vancouver, città natale del cantante, e nel video la si può vedere che apre la porta all'intervistatrice con il piccolo Noah in braccio. "Si è appena svegliato" dice la donna, che in questi giorni ha ripreso a lavorare, ma ancora non si allontana mai troppo dal figlio.

Feliz día de la madre !! Happy Mother's Day @luisanalopilato !! #myhero #bestmommy #bestfriend

A post shared by Michael Bublé (@michaelbuble) on

Il primogenito della coppia ha superato con successo le fasi di trattamento cui è stato sottoposto finora, ed i due genitori stanno pian piano riprendendo impegni con le rispettive carriere. Lo scorso mese Michael Bublé ha fatto la sua prima apparizione pubblica da mesi, quando ha partecipato alla cerimonia per i Governor General's Performing Art Awards in Canada dove ha ricevuto un'importante onoreficenza e pronunciato un toccante discorso: "La mia intera vita è stata ispirata dal modo in cui la mia famiglia mi ha fatto sentire, mia moglie, i miei figli, i miei genitori, le mie sorelle". E anche la moglie è molto legata ai suoi cari, che si sono stretti attorno a lei e al marito durante i lunghi mesi della malattia di Noah.

Ci sono arrivate tutte le preghiere, è stato tutto necessario. Tutto il mondo si è preoccupato per quello che ci stava succedendo. Ciò che mi ha permesso di andare avanti è stata la fede. Ho sempre creduto: 'lo cureranno, Dio guiderà le mani dei dottori'. Non c'è stata settimana che non mi sia recata in chiesa a implorare.

Noah Bublé è stato curato a Los Angeles, ma al momento della diagnosi si trovava con la madre e il fratello più piccolo in Argentina, dove Luisana era impegnata sul set di un film. Nel giro di pochi giorni, quello che sembrava un malanno passeggero si stava rivelando un male più grave: quando Luisana ha capito che poteva essere qualcosa di molto brutto, ha cercato di mettersi in contatto con il marito che si trovava a Londra per una serie di apparizioni TV e interviste.

Non era con me in quelle ore. Stava per fare un'intervista molto importante in Inghilterra e non sono riuscita a rintracciarlo al telefono, quindi quando ho saputo che Noah aveva qualcosa alla pancia e i dottori non avevano idea di cosa fosse e se potesse essere un tumore, ho preso subito un aereo per gli Stati Uniti.

Appena saputo, anche Michael ha lasciato ogni impegno in UK, cancellando tutta l'agenda di apparizioni, interviste e concerti per il futuro ed è volato di corsa a Los Angeles.

Abbiamo deciso di curarlo a Los Angeles. Lo portai all'ospedale appena atterrata. Abbiamo vissuto attaccati a Noah durante i sette mesi di trattamento. La cosa più importante è aver fede che ne uscirai. Fino ad oggi, ogni giorno chiedo a Dio che continui ad aiutarci.

Nel raccontare il tempo trascorso in ospedale, l'attrice si è commossa: "I suoi giorni erano come il film La Vita è bella. Tutti i giorni veniva Batman o Spiderman. La famiglia di Michael e la mia sono arrivate subito. Ci sono stati giorni in cui sono stata malissimo, ma continuavo ad alzarmi.

Queste cose ti cambiano la prospettiva sulla vita.

Il piccolo è ora sulla via della guarigione, e la madre commenta al riguardo: "Grazie a Dio il peggio è passato, ma questo è un processo lungo e ancora in corso". Auguriamo tutti il meglio a Noah e alla sua famiglia.

Vota

Commenta

Con il tuo consenso, questo sito internet utilizza cookies di terze parti per migliorare la tua esperienza. Puoi conoscere di più sul nostro utilizzo dei cookies e su come modificare le impostazioni nella nostra Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies.