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Lena Dunham e il cane Lamby: se ne è liberata?

Il mistero s'infittisce: Lena Dunham aveva ragione a lasciare Lamby perché problematico oppure ha mentito, come asserisce l'impiegato del canile?

L'attrice Lena Dunham

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Alcune settimane fa Lena Dunham aveva rivelato su Instagram di aver dovuto discretamente portare il suo cane Lamby al centro di riabilitazione Zen Dog, perché "quattro anni di comportamento difficile e aggressivo non potevano essere corretti con terapia medica o addestramento, né con l'amore costante della padrona". Stando all'attrice il cane mostrava disturbi della personalità - "mordeva, urinava nella sua stessa bocca" - perché aveva subito terribili abusi da cucciolo. Ed in effetti, quando nel 2013 la Dunham scrisse un pezzo pubblicato dal New Yorker riguardo l'adozione del cane, fin da subito erano stati sottolineati dei problemi comportamentali.

Qualche giorno fa, però, un'email di Robert Vazquez, portavoce del canile BARC Shelter dove la Dunham aveva adottato Lamby, ha gettato una nuova luce sulla vicenda, smentendo innanzitutto il fatto che il cane sarebbe stato accolto e abbandonato da diverse famiglie che l'avrebbero maltrattato, e soprattutto sottolineando che Lamby al momento dell'adozione da parte dell'attrice aveva quasi due anni e nessun segno di maltrattamento.

Quando ha adottato il cane da noi non era matto. Ho foto del cane che dimostra affetto per Lena e la madre, il che sarebbe strano se il cane fosse stato maltrattato. Non si farebbe coccolare da lei nel letto con il 'ragazzo' sulle pagine di Vogue.

Lamby era infatti apparso sulla rivista nel 2014 con l'attrice e la costar Adam Driver, e sembrava addestrato professionalmente nelle foto in cui lo si vedeva a spasso con la coppia, rilassato sul letto o nel bagno insieme ai due divi. Vazquez, che lavora alle adozioni canine da 15 anni ha anche aggiunto di essere stato presente per ciascuna delle quattro visite fatte al canile dalla Dunham prima che portasse via il cane con sé.

"Se Lamby avesse avuto un passato burrascoso, credete che il BARC lo avrebbe dato a Lena, sapendo che è una star, mettendo lei e il cane in una situazione del genere?. Le avremmo comunicato qualsiasi problema. Siamo un canile che non pratica eutanasia, non mentiamo riguardo il passato dei cani, perché questo potrebbe tradursi in un rifiuto da parte dei nuovi padroni che li riporterebbero qui... e non fa bene alla salute mentale dell'animale.
Mi è difficile credere che Lamby fosse così cattivo quando lo ha portato con sé in ogni green room, quattro anni fa Girls era ancora nel pieno del successo.

L'attrice però non ha ceduto di un passo, e in nuovo post su Instagram che reca l'immagine di un quadro raffigurante l'attrice con il cane, ha risposto con passione alla polemica sollevata da quelle dichiarazioni, ripetendo che la storia personale di Lamby di cui lei è a conoscenza è ben diversa da quella riferita dallo staff del BARC, e che l'aggressività e i molteplici disturbi del cane sono stati davvero imprevedibili e ingestibili.

È stato portato alla mia attenzione che lo staff al canile dove ho adottato Lamby ha una versione dei primi anni della sua vita molto diversa dalla mia. Per quanto sia dispiaciuta di averli delusi, non posso scusarmi. Lamby è stato e continua ad essere uno dei grandi amori della mia vita. Quando l'ho incontrato ho saputo che avremmo vissuto un percorso incredibile insieme. Ma la sua aggressività - che era impossibile prevedere - e i suoi problemi particolari, che rimangono una miriade, non erano gestibili, almeno non da me. Ho fatto quello che credevo fosse la cosa migliore una madre potesse fare, cioè dargli una vita in cui le sue necessità fossero curate specificamente. È stato con me per quasi quattro anni ed io ero la sua mamma... ero nella posizione migliore per capire quali fossero le sue necessità. Dopo innumerevoli ore di addestramento, supporto finanziario e un sacco di lacrime gli è stato concesso di vivere una vita migliore. Mi prendo cura ancora delle sue spese e ci sarò sempre per lui in ogni modo ma è evidentemente molto più felice nel suo nuovo ambiente. Perché questa storia deve essere soggetta a scrutinio e rabbia? È un volontario rifiuto di comprendere la verità. Mi auguro che coloro che giudicano possano immaginare il dolore di lasciar andare la creatura che ami di più sulla TERRA perché sai di non poterla aiutare ad essere sana e felice. Non direi mai una parola scortese riguardo lo staff del BARC, quello che fanno è meraviglioso e salva le vite di quegli animali, ma abbiamo versioni diverse del comportamento di Lamby e loro non vivevano nella nostra casa o con lui per un lungo periodo. Non sono stati testimoni dell'incessante cura da parte mia. Ho sopportato tantissimi microscandali ma questo è quello che mi ferisci DI PIÙ, per via della vulnerabilità derivata dal far sapere alla gente della storia mia e di Lamby, perché mi manca così tanto. Questo è il dipinto che mi accoglie ogni giorno quando entro in casa. Questo è l'animale che mi ha insegnato ad amare e lasciarsi andare. So che è divertente fissare su di me i vostri problemi, ma non permetterò a nessuno di prendersela con me per questa faccenda. Non questa volta.

It's come to my attention that the staff at the shelter where I adopted Lamby have a very different account of his early life and behavioral issues than I do. While I'm sorry to have disappointed them, I can't apologize. Lamby was and is one of the great loves of my life. When I met him I knew we'd have an amazing journey. But his aggression - which was unpredictable- and his particular issues, which remain myriad, weren't manageable, at least not by me. I did what I thought the best mother would do, which was to give him a life that provided for his specific needs. He'd been with me for nearly four years and I was his mom- I was in the best position to discern what those needs were. After countless hours of training, endless financial support and a lot of tears he was given access to a better life. I still support him financially and I'll always be there for him in every way but he's notably happier in his new surroundings. Why should this story be subject to scrutiny and anger? It is willfully misunderstanding the truth. I hope those judging can imagine the incredible pain of letting go of your favorite creature on EARTH because you know you can't help them be healthy and happy. I would never say an unkind word about the staff of BARC, what they do is amazing and life saving for these animals- but we have different accounts of Lamby's behavior and they were not present in my home nor did they live with him for an extended period. They did not witness the consistent and responsible care I provided. I have weathered a lot of micro-scandals but this one hurts MOST, because of the vulnerability of letting people know Lamby and my story, and because I miss him so damn much. This is the painting that greets me every day when I walk into my home. This is the animal who taught me about loving and letting go. I know I'm a lot of fun to place your issues on, but I won't let anyone hang their hat on this peg. Not this time.

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Quale sarà la verità? La rete è divisa: da una parte i detrattori che accusano l'attrice di aver gonfiato la storia, o di aver proprio mentito (lo stesso tipo di calunnie sorte riguardo la confessione di stupro contenuta nella sua autobiografia), dall'altra tutti coloro che amano il fatto che la Dunham continui a voler condividere così tanto della sua vita privata, e plaudono alla sua veracità. Nel mezzo gli indifferenti, tra i quali alcuni (come una giornalista dell'Huffington Post) che al massimo inorridiscono al leggere l'attrice che si definisce "madre" del suo cane.

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