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È morta a 78 anni l’attivista femminista Sheila Michaels: ecco la sua storia

Famosa per aver introdotto il termine Ms. nel linguaggio anglofono per riferirsi alle donne senza indicare il loro stato civile, Sheila Michaels si è spenta a giugno. Vi raccontiamo la sua storia.

Foto di Sheila Michaels

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Il merito di Sheila Michaels fu quello di aver introdotto nel linguaggio comune il termine Ms., che non esprime informazioni sullo stato civile di una donna. Se prima, infatti, ci si riferiva a una donna come Mrs. (Signora) o Miss. (Signorina), con l’uso di Ms. ci si mantiene in una zona neutra e si considera la donna senza per forza inserirla in un rapporto di coppia da cui si fa dipendere la sua identità.

Il termine Ms. ebbe molto successo tant’è che venne adottato da molte donne negli USA prima e in Inghilterra poi, diventando addirittura il nome di una testata femminile, Ms. appunto, il cui slogan esprime appieno l’anima del progetto: “More than a magazine, a movement” che, tradotto, suona così: “Più che una rivista, un movimento”.

La vita di Sheila Michaels

Nata nel Missouri, prese il cognome dell’allora compagno della madre, nonostante il suo vero padre fosse un tal Ephraim London, esperto di diritti civili. In seguito, quando la madre cambiò nuovamente marito, Sheila prese il cognome di Kessler. Tornò al suo primo cognome quando quest’ultimo patrigno, per non farsi rovinare la reputazione, glielo impose: Sheila infatti fu arrestata durante una manifestazione a favore dei diritti degli afroamericani e, per evitare imbarazzi, tornò a chiamarsi Michaels.

Questo continuo cambio di cognome, portò Sheila a riflettere sulla condizione femminile: era come se una donna non potesse esistere senza un uomo a cui legare il proprio nome e quindi, in un certo qual modo, la propria identità.

La (ri)nascita del termine Ms.

Già nel 1901 si usava Ms. come appellativo per le donne la cui situazione civile era ignota. Questa scoperta entusiasmo Sheila: la vide scritta per la prima volta sui dati degli abbonati alla rivista marxista News & Letters a cui era abbonata la sua coinquilina. Inizialmente Sheila pensò a un refuso, ma un breve approfondimento le fece scoprire che, in realtà, il termine Ms. era corretto, anche se in disuso. Cominciò così la personale battaglia di Sheila per la diffusione del termine Ms., una battaglia che lei stessa definì una “timida crociata durata otto anni”.

Inizialmente, la personale crociata della Michaels passò in secondo piano: si trattava in fondo di un problema di forma, quindi secondario agli occhi delle altre attiviste, ma verso la fine degli anni '60, durante un’intervista radiofonica si toccò l’argomento e la questione ispirò la giornalista Gloria Steinem, allora impegnata nella fondazione della rivista che oggi conosciamo, appunto, come Ms.

Nel 1986 persino il New York Times inserì il termine Ms. per riferirsi a quelle abbonate di cui non si conosceva lo stato civile

Ms. in edicola

In the Spring 1972 Ms. Magazine came out with their first edition. This is my mother's copy; she saved it as she said it changed her life. Why? It was the first time and place these conversations were happening--for women and by women. When I saw Gloria Steinem speak at Cannes Lions in 2013 I thought I might burst. Here was the woman who led the movement, shared her words and thoughts to impact my mother which in turn impacted how she raised me, her only daughter. My mother always insisted on one thing and one thing only: get an education. She did. My mother has her Masters in Psychology and I also studied Psychology for my Bachelors and I worked hard earning my MBA in Marketing. It's mine. No one can ever take that away from me. Holy hell ladies. Stand up for what you believe in. Keep speaking up. I know it is difficult, trust me. Keep studying and even when it feels like it will break you, just SHOW up.👏 Supporting all the women I work with, all the designers and creative women, all the powerful and strong women and all the confused and challenged women. Be better today than you were yesterday by using your voice. Much love.❤👏❤👏❤👏❤

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Il primo numero della rivista che contribuì alla diffusione dell’uso di Ms. uscì nel 1971 e nell’editoriale era spiegata la ragione del nome: Ms. è per quelle donne che vogliono pensarsi come individui, non subordinate a una relazione con un uomo. Da allora la rivista continua a essere pubblicata e, nel 2001, è diventata proprietà di un’associazione femminista no profit chiamata Feminist Majority Foundation.

Sheila è morta a New York, a giugno di quest’anno, a causa di una leucemia. La sua personalità, legata a molte battaglie per i diritti civili delle minoranze è stata ricordata da molti post sui social, segno che certe conquiste restano attraverso gli anni e appartengono a più generazioni.

Siamo certi che, da oggi, conoscendo la sua storia, neanche voi vi accontenterete più della scelta fra Signora e Signorina!
Cerchiamo insieme un corrispettivo italiano di Ms.? Suggeritecelo nei commenti!

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